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Telegram, bloccati 20 canali pirata di giornali, riviste e libri

Telegram, la Procura di Bari blocca 20 canali pirata. Quest trattavano PDF di giornali, riviste e libri. Uno, da oltre 1000 utenti, sarebbe però sfuggito, forse perché cancellato prima dell'intervento della Guardia di Finanza

Telegram, bloccati 20 canali pirata di giornali, riviste e libri. Nella giornata di ieri, il noto sito di messaggistica Telegram, avrebbe bloccato 20 canali. Questi erano dediti alla diffusione di PDF pirata di giornali, riviste e libri. La comunicazione è stata data, come riportato da Ansa.it, dallo stesso gestore dell’applicazione di messaggeria istantanea. La mail, firmata Telegram DMCA, è così giunta alla Procura di Bari.

Ieri la Guardia di Finanza aveva effettuato un sequestro preventivo dei 20 canali. I reati ipotizzati sono riciclaggio, ricettazione, accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, furto e violazione dei diritti d’autore. La denuncia sarebbe stata fatta a carico di ignoti. Un canale sarebbe però sfuggito ai controlli. Secondo la Guardia di Finanza, infatti, questo potrebbe essere stato rimosso prima dei controlli effettuati dai finanzieri.

Telegram, indagine della Procura di Bari su 20 canali pirata del noto sito di messaggeria istantanea

La Procura di Bari, infatti, aveva individuato un altro canale, chiamato Edicola Settimanali. Questo, con ben 1.049 utenti, sarebbe però sfuggito al sequestro della Guardia di Finanza. Il Procuratore di Bari Roberto Rossi, che cura l’inchiesta aperta dopo un’attenta indagine di Fieg e Agcom, avrebbe dichiarato che si tratterebbe di un sistema di pirateria digitale che avrebbe causato enormi danni al settore dell’editoria. Si stimerebbe infatti, per quest’ultimo, una perdita di circa 670 mila euro al giorno, pari ad oltre 250 milioni l’anno.

Il Coronavirus ha favorito la diffusione della pirateria digitale

Ma non solo l’editoria a ricevere danni dalla pirateria digitale. Secondo un’indagine condotto dallo Studio di Analisti Muso e riportato da ComicBookResources, infatti, il Coronavirus avrebbe favorito la diffusione della pirateria digitale. Il traffico di download sui siti illegali sarebbe aumentato a dismisura durante queste settimane di lockdown in tutto il mondo. I picchi arriverebbero soprattutto dall’Europa e, in particolare, proprio dall’Italia. Nel nostro Paese, infatti, si sarebbe registrato ben il 66% di download provenienti da siti illegali negli ultimi due mesi.

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