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Zoom prova a riemergere ma sbaglia ancora: assunto l’ex capo della sicurezza di Facebook

In queste settimane l'applicazione dedicata alle videochiamate Zoom è finita completamente sotto attacco, a causa dei tantissimi problemi di privacy scoperti. Ora la società statunitense ha deciso di reagire assumendo come consulente l'ex capo della sicurezza di Facebook, Alex Stamos

Zoom ha bisogno di risalire la china

Zoom in queste settimane è completamente esplosa, come la maggior parte delle app specializzate in video-chiamate del resto. Insieme al successo sono arrivate anche le critiche, e negli ultimi giorni queste ultime hanno superato di gran lunga proprio il successo. Ormai quando si parla di Zoom si pensa immediatamente ai problemi di privacy, e al fatto che sia gestito da persone tutto tranne che corrette. Sono pensieri più che giustificati, vista la mole di attività illecite in cui si è imbattuta la società statunitense. Password rubate, dati venduti alla Cina, intrusione nelle chiamate dei propri utenti. E’ successo di tutto in queste settimane. Questa tempesta ha di fatto infangato il nome di Zoom, che ora vorrebbe riemergere.

Alex Stamos, la persona sbagliata per riemergere

Zoom vuole reagire, e per questo ha assunto Alex Stamos, ex capo della sicurezza di Facebook. Voi direte “bel colpo, finalmente si sono mossi”. Beh, non proprio. Nel senso che Stamos non è stato esattamente un gran protettore della privacy ai tempi di Facebook, tutt’altro. Lui era a capo del team di sicurezza quando ci fu il disastro Cambridge Analytica, e si scoprì che l’azienda di Menlo Park vendeva i dati personali dei propri utenti a destra e manca. In quel momento Stamos si licenziò, e ora è stato assunto da Zoom come consulente, per cercare di mettere a posto i problemi di privacy. Curioso.

Il Ceo di Zoom si scusa ma è sul precipizio

Nel frattempo il Ceo di Zoom, Eric Yuan, si è scusato con tutti gli utenti con un video su YouTube nel quale si è espresso in questo modo: “Abbiamo molto da fare per rimettere le cose a posto. Dobbiamo garantire la privacy ai nostri utenti. Noi prendiamo queste cose molto sul serio e faremo l’impossibile per risolvere la situazione”. In realtà sembra che ormai il crollo di Zoom sia inevitabile, visto che Google ha vietato il suo utilizzo ai propri dipendenti, così come ha fatto SpaceX in precedenza. Le scuole di New York hanno fatto lo stesso e in Germania e Taiwan è stata praticamente bandita.

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