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Zoom decolla con il lockdown nonostante le critiche per la sicurezza

La popolare piattaforma di videoconferenze Zoom ha quintuplicato il suo valore nonostante stia lottando contro le falle di sicurezza

Zoom decolla con il lockdown nonostante le critiche per la sicurezza. Zoom, la nota applicazione per video call, sta vedendo la sua popolarità decollare in questo lockdown. Dal marzo 2019, data di rilascio, l’azienda americana ha visto il proprio valore crescere di cinque volte quello iniziale. Il CEO Eric Yuan ha rilasciato questi numeri nel corso di una conferenza dove ha anche annunciato i prossimi aggiornamenti dell’app. Zoom, però, convive ogni giorno con molti problemi di sicurezza che la inseriscono nella lista nera di moltissime aziende.

La nota azienda automobilistica tedesca Daimler è l’ultima della lista, avendo vietato l’uso di Zoom a tutti gli impiegati. La nota dell’azienda recita: “Fino a nuove direttive, l’uso di Zoom per uso aziendale è vietato. Questo non ha a che fare con i requisiti di sicurezza della nostra azienda”. Anche il portavoce della Mercedes-Benz, Christoph Sedlmayr ha espresso la sua preoccupazione verso Zoom sostenendo che ci sono prove di falle di sicurezza dei dati. Anche il portale Bloomberg News ha mostrato che sia l’azienda tecnologica NXP che il colosso dell’elettronica Ericsson ha preferito evitare l’uso di Zoom.

Zoom assicura di risolvere le falle di sicurezza con il prossimo aggiornamento

Zoom è stato vietato anche da molte scuole, dalla SpaceX di Elon Musk, dall’istituto bancario Standard Chartered e dai Governi di Germania, Taiwan e Singapore. Il lockdown ha portato molte persone ad utilizzare quotidianamente Zoom, che è andato avanti nonostante le critiche portate avanti dagli esperti. Tra coloro che hanno espresso preoccupazioni su Zoom anche l’ex capo della sicurezza di Facebook, Alex Stamos.

I ricercatori sostengono che gli incidenti su Zoom consistono in crash vari e registrazioni dei meeting in incognito. Proprio quest’ultimo elemento è ciò che le grandi aziende non possono permettersi, essendoci in gioco informazioni che salvaguardano le stesse. A questo riguardo Zoom ha annunciato che con il nuovo aggiornamento 5.0 le cose cambieranno. Lea Kissner, ex capo della privacy tecnologica di Google ed ora consulente per Zoom, ha rilasciato dichiarazioni ottimiste, spiegando come la nuova codifica 256-bit GCM sarà perfettamente in linea con gli standard delle aziende.

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