Connect with us

Salute

Apple e Google insieme: le nuove App per il tracciamento Covid-19

Pubblicato

il

Apple e Google insieme: le nuove App per il tracciamento Covid-19

Apple e Google: le nuove App per il tracciamento Covid-19. Collaborazione e solidarietà sono le due parole chiave per sconfiggere, o quantomeno limitare, il contagio da Covid-19 nel mondo della tecnologia avanzata. Dai due colossi americani, sembra che recentemente, arrivi questa collaborazione magnetica per sviluppare delle app che saranno rilasciate a breve dai sistemi iOs di Apple e da Google Play per Android.

Sembra che queste app disponibili dai due sistemi operativi, si avvalgano di un semplice sistema Bluetooth LE, tecnologia che non sovraccaricherà la batteria rendendo i consumi energetici quasi nulli, e saranno in grado di mettere in contatto gli smartphone di persone che, in quel momento, si trovano molto vicino. Proprio per la possibile e futura convivenza nella fase 2, Apple e Google utilizzeranno questo tipo di rilevamento per il tracciamento dei dispositivi nel rispetto però delle norme sulla privacy vigenti.

Come funziona il tracciamento con Bluetooth LE

Nel momento in cui una delle persone incontrate dovesse risultare positiva al covid-19, il sistema avviserà gli utenti incontrati dalla persona dell’accaduto. Spetterà all’utente stesso poi, avvisare le proprie unità locali per procedere sul da farsi, ma sembra che comunque Apple e Google stiano lavorando anche per soddisfare questo aspetto di certo non meno importante. Non sarà quindi utilizzato il sevizio GPS, il servizio di localizzazione, proprio per garantire il totale rispetto della privacy.

Apple ha rilasciato alcuni giorni fà un comunicato che attesta questa partnership ove si legge “A sostegno dei loro sforzi, Apple e Google lanceranno una soluzione completa che include interfacce di programmazione app (API) e tecnologie a livello di sistema operativo per favorire l’attivazione del tracciamento dei contatti. Vista l’urgenza, il piano è di implementare questa soluzione in due fasi, garantendo sempre la massima protezione della privacy dell’utente.

Un grande passo avanti umanitario quindi, che dimostra collaborazione e solidarietà tra aziende spesso in competizione, ma che la voglia di poter essere d’aiuto ha prevaricato. “Tutti noi, in Apple e Google, crediamo che mai come adesso sia importante unire le forze per risolvere uno dei problemi mondiali più urgenti. Lavorando in stretta collaborazione con  sviluppatori, governi e operatori della sanità pubblica, contiamo di poter sfruttare la potenza della tecnologia per aiutare i Paesi di tutto il mondo a rallentare la diffusione del virus COVID-19 e accelerare il ritorno alla normalità“, si legge tramite il sito Apple.

Quando verranno rilasciate le App

Le app sono ancora in fase si sviluppo ma, sia Apple che Google rilasceranno le proprie API nel mese di maggio: Google tramite un aggiornamento dei Google Play Services supportato da Android 6 e successivi. Per quanto riguarda invece i nuovi dispositivi Huawei, come altri dispositivi di fabbricazione cinese che non ricevono i servizi Google, l’azienda di Mountain View metterà a disposizione un framework per l’utilizzo delle stesse. Vedremo quindi strada facendo quali saranno gli aggiornamenti sulle novità in merito a queste app, sperando di poterne usufruire per il minor tempo possibile…

Continua a leggere
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Attualità

Coronavirus, al via l’accordo tra Italia e Inghilterra per il vaccino

Pubblicato

il

Coronavirus, al via l'accordo tra Italia e Inghilterra per il vaccino

Coronavirus, al via l’accordo tra Italia e Inghilterra per il vaccino. Il Ministro della Sanità Roberto Speranza, durante gli Stati Generali a Villa Pamphilj, ha annunciato uno storico accordo con Francia, Germania e Olanda. “Abbiamo sottoscritto un’alleanza per il vaccino. E abbiamo sottoscritto un accordo molto rilevante con Astrazeneca”. A detta del ministro, la produzione del vaccino è imminente e le prime dosi saranno pronte già in autunno. Si tratta di un passo storico nella lotta al Coronavirus e alla corsa al vaccino, che ormai si sta trasformando in una corsa all’oro.

Accordo per l’unione tra Italia e Inghilterra per la produzione del vaccino anti Covid-19

La produzione e la sperimentazione del vaccino è un lavoro di concordato tra tre soggetti: l’Università di Oxford in Inghilterra, l’Advent IRBM di Pomezia e la Sgs Vitrology di Glasgow. L’Italia svolgerà la parte più relativa alla produzione. Le ricerche e le sperimentazioni stanno già dando buoni frutti. Secondo il Ministro Speranza, in autunno saranno circa 400 milioni di dosi destinate ai cittadini europei.

“Il vaccino è l’unica soluzione definitiva per il Covid-19. Per me andrà sempre considerato un bene pubblico globale, diritto di tutti, non privilegio di pochi”, a scriverlo proprio il Ministro della Salute sul suo profilo Facebook. Entusiasta anche il Premier Giuseppe Conte il quale, sempre su Facebook, si congratula con il team italiano.

Test preliminari del vaccino, risultati promettenti per sconfiggere il Covid-19

Il vaccino in questione è frutto del lavoro in laboratorio dell’università di Oxford ed è già stato testato sui macachi e su alcuni volontari, tra cui molti ricercatori. La ricetta sarà testata su un campione di 500 volontari nel Regno Unito e, successivamente, ad altri nel Sud America. Ad oggi, infatti, Inghilterra e Brasile sono i paesi con il più alto numero di contagiati per Coronavirus. La scelta è ricaduta su questi paesi per un semplice motivo: il vaccino per avere efficacia deve lavorare in ambienti dove il virus è ancora attivo.

Continua a leggere

Attualità

Walter Ricciardi: “L’Italia produrrà un suo vaccino contro il virus”

Pubblicato

il

Walter Ricciardi: "L'Italia produrrà un suo vaccino contro il virus"

Walter Ricciardi: “L’Italia produrrà un suo vaccino contro il virus”. Importante annuncio nella ricerca di un vaccino per il virus del membro dell’esecutivo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e Consigliere del Ministro della Salute dell’Italia Roberto Speranza, Walter Ricciardi. Come riportato da Ansa.it, infatti, quest’ultimo nella trasmissione di Rai 3 Agorà, avrebbe annunciato come il Paese potrà presto avere un proprio vaccino nella lotta al Coronavirus.

Secondo Ricciardi, l’Europa sarebbe molto più avanti rispetto agli Stati Uniti nella produzione del vaccino. Gran parte delle dosi necessarie, inoltre, dovrebbero essere prodotte proprio in Italia. Il consigliere di Speranza avrebbe fatto riferimento infatti al vaccino in produzione dall’Università di Oxford con la collaborazione della IRBM di Pomezia. Secondo Ricciardi, dunque, se tutto dovesse andare per il meglio, le prime dosi di vaccino potrebbero arrivare già nel prossimo autunno, o al massimo in inverno. Comprese le dosi per la popolazione italiana.

Ricciardi: “Italia avrà le sue dosi di vaccino. Uscita dell’OMS sugli asintomatici sbagliata”

Walter Ricciardi è poi intervenuto anche riguardo le dichiarazioni dell’OMS, che avrebbe affermato che gli asintomatici potrebbero non portare contagio. Secondo il medico, infatti, si sarebbe trattato di una risposta inaccurata e sbagliata. La trasmissione da asintomatici sarebbe tipica nelle infezioni da Covid-19, a differenza di Sars e Mers. L’importanza e la pericolosità del contagio da asintomatici, secondo Ricciardi, sarebbe presto dimostrata. Mentre infatti altri virus impiegherebbero circa sei mesi per diffondersi, il Coronavirus in un mese ha avuto un’enorme espansione in tutto il mondo.

L’ex attore ha comunque poi difeso l’OMS, dicendo che se non fosse esistito difficilmente se ne sarebbe potuto uscire dalla pandemia. Ricciardi conclude dicendo poi che i numeri, in Italia, sono in costante calo. Questo, però, non dovrebbe far pensare che l’emergenza possa essere finita, ed invita a tenere alta la guardia ancora un po di tempo. Riguardo i guanti, poi, riferisce che ad indossarli dovrebbero essere solo gli operatori sanitari, in quanto ne conoscono il corretto utilizzo.

Continua a leggere

Attualità

Coronavirus: Vannozzi (CINECA), trovata molecola efficace, ora esame in vivo

Pubblicato

il

Coronavirus: Vannozzi (CINECA), trovata molecola efficace, ora esame in vivo

Coronavirus: Vannozzi (CINECA), trovata molecola efficace, ora esame in vivo. Ospite di Wired Next, Health Fest 2020, il direttore generale di CINECA, David Vannozzi, ha spiegato che tra le molecole finora per combattere il Coronavirus, esaminate attraverso il supercomputer Marconi100, una in particolare ha superato l’esame in vitro ed è stata ora sottoposta all’esame in vivo. Vannozzi ha ricordato le varie fasi che hanno visto CINECA, in collaborazione con la casa farmaceutica Dompé e altri istituti di ricerca, mettere a punto la piattaforma che consente di relazionare la libreria di oltre 500 miliardi di molecole con quello che è il sequenziamento virtuale dei virus.

Questa piattaforma – ha spiegato il Dottor Vannozzi – è stata messa a punto per analizzare gli effetti che queste molecole hanno a contatto con il Coronavirus. È stata perfezionata grazie anche a un progetto comunitario a cui abbiamo aderito con Dompé. Questo progetto consente di selezionare le molecole che possono impedire lo sviluppo del virus o comprometterlo, andando a verificare quali sono le proteine che il virus usa per svilupparsi. Si tratta di togliere il carburante al virus per impedirne lo sviluppo. Grazie ai supercomputer, i 500 miliardi di molecole di origine farmacologica confrontati con il virus hanno consentito di individuarne 50 che hanno un effetto negativo sul virus. Queste molecole sono poi state inviate per un’analisi in vitro. Già oggi sappiamo che una di queste molecole ha superato l’esame in vitro e sarà inviata per la sperimentazione in vivo”.

Vannozzi: “Siamo una squadra in grado di contrastare il Covid-19”

Vannozzi ha sottolineato che il risultato è stato reso possibile grazie alla potenza di calcolo di cui dispone il CINECA “perché in poche settimane è stato possibile ottenere risultati che avrebbero richiesto mesi se non anni”. Ha poi aggiunto i due fattori che danno impulso alla ricerca condotta da CINECA: “il primo è avere la disponibilità di un’attrezzatura come il supercomputer, in grado di intervenire in momenti di grandi emergenze; il secondo fattore è la capacità di fare squadra in Italia e in Europa. CINECA è parte importante di una rete europea che consente di reagire immediatamente nelle grandi emergenze, come quella del coronavirus, attraverso la condivisione di dati con altri istituti. Siamo una squadra in grado di percorrere la strada necessaria per contrastare Covid-19“.

Continua a leggere

Salute

Italiani e stereotipi, meno sessismo e più privacy per l’app Immuni

Pubblicato

il

Italiani e stereotipi, meno sessismo e più privacy per l'app Immuni

Italiani e stereotipi, meno sessismo e più privacy per l’app Immuni. Dall’1 Giugno l’app Immuni è disponibile per il download sui tutti i dispositivi Android e iOS. In 24 ore sono circa mezzo milione gli italiani che hanno scaricato l’applicazione, dato incoraggiante. Il Ministero della Salute ha annunciato il lancio ufficiale dell’app e del sito di Immuni con un comunicato ufficiale. Sul sito è possibile trovare moltissime informazioni in merito al funzionamento dell’applicazione, alla sua sicurezza e alla sua utilità. Tra le tante grafiche qualcuno però ha notato uno scivolone che si poteva evitare, stereotipi che ci piacerebbero fossero bypassati. In una delle immagini, infatti, sono visibili una donna e un uomo affacciati alle finestre, la prima culla un bimbo e il secondo è al PC. Ciò ha destato qualche critica sui social, dove si leggono anche commenti di italiani che hanno un motivo in più per non scaricarla.

Italiani e stereotipi

L’applicazione Immuni è un innovativo supporto tecnologico da affiancare alle altre iniziative del Governo e del Ministero della Salute per il contenimento del virus. L’informativa completa con documentazione, grafica e domande frequenti è visionabile sul sito ufficiale di Immuni. Il rispetto della normativa italiana ed europea sulla tutela della privacy è stato assicurato e si può vedere dalla normativa inserita nell’App stessa e sul sito. Oggi in tendenza su Twitter troviamo #ImmuniApp. Nulla di strano considerando che, appunto, due giorni fa il Ministero della Salute ha annunciato il lancio ufficiale tramite comunicato e ieri sui canali social. Se ne parla, si scambiano opinioni in merito e si cerca di capire cosa ne pensano gli italiani. Salta all’occhio, però, il richiamo a stereotipi maschilisti ancora utilizzati nel 2020.

https://www.facebook.com/MinisteroSalute/photos/a.750222061822286/1529898643854620/?type=3

La donna ancora tra bambini e casa?

La figura femminile. La donna. Protettrice di figli e padrona della casa. Ma ancora? L’idea della donna definita in tal senso ha stufato un pò tutti. Potrà forse riguardare tribù ancora esistenti o religioni diverse dal Cattolicesimo, ma noi viviamo e parliamo dell’Italia in questo caso. E la rappresentazione della donna con un’immagine del genere non fa bene al Paese e agli italiani. Il politico e professore universitario Enrico Letta ha mostrato il proprio dissenso su Twitter sottolineando che “Tanti, troppi, che la giustificano e si scandalizzano per lo scandalo“. Come se non ci fosse nulla di strano.

Letta però non è l’unico che ha condiviso il suo disaccordo. In molti si chiedono sui social chi è l’autore di queste grafiche o chi ha approvato senza pensare minimamente al messaggio che sarebbe passato. C’è chi è d’accordo con la frase “Rallentiamo insieme l’epidemia“, affiancata all’immagine, ma non accetta il ritorno indietro di secoli della figura della donna. Come darle torto? O ancora chi afferma di scaricare l’app solo dopo che queste immagine verranno sostituite.

https://twitter.com/benedettatarq/status/1268095074044465152?s=20

Immuni, cosa ne pensano gli italiani?

Siamo certi che se già alcuni italiani avevano dei dubbi in merito al download di Immuni, adesso qualcuno sarà certo di non volerla scaricare. Di certo gli stereotipi non aiutano nel convincere gli italiani che quest’app è davvero utile nella fase storica che stiamo vivendo.

Il problema sessista è un spinta a non scaricare l’app per alcuni ma non è l’unica. Avevamo già parlato dei problemi di privacy che preoccupavano gli italiani, ma non tutti si sono convinti. Questo tasto preoccupa molto gli italiani che non sono favorevoli a fornire i propri dati al Governo. Non è tanto la tutela dei dati in sé il problema su cui focalizzarsi perché  tutti sanno che permettono di accedere ai propri dati a servizi diversi ogni giorno, che siano social network come Instagram o servizi di delivery come Glovo. In questo caso, i dati andranno al Governo. Lo Stato sarà informato dettagliatamente delle tue informazioni e del tuo stato di salute. Siamo sicuri?

Italiani e stereotipi, meno sessismo e più privacy per l'app Immuni

Italiani e stereotipi, meno sessismo e più privacy per l’app Immuni

Non è proprio così, infatti, perché nella normativa della privacy di Immuni si afferma che i dati saranno cancellati entro il 31 Dicembre 2020. In più, sul sito è molto chiaro che il Governo non raccoglie le informazioni dei cittadini. Anche perché lo scopo dell’app Immuni è solo uno: tracciare i contatti e i contagi per limitare ancor di più la diffusione del Covid-19. Fortunatamente ci sono ancora italiani che credono nella tecnologia, anche se nel maschilismo un pò meno.

https://twitter.com/guidomarchello/status/1268118854213001221?s=20

Continua a leggere

Attualità

Indagine sierologica: cos’è e perché è importante?

Pubblicato

il

Indagine sierologica: cos'è e perché è importante?

Indagine sierologica: cos’è e perché è importante? Più si va avanti più devono essere le informazioni raccolte sul nostro nemico invisibile. Si perché più sappiamo e più armi possiamo usare contro il Covid-19. A fine aprile avevamo parlato dei primi test sierologici avviati in Lombardia. Questo mese, invece, è stata lanciata un’indagine di siero prevalenza dal Ministero della Salute insieme all’ISTAT e in collaborazione con la Croce Rossa Italiana. In questo modo, sarà possibile individuare quanti hanno sviluppato gli anticorpi al Coronavirus in Italia. L’indagine sierologica riguarderà un campione di 150.000 abitanti italiani in duemila Comuni, distribuite in base a sei differenti classi di età. A indagine già in corso, diversi sono i riscontri di chi si rifiuta o non risponde alla chiamata. Perché è importante collaborare?

https://www.facebook.com/MinisteroSalute/photos/a.750222061822286/1524619851049166/

I test sierologici: cosa sono?

L’indagine sierologica avviata ha lo scopo di stimare la diffusione del virus in Italia. Si potrà così individuare la percentuale di persone che hanno sviluppato i cosiddetti anticorpi. Che vuol dire? Un individuo che ha sviluppato anticorpi può aver “sconfitto” il Covid-19 o essere stato a contatto con persone infette. Si potranno stimare la dimensione dell’infezione e la frequenza in base ad alcuni fattori quali il sesso, l’età, l’occupazione e la regione di appartenenza. L’esito dell’indagine è molto importante, come sottolinea il Ministero della Salute.

https://www.facebook.com/MinisteroSalute/videos/612725366255688/

Test sierologico VS tampone

Se non sai cosa si intende con test sierologico, ti spieghiamo brevemente cos’è e la differenza con il tampone. In questi mesi abbiamo sentito parlare molto di questi benedetti tamponi tramite cui scoprire la positività al Covid. E questi, infatti, ci davano una risposta allo stato attuale, quasi come una fotografia di quell’istante. La prima differenza sta qui. I test sierologici, invece, aiutano a costruire un filmato del nostro organismo, individuando o meno la presenza di anticorpi. Se la persona ha prodotto anticorpi sarà entrata in contatto con il virus, banalmente a prescindere che sia asintomatica o meno. Come sottolineano le FAQ sul sito dell’ISTAT, individuare la presenza di anticorpi prodotti dal sistema immunitario in risposta al virus non è legato a diagnosticare l’infezione in atto.

In altre parole potresti essere negativo al test sierologico poiché non vi è traccia di anticorpi ma potresti comunque essere contagioso. Un’altra differenza è legata alla modalità. Il tampone nasofaringeo è un esame diverso dal test, che esame non è appunto. In questo caso si parla di un prelievo di sangue. Niente cotton fioc in gola o su per le narici, un semplice e veloce prelievo del sangue. Insomma, non è nulla di assurdo. Una richiesta più che accettabile considerando l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo.

Indagine sierologica: un servizio per il Paese

Il Ministero della Salute ha specificato che non è possibile candidarsi come volontario. Infatti, chi fa parte del campione è stato definito dall’ISTAT in base ai dati raccolti in questi mesi. Tutti coloro che rientrano in questo campione sono stati e saranno contattati dalla Croce Rossa. Come? Mediante una chiamata le cui prime cifre sono 06.5510. Non vi è alcuna obbligatorietà però è consigliato “approfittare” di questa opportunità. Perché? Sia per sé stessi, in quanto puoi scoprire se hai avuto contatti col virus o se l’hai avuto, sia per il Paese, dato che i risultati dell’indagine saranno molto utili nella lotta contro il virus. In più, il test è gratuito, non si paga nulla. Il Servizio Sanitario Nazionale coprirà tutti i costi.

https://www.instagram.com/p/CAuZuoXjMnH/?utm_source=ig_web_copy_link

Sarà garantita la riservatezza sui dati durante tutta l’indagine e i risultati finali saranno comunicati in modo aggregato in modo da non poter ricollegare il singolo dato al singolo individuo. Lo stesso Ministero della Salute conferma che l’indagine sierologica è anonima e che lo studio è effettuato su dati aggregati. L’esito del prelievo sarà comunicato solamente al singolo partecipante e, in caso di positività, al medico di famiglia che fornirà indicazioni su eventuali accertamenti. Più persone aderiscono – il risultato ottimale sarebbe il 100% – più informazioni saranno raccolte e più conosceremo il virus e i suoi punti deboli.

https://www.facebook.com/MinisteroSalute/photos/a.750222061822286/1526252007552617/

Continua a leggere

Attualità

Andrea Bocelli: “Ho avuto il Covid-19, donerò il plasma”

Pubblicato

il

Andrea Bocelli: "Ho avuto il Covid-19, donerò il plasma"

Andrea Bocelli: “Ho avuto il Covid-19, donerò il plasma”. Andrea Bocelli avrebbe annunciato di avere avuto nelle settimane passate il Covid-19: il cantante, così, dopo la guarigione, si è recato ieri mattina a donare il suo plasma. Lo ha fatto al centro prelievi dell’Ospedale Cisanello di Pisa. Lo studio sul plasma è coordinato dall’Azienda ospedaliero-universitaria di Pisa. L’artista aveva scoperto di essere positivo al virus lo scorso 10 marzo e, con lui in famiglia, sarebbero stati positivi anche la moglie e i due figli.

Ai giornalisti fuori dall’ospedale, come riportato da Ansa.it, Bocelli avrebbe riferito di avere avuto soltanto un po di febbre, ma che sarebbe praticamente da considerare un asintomatico. Anche la moglie del cantante avrebbe poi donato il suo plasma. La donazione del plasma, appunto, sarebbe uno degli studi come possibile cura nella lotta contro il Coronavirus.

Andrea Bocelli, dopo aver avuto il Covid-19, ha donato con la moglie il suo plasma. A Pasqua aveva tenuto un concerto sul sagrato del Duomo di Milano

Lo scorso 12 aprile, giorno della vigilia della Santa Pasqua, il cantante si era esibito su invito del Sindaco di Milano Giuseppe Sala sul sagrato del Duomo, completamente deserto. Per l’estate erano previste tre grandi date. Bocelli, infatti, si sarebbe dovuto esibire il prossimo 21 giugno a Roma, al Teatro del Silenzio di Lajatico il 24 ed il 26 luglio, e nella Piazza Castello di Marostica il 26 settembre.

Per quanto riguarda Roma e Lajatico, i concerti saranno rinviati esattamente di un anno e recuperati negli stessi giorni del 2021, ancora da definire invece la possibile nuova data per Marostica. Nel lungo periodo di quarantena il sessantunenne artista toscano è stato anche protagonista di diverse iniziative musicali. Tra queste è stato l’unico italiano insieme a Zucchero del cast globale di One World Together. Con loro, tra gli altri interpreti, anche Lady Gaga ed Elton John.

Continua a leggere

Attualità

Misure anti Covid-19, in arrivo 60 mila assistenti civici

Pubblicato

il

Misure anti Covid-19, in arrivo 60 mila assistenti civici

Misure anti Covid-19, in arrivo 60 mila assistenti civici. Non sono bastate le raccomandazioni dei sindaci e degli scienziati a fermare la voglia di unirsi, soprattutto tra i più giovani. Per ovviare al problema movida nelle grandi città, il governo ha deciso di lanciare un bando per reclutare 60.000 assistenti civici. Gli idonei hanno la responsabilità di evitare il formarsi di assembramenti e informare i cittadini sulle giuste precauzioni anti Covid. Il bando è rivolto agli inoccupati, cassa integrati e coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza.

La proposta arriva dal Ministro per gli Affari Regionali e per le Autonomie Francesco Boccia e dal Presidente ANCI nonchè Sindaco di Bari Antonio De Caro. Come già successo per i bandi di reclutamento di medici e infermieri durante l’emergenza, anche questo è gestito dalla Protezione Civile: le domande partono dal 25 maggio prossimo e sono su base volontaria.

Ira delle opposizioni, per la Meloni è deriva autoritaria

Se da un lato i sindaci e i presidenti regionali sono d’accordo con l’iniziativa governativa, dall’altra le opposizioni insorgono. Secondo Giorgia Meloni si sta travalicando l’autoritarismo del governo, usando il senso civico dei cittadini come scudo all’incapacità governativa. Matteo Orfini del Pd trova controsenso aprire i pub e i locali per poi limitarne l’uso, trovando l’appoggi di Matteo Renzi. Per spegnere sul nascere le polemiche, il Ministro Francesco Boccia precisa che gli assistenti non saranno delle guardie: avranno il compito di segnalare a vigili e forze dell’ordine quei casi di assembramento ritenuti pericolosi. Inoltre, non potranno in nessun modo commisurare multe o sanzioni.

Gli assistenti civici non hanno solo il compito di vigilare nelle strade. Spiega il Ministro che rivolge una particolare attenzione continua sul fronte del volontariato. In questi mesi, infatti, la consegna di pasti e medicinali è stata svolta grazie all’opera di chi ora è tornato a lavoro. Al posto loro, continueranno gli assistenti per un monte ore totale di 16 settimana e saranno coperti da un’assicurazione.

Continua a leggere

Attualità

Movida fuori controllo nella fase 2, rischio di nuove chiusure

Pubblicato

il

Movida fuori controllo nella fase 2, rischio di nuove chiusure

Movida fuori controllo nella fase 2, rischio di nuove chiusure. Non si sono fatti attendere troppo i “furbetti della movida”: ad una settimana dalla fine del lockdown troppi assembramenti in città e troppe infrazioni. Nei centri urbani sembra come non fosse successo nulla: amici che si riuniscono senza mascherine, aperitivi senza distanziamento e troppi, troppi assembramenti. I questori denunciano: o si rispettano le regole o chiudiamo di nuovo tutto.

Città che vai ordinanza che trovi

Il questore di Bari per evitare il ripetersi delle scene della movida dei giorni scorsi corre ai ripari. Per evitare assembramenti, le forze dell’ordine presidieranno i locali dal lungomare fino ai quartieri di Poggiofranco affinché vengano rispettate le norme di sicurezza e distanziamento.

Bergamo ha pagato il prezzo più alto in numero di vittime Covid-19 ed è per questo che l’amministrazione comunale, insieme ai gestori dei locali del centro città, hanno deciso di evitare il ripetersi degli assembramenti di venerdì scorso, dotandosi di steward privati. A Perugia, il sindaco Andrea Romizi con un’ordinanza, ha deciso di chiudere i locali alle 21. A Pisa, il sindaco Michele Conti mette il numero chiuso a Piazza delle Vettovaglie, non più di 200 persone.

La movida in Italia continua ma i locali avvertono: non possiamo cacciare tutti

Da Roma a Napoli, da Milano a Firenze nei giorni scorsi abbiamo assistito a gruppi di ragazzi insieme, a volte senza mascherina, che non rispettavano le distanze di sicurezza. Loro, i giovani, sono forse quelli che hanno sofferto di più il distanziamento sociale: non potersi vedere con gli amici per tre mesi ha scaturito in loro la paura di non poter più uscire. Ma, non appena ciò è stato possibile, è stato inevitabile non riunirsi. il virus non è stato debellato e le immagini di prossimità fisica di questi giorni ha messo in allarme questori e sindaci.

Dal canto loro, i gestori delle attività non hanno il potere di controllare tutti né hanno il potere di far allontanare i ragazzi. Chiedono però di rispettare le regole, anche se per molti ragazzi non sembra essere così semplice.

Su Twitter, nelle ultime ore “social”, ha fatto molto discutere la foto postata da Gabriele Muccino, nella tarda serata di ieri, intitolata “Qui Milano, abbiamo un problema”. La foto postata, è stata bersagliata di insulti al giovane regista romano, e accusata di essere una foto vecchia – nonostante qualche mascherina molto visibile – o quantomeno falsa, visto il brutto tempo per quell’ora nella capitale lombarda.

Continua a leggere

Attualità

Arcuri: “Pronti per la produzione di mascherine in Italia”

Pubblicato

il

Arcuri: "Pronti per la produzione di mascherine in Italia"

Arcuri in Conferenza Stampa alla Protezione Civile: “Da oggi parte la produzione di mascherine in Italia. Obiettivo arrivare a 100 mila tamponi”

Arcuri: “Pronti per la produzione di mascherine in Italia”. Il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri ha annunciato questa mattina l’inizio della produzione di mascherine in Italia. Le prime saranno date ad ospedali, medici e personale sanitario. Il costo della produzione delle mascherine sarà di 12 centesimi, mentre il prezzo di vendita sarà di 50 centesimi più Iva. Secondo Arcuri andrebbero difese fino alla morte le libertà di mercato, tranne quella di arricchirsi calpestando il diritto alla salute, come riportato da Ansa.

Il commissario, inoltre, avrebbe dichiarato che starebbe studiando con il Miur la distribuzione delle mascherine in vista della riapertura delle scuole a settembre. Queste saranno disponibili per personale docente, non docente e studenti già a partire dai prossimi esami di Stato il 17 giugno. Gli esami di maturità, infatti, come riferito da Arcuri, andrebbero sostenuti nel pieno rispetto delle norme sanitarie e della sicurezza.

Arcuri: “Partita la produzione di mascherine in Italia. Costeranno 50 centesimi, le prime andranno ad ospedali. Disponibili anche per gli esami di Stato a giugno”

Il commissario per l’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus avrebbe comunicato poi la distribuzione di 43 milioni di mascherine in Italia questa settimana. Si tratterebbe del numero più alto dall’inizio dell’emergenza. Inoltre, dalla giornata di ieri, anche i tabaccai avrebbero iniziato la distribuzione di mascherine chirurgiche sul territorio, con 20 mila aderenti, a 50 centesimi più Iva. Arcuri ha poi voluto ringraziare la federazione di farmacisti e parafarmacie. Infatti il commissario avrebbe comunicato come le mascherine siano ormai disponibili anche in questi punti vendita. Per Arcuri, a questo punto, il problema relativo alle mascherine dovrebbe così essere definitivamente risolto.

Fase 2, Arcuri: “I numeri sono incoraggianti, ma la partita non è ancora vinta”

Durante la conferenza stampa in Protezione Civile, come riportato da agi.it, il commissario avrebbe toccato anche altri punti. Arcuri ha infatti comunicato che da lunedì partiranno i test sierologici con la Croce Rossa ed i volontari impegnati. In questo modo dovrebbero arrivare risultati utili nella lotta al Covid-19. Ci sarebbe però ancora il bisogno di trovare reagenti per i tamponi, pur dichiarando che in Italia se ne fanno 60 mila al giorno, il Paese che ne fa di più. L’obiettivo per il futuro, però, sarà arrivare a 100 mila tamponi al giorno.

Continua a leggere

Attualità

Aumenta la vendita di biciclette: la rivincita delle due ruote

Pubblicato

il

Aumenta la vendita di biciclette: la rivincita delle due ruote

Aumenta la vendita di biciclette: la rivincita delle due ruote. La mobilità italiana sta subendo una grossa mutazione, grazie al boom di vendita delle biciclette. Per evitare di aumentare il traffico nelle città, lo Stato ha erogato Bonus Fiscali per la vendita di biciclette e monopattini. La scelta è nata durante la pandemia di Covid-19 per un duplice motivo: spingere più cittadini ad usare le due ruote per evitare assembramenti nei mezzi pubblici e diminuire drasticamente lo smog.

Bonus Bicicletta, come funziona e a chi spetta

Sul sito del Ministero dell’Ambiente sta per essere inserito il modulo di richiesta per il bonus bicicletta. Il bonus viene erogato come contributo pari al 60% del prezzo di acquisto e non può superare i 500 euro. Può essere gestito in due modalità: nella prima è il cittadino che andrà a richiedere il 60% della spesa sostenuta per l’acquisto del mezzo; nella seconda, invece, il cittadino pagherà all’esercente il 40% del totale e quest’ultimo richiederà il restante 60% allo stato. E’ necessario possedere un ‘identità SpId per la richiesta online.

Boom di vendita di biciclette nell’era Covid, tra voglia di evasione e di passione per lo sport

Il settore bici può essere una leva strategica anche per la ripartenza economica:ne sono convinti gli alti esponenti di Confindustria ANCMA, l’associazione di produttori di biciclette e moto. Nel 2019 sono state venute più di 1,7 milioni di biciclette, con una crescita del 7%; molto ha fatto il mercato delle bici elettriche e con pedalata assistita, con un più 13%. Oggi causa pandemia si sta incentivando ad usare di più la bicicletta, per vari motivi: innanzitutto è un mezzo che aiuta a mantenere le distanze di sicurezza; attiva il metabolismo, provato da tre mesi di inattività, e soprattutto aumenta le difese immunitarie, essenziale questo per prevenire il contagio.

Piste ciclabili in Italia, divisioni e lavori in corso

Da nord a sud le amministrazioni cittadine si stanno adorando per cambiare il tessuto della mobilità. Si deve incentivare l’uso della bicicletta ed ecco allora che, oltre al bonus, si stanno ampliando anche le piste ciclabili nelle città. A Milano e a Firenze si sta lavorando per aumentare di 23  km le piste ciclabili attuali, fino ad arrivare a 30 km entro fine anno. A Roma è stato approvato un piano straordinario per una pista ciclabile di 150 km. Discorso molto più semplice nelle cittadine pianeggianti dell’Emilia Romagna, da sempre abituate a vedere bici nelle loro città.

Continua a leggere

I più letti