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Italiani e stereotipi, meno sessismo e più privacy per l’app Immuni

Il lancio ufficiale dell'app Immuni ha già conquistato mezzo milione di italiani che hanno provveduto al download. Il Ministero della Salute e il Governo hanno reso pubbliche tutte le informazioni in merito al funzionamento dell'app e alla sua utilità però è sfuggita una grafica poco apprezzata sui social, che ci riporta un pò indietro di qualche secolo

Italiani e stereotipi, meno sessismo e più privacy per l’app Immuni. Dall’1 Giugno l’app Immuni è disponibile per il download sui tutti i dispositivi Android e iOS. In 24 ore sono circa mezzo milione gli italiani che hanno scaricato l’applicazione, dato incoraggiante. Il Ministero della Salute ha annunciato il lancio ufficiale dell’app e del sito di Immuni con un comunicato ufficiale. Sul sito è possibile trovare moltissime informazioni in merito al funzionamento dell’applicazione, alla sua sicurezza e alla sua utilità. Tra le tante grafiche qualcuno però ha notato uno scivolone che si poteva evitare, stereotipi che ci piacerebbero fossero bypassati. In una delle immagini, infatti, sono visibili una donna e un uomo affacciati alle finestre, la prima culla un bimbo e il secondo è al PC. Ciò ha destato qualche critica sui social, dove si leggono anche commenti di italiani che hanno un motivo in più per non scaricarla.

Italiani e stereotipi

L’applicazione Immuni è un innovativo supporto tecnologico da affiancare alle altre iniziative del Governo e del Ministero della Salute per il contenimento del virus. L’informativa completa con documentazione, grafica e domande frequenti è visionabile sul sito ufficiale di Immuni. Il rispetto della normativa italiana ed europea sulla tutela della privacy è stato assicurato e si può vedere dalla normativa inserita nell’App stessa e sul sito. Oggi in tendenza su Twitter troviamo #ImmuniApp. Nulla di strano considerando che, appunto, due giorni fa il Ministero della Salute ha annunciato il lancio ufficiale tramite comunicato e ieri sui canali social. Se ne parla, si scambiano opinioni in merito e si cerca di capire cosa ne pensano gli italiani. Salta all’occhio, però, il richiamo a stereotipi maschilisti ancora utilizzati nel 2020.

In tutta Italia l’app #Immuni è disponibile gratuitamente negli store Apple e Google:✅ dotarsi da adesso dell’app…

Pubblicato da Ministero della Salute su Martedì 2 giugno 2020

La donna ancora tra bambini e casa?

La figura femminile. La donna. Protettrice di figli e padrona della casa. Ma ancora? L’idea della donna definita in tal senso ha stufato un pò tutti. Potrà forse riguardare tribù ancora esistenti o religioni diverse dal Cattolicesimo, ma noi viviamo e parliamo dell’Italia in questo caso. E la rappresentazione della donna con un’immagine del genere non fa bene al Paese e agli italiani. Il politico e professore universitario Enrico Letta ha mostrato il proprio dissenso su Twitter sottolineando che “Tanti, troppi, che la giustificano e si scandalizzano per lo scandalo“. Come se non ci fosse nulla di strano.

Letta però non è l’unico che ha condiviso il suo disaccordo. In molti si chiedono sui social chi è l’autore di queste grafiche o chi ha approvato senza pensare minimamente al messaggio che sarebbe passato. C’è chi è d’accordo con la frase “Rallentiamo insieme l’epidemia“, affiancata all’immagine, ma non accetta il ritorno indietro di secoli della figura della donna. Come darle torto? O ancora chi afferma di scaricare l’app solo dopo che queste immagine verranno sostituite.

Immuni, cosa ne pensano gli italiani?

Siamo certi che se già alcuni italiani avevano dei dubbi in merito al download di Immuni, adesso qualcuno sarà certo di non volerla scaricare. Di certo gli stereotipi non aiutano nel convincere gli italiani che quest’app è davvero utile nella fase storica che stiamo vivendo.

Il problema sessista è un spinta a non scaricare l’app per alcuni ma non è l’unica. Avevamo già parlato dei problemi di privacy che preoccupavano gli italiani, ma non tutti si sono convinti. Questo tasto preoccupa molto gli italiani che non sono favorevoli a fornire i propri dati al Governo. Non è tanto la tutela dei dati in sé il problema su cui focalizzarsi perché  tutti sanno che permettono di accedere ai propri dati a servizi diversi ogni giorno, che siano social network come Instagram o servizi di delivery come Glovo. In questo caso, i dati andranno al Governo. Lo Stato sarà informato dettagliatamente delle tue informazioni e del tuo stato di salute. Siamo sicuri?

Italiani e stereotipi, meno sessismo e più privacy per l'app Immuni
Italiani e stereotipi, meno sessismo e più privacy per l’app Immuni

Non è proprio così, infatti, perché nella normativa della privacy di Immuni si afferma che i dati saranno cancellati entro il 31 Dicembre 2020. In più, sul sito è molto chiaro che il Governo non raccoglie le informazioni dei cittadini. Anche perché lo scopo dell’app Immuni è solo uno: tracciare i contatti e i contagi per limitare ancor di più la diffusione del Covid-19. Fortunatamente ci sono ancora italiani che credono nella tecnologia, anche se nel maschilismo un pò meno.

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