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Fenomeno Quibi: Hollywood impazzita per l’app di mini video da smartphone

Fenomeno Quibi: Hollywood impazzita per l'app di mini video da smartphone
Fenomeno Quibi: Hollywood impazzita per l'app di mini video da smartphone

Fenomeno Quibi: Hollywood impazzita per l’app di mini video da smartphone. Inizia oggi l’avventura di Quibi, l’app che permette ai suoi utenti di realizzare o usufruire di mini video da 6 o 9 minuti direttamente sul proprio smartphone. A realizzarla ci hanno pensato Jeffrey Katzemberg (ex dipendente di Dreamworks) e Meg Whitman (ex di Hewlett-Parkard) con l’intenzione di rivoluzionare l’intero mondo delle telecomunicazioni in questo periodo di lockdown mondiale. L’idea è semplice: una volta scaricata sul proprio dispositivo, Quibi permetterà di girare quasi professionalmente mini video della durata non superiore ai dieci minuti per poi caricarli online in tutta semplicità. Nessuna regola a parte quella del tempo perché su Quibi si potrà realizzare qualunque contenuto video: da brevi appuntamenti con le breaking news a cortometraggi fino a interi film da sfornare divisi in capitoli.

Cos’è Quibi e per chi è pensato

Quibi nasce dal gioco di parole formato da “Quick Bites”, veloci bocconcini da gustare magari nei momenti di attesa in fila o piccoli spazi vuoti della giornata in cui ci si vuole distrarre ma senza lanciarsi nella visione di serie più lunghe o interi programmi TV. L’app arriva sullo schermo del vostro smartphone per regalarvi piccoli contenuti da gustare in spensieratezza e velocità.

Tutti pazzi per Quibi: JLo, Lebron James e Spielberg tra gli sponsor della nuova piattaforma video

L’iniziativa di Katzemberg e Whitman ha subito riscosso enorme entusiasmo soprattutto nel mondo del cinema hollywoodiano con star del calibro di Jennifer Lopez,  Guillermo del Toro, LeBron James, Reese Witherspoon, Bill Murray, Sophie Turner e Steven Spielberg . Impazzito anche l’universo dell’informazione con BBC, ESPN e NBC pronte a lanciarsi sulla nuova piattaforma che potrebbe rivelarsi in breve tempo il nuovo mass media di culto. La corsa all’app è in grande fermento proprio per le stime di previsione che tale progetto sembrerebbe garantire. Le proiezioni potrebbero addirittura iniziare a far tremare anche colossi dell’entertainment come Netflix e Amazon Video e Disney+. Commento ambiguo da parte dell’esperto di Media Strategy Analitics del New York Times, Michael Goldman che, dalle colonne del quotidiano a stelle e strisce, ha sentenziato: “Sarà un enorme successo o un flop totale”. 

Non sarà gratis: un periodo di prova da sfruttare poi ci si dovrà abbonare

Troppo bello per essere vero? Non proprio. Quibi, infatti, non sarà certo una piattaforma gratuita ma prevederà la sottoscrizione di due piani di abbonamento: il primo costerà 4,99 dollari al mese e contempla la presenza di spot pubblicitari (meno di 2 minuti e mezzo di pubblicità per ogni ora di contenuti mostrati); il secondo da 7,99 dollari invece non ci mostrerà alcun messaggio pubblicitario. I creatori dell’app implementeranno comunque il periodo di prova da 90 giorni per tutti i nuovi abbonati. Una bella notizia se si pensa che si potrà godere dei nuovissimi contenuti dell’applicazione fino al prossimo luglio.

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