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L’app Immuni e la privacy degli italiani

L'intera documentazione e le immagini dell'interfaccia dell'applicazione Immuni sono online su GitHub. Si possono notare nuovi dettagli sul funzionamento dell'app e sulla sicurezza legata alla privacy, in quanto il suo utilizzo avverrà su base volontaria. Cosa comporta?

L’app Immuni e la privacy degli italiani. La famosa app per il tracciamento dei contagi italiani è sempre più vicina a contribuire al monitoraggio del Covid-19. In questi giorni il Ministro dell’Innovazione, Paolo Pisano, ha rilasciato online su GitHub la documentazione ufficiale dell’applicazione Immuni. GitHub è un servizio di hosting per progetti software. In altre parole, uno strumento utilissimo per i programmatori che si scambiano informazioni e lavorano ai vari progetti. Così adesso è disponibile, sotto gli occhi di tutti, il progetto Immuni, nei suoi dettagli e nella sua documentazione. I più volenterosi possono studiarlo e suggerire modifiche, starà poi ai proprietari dare il consenso per accettarle o meno. Oltre la documentazione, si trovano online anche le immagini dell’interfaccia. Ecco cosa abbiamo scoperto.

Nessuno ci spierà

In molti, da quando è stata annunciata l’app Immuni, si sono chiesti se scaricarla comportasse la mancanza di privacy. Alcuni pensavano, infatti, che utilizzarla corrispondesse a una continua informazione allo Stato dei propri spostamenti. Quasi come se ci fosse una mappa in cui il pallino numero 3329791 è il nostro e possono vedere tutti i nostri movimenti. Non sarà così. Qualcosa di simile potrebbe solo essere illegale, a meno che non ci sia l’approvazione del cittadino. Ma non è questo il caso. Al contrario, Immuni è definita sulla tutela della nostra privacy perché decidiamo noi cosa fargli sapere. Si era già detto che il suo utilizzo sarebbe avvenuto su base volontaria per cui non avrebbe infranto nessuna regola sulla privacy. Qualsiasi azione, come registrarsi come paziente positivo al Covid-19 in quarantena, deve essere inserita dal proprietario del dispositivo. Tu. Si, decidi tu quali informazioni inserire.

L'app Immuni e la privacy degli italiani: i permessi
L’app Immuni e la privacy degli italiani: i permessi

Immuni: come funziona?

Essendo volontaria, una volta scaricata dall’app store per iOS o Android converrà sfruttarla al massimo. In questo modo si potrà contribuire al monitoraggio dei casi. Che tu sia positivo o meno, potrai inserire tutte le tue informazioni anagrafiche e mediante l’utilizzo del Bluetooth verrà associato un codice identificativo al tuo dispositivo. In questo modo se una persona che ha fatto lo stesso si troverà vicino a te, l’incrocio verrà registrato. Questi codici sono casuali e le informazioni che contengono non potranno essere diffuse, oltre a essere cifrate. Così se, dopo qualche giorno, si scopre che quella persona è positiva, in base allo storico di Immuni si potranno verificare i contatti recenti e ti arriverà una notifica con la comunicazione. In più, l’app Immuni invierà una notifica se un “contatto a rischio” ti è vicino.

L'app Immuni e la privacy degli italiani: come funziona?
L’app Immuni e la privacy degli italiani: come funziona?

In base alla documentazione e alle foto pubblicate su GitHub, si evince chiaramente che le informazioni possono essere fornite solo dal soggetto che utilizza l’app. Che si può leggere la normativa sulla privacy applicata e decidere sulle concessioni e notifiche. Insomma, la scelta è la tua. Non vogliamo essere ripetitivi ma la regola principale è sempre e solo una: utilizzare il buon senso. La tua privacy è al sicuro in entrambi in casi, sia che scarichi sia che non scarichi Immuni. Ma la tua salute potrebbe esserlo maggiormente nel primo caso.

L'app Immuni e la privacy degli italiani: le notifiche
L’app Immuni e la privacy degli italiani: le notifiche

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