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Primo via libera ad Immuni in 4 regioni, ma gli italiani scaricano l’App sbagliata

Test preliminare per Immuni, l'applicazione per il tracciamento dei contagi di Covid-19 che tanto ha fatto e continua a far discutere

Primo via libera ad Immuni in 4 regioni, ma gli italiani scaricano l’App sbagliata. “Sviluppata nel pieno rispetto della normativa sulla privacy italiana ed europea”. Con queste parole la Ministro dell’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione Paola Pisano ha dato il via alla prima fase di Immuni, l’applicazione progettata dal Governo per riuscire a tracciare eventuali contagi da Covid-19. La prima fase prevede una versione “pilota” di Immuni, a cui partecipano 4 regioni: Abruzzo, Liguria, Marche e Puglia. Dal 15 giugno sarà operativa a pieno regime su tutto il territorio nazionale. Il via libera in un momento in cui contagi e decessi da Coronavirus sono ai minimi. Secondo la Ministra, più persone scaricheranno Immuni e la utilizzeranno e più ci sarà la possibilità di tracciare e bloccare eventuali focolai. La Ministra Pisano ha inoltre sottolineato che tutto l’impianto dell’applicazione è totalmente volto al rispetto della privacy del cittadino.

Come funziona App Immuni e in che modo è garantita la privacy dei cittadini italiani

L’App è disponibile sia per i sistemi iPhone che per Android è una delle prima applicazioni del genere ad essere usata in Europa. Osannata da molti, ha però ricevuto molte critiche, soprattutto per il lancio avvenuto, secondo alcuni, troppo tardi. La società che l’ha realizzata a titolo gratuito è la Bending Spoons, con sede a Milano. Per quanto riguarda invece la gestione dei dati, la scelta è ricaduta su Sogei e PagoPa. La decisione di ritardare il rilascio è dovuta al fatto di aver voluto dedicare più tempo alla gestione della privacy ed evitare continui aggiornamenti. La condivisione di dati avviene tramite Bluetooth: ogni giorno l’App crea una chiave alfanumerica su cui nasce un codice identificativo (ID) e dura solo 15 minuti. I telefoni “parlano” tra loro grazie al Bluetooth per una distanza abbastanza sufficiente da permettere di capire se i due dispositivi sono entrati a contatto con un potenziale contagiato. Non registra mai la posizione geografica, ma solo la prossimità dei telefoni.

In parole povere: due persone sono per caso vicine e una torna a casa e avverte sintomi febbrili e difficoltà respiratorie. Chiama il medico di base ed effettua il Covid test – è positiva – tramite l’App Immuni avvisa di essere positiva, in questo modo tutti coloro che sono entrati in contatto ricevono un avviso da Immuni senza mai dire nomi o posti. I codici generati si distruggono dopo che sono stati avvisati gli eventuali contagiati.

Immuni vera e Immuni fake, perché alcuni hanno scaricato la versione sbagliata

Tra i tanti commenti negativi che sono circolati online, molti italiani si sono lamentanti del fatto che Immuni fosse totalmente in inglese. Ma c’è un errore di fondo: hanno scaricato l’applicazione sbagliata. “Immune system” è un’applicazione disponibile dal 2015 che come scopo ha quello di spiegare come funziona il sistema sanitario. Il perché dell’errore è molto semplice: nei vari app store, digitando la parola Immuni, esce come primo risultato la versione inglese. Pioggia di critiche e incomprensioni. Chi però ha capito l’errore, ha subito rimediato, scaricando la versione ufficiale di Immuni e dando solo recensioni positive.

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