fbpx

Pagamenti digitali, boom di transazioni nelle ultime settimane

Pagamenti digitali alla ribalta. È boom in Italia. La speranza è che possa rimanere un abitudine e non solo una necessità momentanea

Pagamenti digitali, boom di transazioni nelle ultime settimane. Sembrava che in Italia dovesse fare ancora tanta fatica il mondo dei pagamenti digitali. Insomma, il contante in Italia è sempre stato il mezzo di pagamento preferito dai cittadini. Complice il lockdown, e quindi il coronavirus, nelle ultime settimane si è registrato un considerevole aumento di pagamenti digitali. Quasi ovvio potremmo dire. Ma a cosa è dovuto? Le motivazioni sono tante. A partire dal fatto di non voler maneggiare più la “moneta fisica” per questioni igieniche, perché possibile mezzo di trasmissione da una persona all’altra. Per non parlare anche delle difficoltà economiche di alcune piccole botteghe che sono andate incontro alla tecnologia venuta in loro soccorso.

Il volume delle transazioni digitali in Italia è cresciuto del 20% ogni settimana, numeri che non si sono registrati in nessun altro paese. Simbolo di un arretratezza nel campo tutta italiana. Infatti tantissimi paesi in Europa, da questo punto di vista, erano già ad un livello avanzato. I pagamenti digitali facevano già parte della vita quotidiana delle persone.

Pagamenti digitali anche per gli alimentari

Secondo quanto riportato da Agi, uno dei settori che ha risentito più di tutti di questo cambiamento è quello degli alimentari. Infatti quesi sono stati obbligati a rimanere aperti e in qualche modo si sono dovuti adattare alla nuova realtà. Tra ordinazioni su Whatsapp e pagamenti a distanza, la tecnologia ha avuto la meglio anche per una questione di sopravvivenza ovviamente. SumUp, società fintech che offre a Pmi, commercianti e artigiani servizi per ricevere pagamenti digitali, spiega come questo cambiamento sia avvenuto. È avvenuto in gran parte ultimamente, ma era già partito almeno da un anno. Infatti negli ultimi 12 mesi, fanno sapere, l’utilizzo di tale metodo era aumentato del 250%. I clienti hanno iniziato ad usare tale metodo di pagamento e molti commercianti si sono adeguati.

L’Eba (l’Autorità bancaria europea) “incoraggia i consumatori e i commercianti a prendere le necessarie precauzioni sanitarie” non solamente per l’utilizzo dei contanti ma anche per strumenti che obbligano a inserire un pin. Viene raccomandato anche di “valutare altri metodi di pagamento disponibili”, come ad esempio il contactless o quelli da remoto (che possono essere effettuati con lo smartphone, anche se la cassa non è a pochi centimetri), ad esempio Apple Pay.

Abitudini che potranno rimanere

“Possiamo prevedere che queste nuove abitudini tenderanno a rimanere e crescere nel tempo”. Queste le parole di Umberto Zola, Country Growth Lead Italia di SumUp. La speranza è proprio che l’Italia possa adeguarsi anche la resto d’Europa dove un caffè è possibile pagarlo con la carta. Per arrivare a ciò bisognerebbe rivedere tante cose, a partire dalle commissioni che ammazzano gli imprenditori, bar e piccole botteghe. Che il virus ci abbia aperto gli occhi sotto molti punti di vista?

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui