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Smartphone

Ecco gli smartphone più venduti di marzo: Samsung al vertice

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Ecco gli smartphone più venduti di marzo: Samsung al vertice

Mercato smartphone in crisi: si punta ai modelli base

Non è un bel momento per il mercato degli smartphone, così come non lo è in generale per tutta l’economia. Alla gente non interessa acquistare l’ultimo modello sfornato dalle grandi aziende e si preoccupa tendenzialmente delle emergenze. Ecco perché in questo periodo sono stati spediti principalmente smartphone di fascia medio-bassa. Partendo dalla fascia base, il telefono più comprato è stato il Samsung A20e, dotato di un buon display da 5,8 pollici, 32 GB di memoria interna (espandibile) e una ram da 3 GB. La batteria è di soli 300 mAh ma per 140 euro non è niente male. Segue a breve distanza il Samsung A10, il più economico della serie ‘A’, tanto apprezzata dai fedeli della casa coreana. Quest’ultimo è molto simile al modello citato precedentemente, eccezion fatta per la ram, che qui è di soli 2 GB. Per questo motivo il prezzo è ancora più basso, e online si trova a circa 125 euro.

Huawei e Xiaomi padroni della fascia media

Passando ad una fascia lievemente più interessante, una mid-range vera e propria, è il Huawei P30 Lite a comandare grazie al sensore posteriore principale da 48 MP, che agli occhi dei meno esperti potrebbe rappresentare un bell’amo da addentare. Solitamente è meglio tenere poco in considerazione questi parametri poiché uno smartphone con una fotocamera da 12 MP potrebbe essere in grado di scattare foto migliori rispetto ad uno con sopra montato un sensore da 108 MP. Questo perché il lavoro principale lo svolge il software dello smartphone, tramite l’ottimizzazione della foto appena scattata. Consigli a parte, dietro al P30 Lite si è posizionato lo Xiaomi Redmi Note 8t, grazie al suo processore octa-core Snapdragon 665 coadiuvato al suo prezzo stracciato, di circa 160 euro.

Samsung intoccabile nella fascia medio-alta

Passando agli smartphone di fascia medio-alta si torna a parlare di Samsung, la regina di questo terzo mese dell’anno. Lo smartphone più venduto è stato il Galaxy A51, che fa dei suoi punti di forza il display da 6,5 pollici, i 128 GB di memoria interna e i 4 di ram. In italia questo smartphone è acquistabile per una cifra vicina ai 280 euro, poi tutto dipende ovviamente dal rivenditore. Dietro di esso si è posizionato il Galaxy A40, che però è dotato di una batteria meno performante e una memoria meno capiente.

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Gaming

Xbox Series X: Microsoft prepara l’evento per sbaragliare la concorrenza

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Xbox Series X: Microsoft prepara l'evento per sbaragliare la concorrenza

Xbox Series X: Microsoft prepara l’evento per sbaragliare la concorrenza. Nelle scorse settimane abbiamo ampiamente parlato dell’evento madre in cui Sony ha mostrato per la prima volta PlayStation 5. Microsoft, di tutta risposta, aveva già da tempo svelato la Xbox Series X, senza però avergli ancora dedicato un intero show. Sappiamo da tempo, che nel mese di luglio MS terrà una conferenza in streaming per dare maggiori dettagli sulla propria creatura. Certo è, che del suo contenuto finora, è filtrato davvero troppo poco. Fortunatamente, un insider ben informato, ha rivelato diverse indiscrezioni riguardanti l’evento che la multinazionale americana sta preparando ormai da mesi. Scopriamole insieme!

Pronta la risposta di Microsoft a Sony

La premessa è ovvia ma doverosa ogni volta. Le notizie che stiamo seguendo non provengono da fonti ufficiali e di conseguenza sono da prendere con le pinze. In questo caso però, a fornirle è uno degli insider più rispettati, il cosiddetto Eastman. In un messaggio scritto su internet, il celebre leaker ha parlato dunque dei possibili contenuti dell’evento Microsoft. La prima cosa che balza all’occhio nel post, è la conferma a tutti gli effetti dell’esistenza di Lockhart, la versione economica di Xbox Series X. Proseguendo nella lettura, il misterioso personaggio, rivela come i titoli che verranno mostrati nello show saranno talmente tanti da mettere in imbarazzo tutte le precedenti conferenze dedicate alle console di casa Redmond.

Oltre questo, Eastman svela che i piani di Microsoft per il futuro saranno fortemente incensati sulla crescita di brand esclusivi, tanto che sarebbe in atto l’acquisto definitivo di cinque software house, tra cui spunterebbe il nome di Warner Bros Games. Inoltre, la multinazionale americana, punterebbe davvero forte sul Project Xcloud, la piattaforma di gioco in streaming azionabile da tutti i cellulari e tablet moniti di una connessione ad internet. In conclusione, l’insider ha rivelato come la volontà di MS, sia quelli di far esordire un titolo tripla A ogni mese, cercando cosi di fidelizzare al massimo tutti quegli utenti che si sono abbonati al Game Pass.

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Smartphone

WhatsApp, guai in vista a causa di un bug, oltre 300 mila utenti su internet

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WhatsApp, guai in vista a causa di un bug, oltre 300 mila utenti su internet

WhatsApp, guai in vista a causa di un bug, oltre 300 mila utenti su internet. Quando il selvaggio mondo di internet si scontra con la privacy della gente comune, succedono sempre bei guai. Chiedetelo pure a Mark Zuckerberg che sta ancora combattendo con lo scandalo della fuga di dati avvenuta su Facebook qualche anno fa. E’ dunque evidente che questa tipologia di argomenti attiri la massima attenzione di tutti, specie se il sito o programma fallato, risulti essere utilizzato da milioni di utenti. WhatsApp, riconosciuta come una delle applicazioni di messaggeria più scaricata, ha dovuto affrontare nelle precedenti ore un problema tecnico piuttosto serio. Questo potrebbe costare caro alla società statunitense.

WhatsApp fa i conti con un bug che ha colpito 300 mila utenti

Quando un’applicazione consegue i numeri di download che ha raggiunto WhatsApp, si può davvero parlare di successo planetario. Ma come recitava il film, da grandi poteri derivano grandi responsabilità. Ha dunque fatto immediatamente un eco pazzesca, la notizia che vuole 300 mila numeri di utenti finiti per colpa di un bug, bellamente su internet e nella fattispecie sul motore di ricerca Google. Questo, potrebbe essere accaduto per colpa del Click to Chat, una funzione che permette ad un individuo di inviare messaggi a destinatari non presenti nella rubrica. La falla riscontrata è stata scoperta da un ricercatore di nome Athul Jayaram il quale ha chiaramente messo in imbarazzo la struttura tecnica di WhatsApp.

Ovviamente la risposta degli alti membri della multinazionale americana associata all’applicazione non si è fatta attendere. Quest’ultimi, hanno prima specificato come la succitata funzione Click to Chat sia sostanzialmente usata dalle piccole o grandi imprese per comunicare con i propri lavoratori. Dopo di ciò, lo staff di WhatsApp ha precisato che il report fatto dall’analista è stato certamente apprezzato, ma non del tutto utile.

L’analisi testimonierebbe semplicemente un indice URLs che gli utenti dell’applicazione hanno volutamente pubblicare e specificando infine come tutte le persone che utilizzato il programma, possono tranquillamente bloccare un messaggio non desiderato.

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Smartphone

Primo via libera ad Immuni in 4 regioni, ma gli italiani scaricano l’App sbagliata

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Primo via libera ad Immuni in 4 regioni, ma gli italiani scaricano l'App sbagliata

Primo via libera ad Immuni in 4 regioni, ma gli italiani scaricano l’App sbagliata. “Sviluppata nel pieno rispetto della normativa sulla privacy italiana ed europea”. Con queste parole la Ministro dell’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione Paola Pisano ha dato il via alla prima fase di Immuni, l’applicazione progettata dal Governo per riuscire a tracciare eventuali contagi da Covid-19. La prima fase prevede una versione “pilota” di Immuni, a cui partecipano 4 regioni: Abruzzo, Liguria, Marche e Puglia. Dal 15 giugno sarà operativa a pieno regime su tutto il territorio nazionale. Il via libera in un momento in cui contagi e decessi da Coronavirus sono ai minimi. Secondo la Ministra, più persone scaricheranno Immuni e la utilizzeranno e più ci sarà la possibilità di tracciare e bloccare eventuali focolai. La Ministra Pisano ha inoltre sottolineato che tutto l’impianto dell’applicazione è totalmente volto al rispetto della privacy del cittadino.

Come funziona App Immuni e in che modo è garantita la privacy dei cittadini italiani

L’App è disponibile sia per i sistemi iPhone che per Android è una delle prima applicazioni del genere ad essere usata in Europa. Osannata da molti, ha però ricevuto molte critiche, soprattutto per il lancio avvenuto, secondo alcuni, troppo tardi. La società che l’ha realizzata a titolo gratuito è la Bending Spoons, con sede a Milano. Per quanto riguarda invece la gestione dei dati, la scelta è ricaduta su Sogei e PagoPa. La decisione di ritardare il rilascio è dovuta al fatto di aver voluto dedicare più tempo alla gestione della privacy ed evitare continui aggiornamenti. La condivisione di dati avviene tramite Bluetooth: ogni giorno l’App crea una chiave alfanumerica su cui nasce un codice identificativo (ID) e dura solo 15 minuti. I telefoni “parlano” tra loro grazie al Bluetooth per una distanza abbastanza sufficiente da permettere di capire se i due dispositivi sono entrati a contatto con un potenziale contagiato. Non registra mai la posizione geografica, ma solo la prossimità dei telefoni.

In parole povere: due persone sono per caso vicine e una torna a casa e avverte sintomi febbrili e difficoltà respiratorie. Chiama il medico di base ed effettua il Covid test – è positiva – tramite l’App Immuni avvisa di essere positiva, in questo modo tutti coloro che sono entrati in contatto ricevono un avviso da Immuni senza mai dire nomi o posti. I codici generati si distruggono dopo che sono stati avvisati gli eventuali contagiati.

Immuni vera e Immuni fake, perché alcuni hanno scaricato la versione sbagliata

Tra i tanti commenti negativi che sono circolati online, molti italiani si sono lamentanti del fatto che Immuni fosse totalmente in inglese. Ma c’è un errore di fondo: hanno scaricato l’applicazione sbagliata. “Immune system” è un’applicazione disponibile dal 2015 che come scopo ha quello di spiegare come funziona il sistema sanitario. Il perché dell’errore è molto semplice: nei vari app store, digitando la parola Immuni, esce come primo risultato la versione inglese. Pioggia di critiche e incomprensioni. Chi però ha capito l’errore, ha subito rimediato, scaricando la versione ufficiale di Immuni e dando solo recensioni positive.

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Gaming

Google Stadia, arrivano le prime pesanti critiche sulla qualità del servizio

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Google Stadia, arrivano le prime pesanti critiche sulla qualità del servizio

Google Stadia, arrivano le prime pesanti critiche sulla qualità del servizio. Lo Streaming è tutto quello che un videogiocatore può desiderare. Poter usufruire di uno o più titoli con il semplice impiego di un dispositivo che abbia come requisito minimo una banale connessione internet, appare davvero futuristico. Google Stadia era stata la prima ad affrontare seriamente questo percorso, per poi vedere a cascata, tutte le altre multinazionali del settore seguirla. Ovviamente la creatura nata da una costola della conclamata azienda statunitense nota per il motore di ricerca, ha intrapreso un cammino da prima mai battuto e ciò ha portato conseguentemente dei problemi più o meno seri di sviluppo.

Molte Software House che hanno prestato i loro prodotti a Google si sono infatti ritrovate a dover fare i conti con difficoltà non previste. Una di queste è la celeberrima 2K. La casa natale di tantissimi videogiochi di alto cabotaggio, stando alle parole del proprio CEO, non sarebbe del tutto soddisfatta dei risultati ottenuti con Stadia.

2K si pente di aver collaborato con Google Stadia?

Strauss Zelnick, amministratore delegato di 2K, ha parlato recentemente della collaborazione tra la Software House americana e Google. Il manager ha ovviamente incensato la tecnologia in streaming, perché la considera nettamente la strada più indicata per il futuro. Tuttavia, lo statunitense ha sottolineato con una vena polemica non indifferente, la lentezza con la quale il progetto Google Stadia sta procedendo, rifilando poi una bordata piuttosto netta sulla qualità del servizio. Zelnick infatti ha dichiarato come le premesse iniziali del progetto fossero ben differenti dal risultato attuale. Questo non ha fatto altro che allontanare tutti quegli utenti che, per forza di cose, sono rimasti delusi.

In tutto questo però 2K ha affidato a Google alcuni dei suoi prodotti di maggior prestigio. A tal proposito, il manager ha evidenziato come ogni forma di espansione sia ben accetta e che la collaborazione tra le due aziende continuerà fino a quando risulterà proficua. Nonostante questo, nel finale dell’intervista, Zelnick ha comunque ribadito che le piattaforme streaming restino nel suo immaginario una delle tecnologie con più potenziale.

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Attualità

App Immuni in arrivo, sarà sperimentata in 3 Regioni

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App Immuni in arrivo, sarà sperimentata in 3 Regioni

App Immuni in arrivo, sarà sperimentata in 3 Regioni. Si appresta a partire, dopo settimane di ritardi, l’app Immuni, per il tracciamento nell’emergenza del Coronavirus: la sperimentazione, che avrà avvio tra 15 giorni, coinvolgerà inizialmente 3 Regioni. Lo ha riferito il Vice Ministro della Salute, Pierpaolo Sileri, a 24 Mattino di Simone Spetia e a Radio 24 con Maria Latella. Sileri ha definito l’applicazione un tracking informativo che possa dare informazioni su tracciamento e diffusione della malattia.

Immuni, inoltre, servirebbe alla riorganizzazione della medicina territoriale e di quella preventiva. Secondo Ansa, il Ministro della Salute Roberto Speranza avrebbe già inviato la relazione al garante della privacy. Il Garante Soro, dal canto suo, avrebbe comunicato in un’audizione che la norma trasmessa dal Governo risponderebbe alle richieste fatte dal garante della privacy. Il Ministero dell’Innovazione, invece avrebbe pubblicato il codice sorgente dell’applicazione sia per la versione iOs, sia per quella Android.

App Immuni, l’annuncio di Sileri: “Disponibile tra 15 giorni, sarà testata in 3 Regioni tra nord, centro e sud”

L’app Immuni, quindi, partirà in 3 Regioni. Come annunciato da Sileri, si tratterà di una Regione del Nord, una del Centro ed una del Sud. Il sistema di notifica delle esposizioni al virus dovrà aumentare di precisione e tempestività nel ricorrere a misure di prevenzione e cura. Il logo di Immuni sarà composto da un omino in un cerchio blu. Il codice sorgente è stato espresso in normale linguaggio di programmazione. Il link per scaricare l’app, inoltre, sarebbe già presente sul sito web del dicastero.

Anche il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha voluto esprimere la sua opinione riguardo l’ormai imminente approdo dell’App Immuni. Sala, infatti, si sarebbe dichiarato molto critico, dicendo che la sola app non avrebbe utilità. Servirebbero quindi i tracciatori, ossia migliaia di persone in grado di decifrare i dati dell’applicazione e segnalarli. Sala, inoltre, avrebbe anche aggiunto che ci sarebbe bisogno di ulteriori test e tamponi.

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Curiosità

Arriva iOS 13.5: Apple alle prese con Face ID e mascherina

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Arriva iOS 13.5: Apple alle prese con Face ID e mascherina

Arriva iOS 13.5: Apple alle prese con Face ID e mascherina. Apple si aggiorna e lancia iOS e iPadOS 13.5. Questa settimana il colosso di Cupertino ha rilasciato l’aggiornamento software per gli iPhone e gli iPad introducendo delle novità. Nuove funzionalità per le notifiche di esposizione e FaceTime, un miglioramento per il Face ID in caso di mascherina e la risoluzione di alcuni bug. Inoltre, i dispositivi che non supportano iOS 13 si troveranno iOS 12.4.7. Mentre per gli HomePod, lo smart speaker di casa Apple, è disponibile l’aggiornamento 13.4.5. Per installare l’aggiornamento basta andare su Impostazioni > Generali > Aggiornamento software. Ecco tutte le novità di iOS 13.5.

iOS 13.5: cosa cambia?

Notifiche di esposizione

Le notifiche di esposizione potranno essere sfruttate dalle app ufficiali delle organizzazioni sanitarie di tutto il mondo. Cosa vuole dire? Ai tempi del Covid-19 sappiamo tutti quanto sia importante tracciare i movimenti di un soggetto positivo o di colui che inconsapevolmente è stato in contatto con quest’ultimo. Il Governo italiano sta provvedendo al monitoraggio e al tracciamento dei contagi e dei contatti tra i contagiati mediante Immuni. Deve, però, esserci un sistema di comunicazione impostato dall’utente sullo smartphone. Mediante l’utilizzo di specifiche API –  non quelle che producono il miele ma quelle procedure che permettono ad un’applicazione di funzionare come deve – si potrà designare un sistema comunicativo. Così l’utente potrà ricevere una notifica quando sarà vicino a un contatto “a rischio” o alla ricezione dell’esito del tampone. Non vuoi? Niente paura, tale sistema funziona solo se abilitato dall’utente.

Face ID

Una novità interessante riguarda l’aggiornamento del Face ID. Come riporta iPhone Italia, sono tempi duri per la funzione del Face ID considerando che ormai la nostra faccia non è totalmente visibile al dispositivo, causa mascherina. iOS 13.5 semplifica il processo di sblocco per i dispositivi con Face ID proprio quando si indossa la mascherina. In più, dopo aver fatto scorrere verso l’altro la parte inferiore della schermata di blocco apparirà automaticamente il campo passcode. Funzionalità valida anche per le autenticazioni su App Store, Apple Books, iTunes, Apple Pay e altre che usufruiscono del Face ID.

Arriva iOS 13.5: Apple alle prese con Face ID e mascherina

Arriva iOS 13.5: Apple alle prese con Face ID e mascherina

In questo modo, il Face ID sarà in grado di rilevare se hai la mascherina o meno e ti mostrerà automaticamente la schermata per inserire la passcode con uno swipe up. Quindi, se non hai la mascherina tutto come prima, il Face ID ti riconosce e sblocca il dispositivo. Se hai la mascherina, invece, scrollando verso l’alto potrai inserire il codice. Forse sarebbe stato più semplice eliminare anche lo scrolling ma è sicuramente un aggiornamento utile. Che ne pensi?

FaceTime e altre novità

In merito a FaceTime la modifica riguarda il ridimensionamento automatico delle schermate dei singoli utenti in una video chiamata di gruppo. In questo modo i riquadri video non cambieranno dimensione quando parla un partecipante. Spetta sempre a te il compito di accettare tale funzionalità dalle impostazioni di FaceTime. Altre novità riguardano le informazioni del nostro ID medico ai primi soccorsi che rispondono alla chiamata d’emergenza. Questo è possibile se si dà il consenso sulla condivisione sullo stato di salute dal pannello delle impostazioni dell’app Salute. Questa condivisione però permette ai medici di conoscere subito informazioni inerenti allergie o eventuali patologie attuali e precedenti. Inoltre, per gli amanti di Instagram e della musica sarà possibile condividere un brano da Apple Music sulle storie di Instagram.

Arriva iOS 13.5: Apple alle prese con Face ID e mascherina

Arriva iOS 13.5: Apple alle prese con Face ID e mascherina

Risoluzione bug

Non solo novità importanti ma anche risoluzione di bug. Come per ogni aggiornamento, anche iOS 13.5 ha fixato alcuni problemi:

  • la schermata nera che poteva apparire agli utenti quando riproducevano un video in streaming da alcuni siti web;
  • suggerimenti e azioni del foglio di condivisione che non erano caricati.

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Salute

L’app Immuni e la privacy degli italiani

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L'app Immuni e la privacy degli italiani

L’app Immuni e la privacy degli italiani. La famosa app per il tracciamento dei contagi italiani è sempre più vicina a contribuire al monitoraggio del Covid-19. In questi giorni il Ministro dell’Innovazione, Paolo Pisano, ha rilasciato online su GitHub la documentazione ufficiale dell’applicazione Immuni. GitHub è un servizio di hosting per progetti software. In altre parole, uno strumento utilissimo per i programmatori che si scambiano informazioni e lavorano ai vari progetti. Così adesso è disponibile, sotto gli occhi di tutti, il progetto Immuni, nei suoi dettagli e nella sua documentazione. I più volenterosi possono studiarlo e suggerire modifiche, starà poi ai proprietari dare il consenso per accettarle o meno. Oltre la documentazione, si trovano online anche le immagini dell’interfaccia. Ecco cosa abbiamo scoperto.

Nessuno ci spierà

In molti, da quando è stata annunciata l’app Immuni, si sono chiesti se scaricarla comportasse la mancanza di privacy. Alcuni pensavano, infatti, che utilizzarla corrispondesse a una continua informazione allo Stato dei propri spostamenti. Quasi come se ci fosse una mappa in cui il pallino numero 3329791 è il nostro e possono vedere tutti i nostri movimenti. Non sarà così. Qualcosa di simile potrebbe solo essere illegale, a meno che non ci sia l’approvazione del cittadino. Ma non è questo il caso. Al contrario, Immuni è definita sulla tutela della nostra privacy perché decidiamo noi cosa fargli sapere. Si era già detto che il suo utilizzo sarebbe avvenuto su base volontaria per cui non avrebbe infranto nessuna regola sulla privacy. Qualsiasi azione, come registrarsi come paziente positivo al Covid-19 in quarantena, deve essere inserita dal proprietario del dispositivo. Tu. Si, decidi tu quali informazioni inserire.

L'app Immuni e la privacy degli italiani: i permessi

L’app Immuni e la privacy degli italiani: i permessi

Immuni: come funziona?

Essendo volontaria, una volta scaricata dall’app store per iOS o Android converrà sfruttarla al massimo. In questo modo si potrà contribuire al monitoraggio dei casi. Che tu sia positivo o meno, potrai inserire tutte le tue informazioni anagrafiche e mediante l’utilizzo del Bluetooth verrà associato un codice identificativo al tuo dispositivo. In questo modo se una persona che ha fatto lo stesso si troverà vicino a te, l’incrocio verrà registrato. Questi codici sono casuali e le informazioni che contengono non potranno essere diffuse, oltre a essere cifrate. Così se, dopo qualche giorno, si scopre che quella persona è positiva, in base allo storico di Immuni si potranno verificare i contatti recenti e ti arriverà una notifica con la comunicazione. In più, l’app Immuni invierà una notifica se un “contatto a rischio” ti è vicino.

L'app Immuni e la privacy degli italiani: come funziona?

L’app Immuni e la privacy degli italiani: come funziona?

In base alla documentazione e alle foto pubblicate su GitHub, si evince chiaramente che le informazioni possono essere fornite solo dal soggetto che utilizza l’app. Che si può leggere la normativa sulla privacy applicata e decidere sulle concessioni e notifiche. Insomma, la scelta è la tua. Non vogliamo essere ripetitivi ma la regola principale è sempre e solo una: utilizzare il buon senso. La tua privacy è al sicuro in entrambi in casi, sia che scarichi sia che non scarichi Immuni. Ma la tua salute potrebbe esserlo maggiormente nel primo caso.

L'app Immuni e la privacy degli italiani: le notifiche

L’app Immuni e la privacy degli italiani: le notifiche

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Lavoro

Mobile Payment, boom dei pagamenti online in Italia

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Mobile Payment, boom dei pagamenti online in Italia

Mobile Payment, boom dei pagamenti online in Italia. La pandemia che affligge il mondo in questo periodo ha sicuramente cambiato le abitudini di tutti. Dal lavoro a casa con il metodo dello smart working, sconosciuto a molti fino a poco tempo fa, alla didattica a distanza, con vantaggi e svantaggi legati alla tecnologia. Ma è proprio grazie a questa che è possibile, ad oggi, effettuare pagamenti online. Non che questa sia una novità ma, adesso, è uno strumento più chiaro. La comodità e la sicurezza dei pagamenti online con carta di debito o credito è stata affiancata, recentemente, dai pagamenti mobile. Mediante smartphone è possibile pagare in negozio, inserendo in un portafoglio virtuale, “wallet”, le proprie carte senza usarle fisicamente. In più, alcune società supportano i pagamenti online di piccoli esercenti, come SumUp e Satispay, a cui si aggiunge il veterano Paypal.

Mobile Payment

I pagamenti innovativi rappresentano un terzo del totale dei pagamenti digitali. A fornire questo dato è l’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, che ha analizzato il settore individuando un aumento nel 2019 pari a 3 volte il 2018, con un volume di transito vicino ai 2 milioni di euro. Il lockdown ha bloccato moltissime attività che percepivano guadagni per la maggioranza dalle vendite “fisiche”. Ciò ha chiaramente creato il bisogno di identificare nuovi mezzi per offrire il prodotto/servizio e mantenere le vendite.

Il mondo digitale può risolvere diversi problemi, ormai dovremo esserci abituati. Da qualche anno, è infatti possibile l’acquisto ed il pagamento di beni e servizi tramite lo smartphone. Queste operazioni rientrano nella tipologia di pagamento mobile, meglio detto come Mobile Payment. In questa modalità rientrano gli acquisti in modalità Remote, cioè a distanza, e quelli in Proximity, in prossimità. E sembrerebbe che proprio il Mobile Payment si stia facendo via via spazio nel mercato dei pagamenti in una gara interessante contro il contante.

https://www.youtube.com/watch?v=1vwhqcayANM

I consumatori online sono triplicati

Se il Covid-19 ha sicuramente creato molti danni, non si può negare che sia stato anche il principale propulsore della tecnologia e del digitale ovunque. Macellerie, panifici o negozi di frutta e verdura hanno iniziato a sfruttare le potenzialità dei pagamenti online. Per favorire una continuità delle entrate, si sono buttati sul delivery mantenendosi in linea con le disposizioni normative anti-contagio. La loro crescita ha toccato punte del +350%. La possibilità di ordinare online e pagare comodamente da pc o mobile, dunque, ha spalancato le porte al digitale prima di quanto ci si aspettava in alcuni settori.

Questa settimana si è svolta la prima edizione interamente digitale del Netcomm Forum Live, il primo evento italiano dedicato al commercio digitale e al new retail. Durante il panel “Come è cambiato l’e-commerce dopo il Coronavirus“, si è mostrato come i consumatori digitali italiani si siano triplicati. I primi quattro mesi del 2020 hanno visto una crescita organica di 700.000 utenti a cui si sono aggiunti 2 milioni di consumatori in più. L’impatto del Covid-19 segna poi un incremento in alcuni settori: e-commerce del 55%, modern food retail +23% e vendita all’ingrosso di prodotti farmaceutici del 15,9%.

Gli esempi di Satispay e SumUp

Il virus ci ha costretto ad ovviare ai soliti pagamenti, come la ricarica telefonica, il bollettino o un versamento alla Pubblica Amministrazione, mediante il mondo digitale. Satispay offre questi servizi con una semplice App, oltre al “Consegna e Ritiro” a supporto dei piccoli imprenditori. Non è un caso, infatti, che prima e dopo il lockdown ci sia stato un incremento del 30% per il mobile payment offerto da Satispay. Ed anche il governo ha capito che i pagamenti digitali sono importanti, lanciando IO, l’app dei servizi pubblici.

Non è tutto. I pagamenti digitali sono schizzati grazie alla fruizione della tecnologia NFC, che permette di effettuare transazioni di pagamento senza il contatto fisico – molto utile in questo periodo. Sono sfruttate al massimo per le consegne a domicilio e per i pagamenti in negozio per il take-away. In particolare, SumUp ha registrato un aumento delle richieste per i suoi servizi. SumUp è una società fintech che fornisce lettori di carte portatili e soluzioni per il pagamento digitale di commercianti, artigiani e PMI. Durante il lockdown, un terzo delle richieste di tali soluzioni dall’Italia apparteneva al settore Food & Grocery. Senza dubbio, la tecnologia può aiutarci molto in questo periodo, nelle nuove abitudini del futuro e a risollevare l’economia nazionale.

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Lavoro

Pagamenti digitali, boom di transazioni nelle ultime settimane

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Pagamenti digitali, boom di transazioni nelle ultime settimane

Pagamenti digitali, boom di transazioni nelle ultime settimane. Sembrava che in Italia dovesse fare ancora tanta fatica il mondo dei pagamenti digitali. Insomma, il contante in Italia è sempre stato il mezzo di pagamento preferito dai cittadini. Complice il lockdown, e quindi il coronavirus, nelle ultime settimane si è registrato un considerevole aumento di pagamenti digitali. Quasi ovvio potremmo dire. Ma a cosa è dovuto? Le motivazioni sono tante. A partire dal fatto di non voler maneggiare più la “moneta fisica” per questioni igieniche, perché possibile mezzo di trasmissione da una persona all’altra. Per non parlare anche delle difficoltà economiche di alcune piccole botteghe che sono andate incontro alla tecnologia venuta in loro soccorso.

Il volume delle transazioni digitali in Italia è cresciuto del 20% ogni settimana, numeri che non si sono registrati in nessun altro paese. Simbolo di un arretratezza nel campo tutta italiana. Infatti tantissimi paesi in Europa, da questo punto di vista, erano già ad un livello avanzato. I pagamenti digitali facevano già parte della vita quotidiana delle persone.

Pagamenti digitali anche per gli alimentari

Secondo quanto riportato da Agi, uno dei settori che ha risentito più di tutti di questo cambiamento è quello degli alimentari. Infatti quesi sono stati obbligati a rimanere aperti e in qualche modo si sono dovuti adattare alla nuova realtà. Tra ordinazioni su Whatsapp e pagamenti a distanza, la tecnologia ha avuto la meglio anche per una questione di sopravvivenza ovviamente. SumUp, società fintech che offre a Pmi, commercianti e artigiani servizi per ricevere pagamenti digitali, spiega come questo cambiamento sia avvenuto. È avvenuto in gran parte ultimamente, ma era già partito almeno da un anno. Infatti negli ultimi 12 mesi, fanno sapere, l’utilizzo di tale metodo era aumentato del 250%. I clienti hanno iniziato ad usare tale metodo di pagamento e molti commercianti si sono adeguati.

L’Eba (l’Autorità bancaria europea) “incoraggia i consumatori e i commercianti a prendere le necessarie precauzioni sanitarie” non solamente per l’utilizzo dei contanti ma anche per strumenti che obbligano a inserire un pin. Viene raccomandato anche di “valutare altri metodi di pagamento disponibili”, come ad esempio il contactless o quelli da remoto (che possono essere effettuati con lo smartphone, anche se la cassa non è a pochi centimetri), ad esempio Apple Pay.

Abitudini che potranno rimanere

“Possiamo prevedere che queste nuove abitudini tenderanno a rimanere e crescere nel tempo”. Queste le parole di Umberto Zola, Country Growth Lead Italia di SumUp. La speranza è proprio che l’Italia possa adeguarsi anche la resto d’Europa dove un caffè è possibile pagarlo con la carta. Per arrivare a ciò bisognerebbe rivedere tante cose, a partire dalle commissioni che ammazzano gli imprenditori, bar e piccole botteghe. Che il virus ci abbia aperto gli occhi sotto molti punti di vista?

 

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Gaming

Phil Spencer annuncia: “Il Project xCloud verrà accorpato al Game Pass”

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Phil Spencer annuncia: "Il Project xCloud verrà accorpato al Game Pass"

Phil Spencer annuncia: “Il Project xCloud verrà accorpato al Game Pass”. Microsoft quest’anno sembra davvero intenzionata a spazzare via qualsiasi forma di competizione nel campo dell’intrattenimento videoludico. La multinazionale americana infatti, punta fortemente sulla propria creatura di nuova generazione, la Xbox Series X, non solo riempiendola di componenti sulla carta davvero potenti, ma inserendo al suo interno, servizi decisamente allettanti.

Il tanto celebrato Game Pass, che a proposito è stato utilizzato in media nel mese di Marzo da addirittura 23 milioni di utenti, sarà certamente confermato. A questo però, si aggiungerà un altro servizio sul quale la stessa Microsoft punta fortemente, il Project xCloud. Chi ha svelato questa notizia? Uno che Redmond, la fa da padrone, il Signor Phil Spencer!

Phil Spencer: “Project xCloud si unirà nel 2020 al Game Pass”

Prima di svelare le parole di Phil Spencer facciamo un po di chiarezza. Il Project xCloud, per chi ancora non lo sapesse, è la versione del gaming incentrato sullo streaming di Microsoft. Nelle scorse settimane era stato presentato come una creatura dalle potenzialità immense, capace di far giocare chiunque, ovunque. Della sua allocazione però non si era ancora detto nulla di ufficiale.

Ovviamente c’è chi suggeriva di un’esistenza propria del Project xCloud e chi invece la affibbiava a qualcosa di già presente. Ebbene tornando alle parole del capo della divisione Xbox Phil Spencer, il suddetto servizio streaming sarà inserito precisamente nel Game Pass. Il cinquantaduenne americano ha sottolineato come le due tecnologie collideranno per creare qualcosa di unico. Tutto questo permetterà l’unione di migliaia di giocatori sotto un solo tetto.

Il manager ha poi incentrato il succo del suo discorso su quanto il gaming potrà divenire un punto di incontro per le persone, principale e vero obiettivo che da sempre si pone l’intrattenimento videoludico. Per quello che riguarda i costi, Spencer non ha precisato se l’aggiunta di Project xCloud all’abbonamento Game Pass comporterà dei rincari. Appare però logico, supporre che un servizio simile, alla lunga, difficilmente potrà rimanere gratuito.

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