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Quando lo smartphone ti distrae dal mondo: cos’è il phubbing

Dall'ascesa di internet alla scoperta dello smartphone diventato ormai un prolungamento del nostro braccio. Ma quali insidie e quali pericoli si celano dietro questo meraviglioso strumento che ha cambiato non solo il nostro lavoro ma sopratutto i nostri rapporti interpersonali?

Quando lo smartphone ti distrae dal mondo: cos’è il phubbing. Lo smartphone è da sempre considerato uno strumento tanto utile quanto dannoso. Ma ai danni cerebrali già dimostrati si aggiunge il phubbing, ovvero la mania di distogliere l’attenzione dalla vita reale preferendo il display del cellulare. È sempre più frequente, al giorno d’oggi, andare al bar o al ristorante con i tuoi amici e chiacchierare mentre loro sono intenti a scorrere le feed dei social o a navigare in internet. Anche le cene romantiche tra innamorati si trasformano spesso e volentieri in una serata social che passa senza che si rivolgano la parola. Questo fenomeno ha un nome, ovvero phubbing, che è l’unione di due parole inglesi: phone (telefono) e snubbing (ignorare, mancare di rispetto).

Solitudine e cattiva salute: ecco i rischi del phubbing

Il phubbing ha l’ovvia conseguenza di peggiorare le relazioni interpersonali anche con parenti e amici stretti. Il phubbing fa male non solo a chi sta sempre sul telefono ma anche ai loro interlocutori che possono facilmente stressarsi se vedono che i loro discorsi si perdono nel vento. Chi è affetto da phubbing tende ad arrabbiarsi molto più facilmente e, se si tratta di una coppia, può nascondere sentimenti di insoddisfazione nella loro relazione. Uno studio del Journal of Applied Social Psychology ha dimostrato come le persone che soffrono d’ansia sono più propense a diventare dipendenti dal proprio smartphone. Un altro fattore che spinge a diventare schiavi del proprio cellulare è la paura della solitudine, che con lo smartphone in mano sembra non mancare mai ma che, invece, taglia i rapporti umani: il phubbing, in questo caso, è sia problema che soluzione, dimostrando il paradosso che porta con sé.

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