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Coronavirus, Malagò chiede unità: “Il calcio deve uniformarsi”

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Giovanni Malagò

Malagò: “La Federazione si assuma le proprie responsabilità”

Neanche il richiamo fatto dal Ministro dello Sport Spadafora ha fermato il calcio. Tutto lo sport italiano si è fermato facendo una scelta di buon senso che tuteli la salute degli sportivi e degli addetti ai lavori. Tutto lo sport tranne il calcio, naturalmente. La Serie A è andata avanti, ha giocato i recuperi dell’ultimo turno e non ha ascoltato il richiamo, o meglio, l’invito neanche troppo formale del Ministro Spadafora.

Questo atteggiamento avrebbe infastidito, non poco, il numero uno del nostro sport, Giovanni Malagò che avrebbe invitato ” lo sport ad andare nella stessa direzione“. Secondo il Presidente del CONI “se tutti gli sport di squadra si sono fermati, il calcio non può fare eccezione” aggiungendo che “il suo prossimo scopo sarà proprio questo: uniformare lo sport”.

Il fattore che, però, non sarebbe proprio andato giù a Malagò è la poca chiarezza fra la FIGC e la Lega di Serie A. Secondo il numero uno del CONI “o la Federazione confermerà la decisione presa dalla Lega o altrimenti quest’ultima potrebbe essere commissariata”. L’intervista rilasciata a Che Tempo Che Fa potrebbe aprire una ferita molto grave all’interno del nostro sport che, come l’intero paese, sarebbe in piena crisi.

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Coppa Italia, festeggiamenti a Napoli tra caroselli e fumogeni: scoppia la polemica

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Coppa Italia, festeggiamenti a Napoli tra caroselli e fumogeni: scoppia la polemica

Coppa Italia, festeggiamenti a Napoli tra caroselli e fumogeni: scoppia la polemica. Ieri il Napoli ha battuto ai rigori la Juventus nella finale di Coppa Italia, 4 a 3 ai rigori. Vittoria: la squadra di Rino Gattuso vince. In uno Stadio Olimpico vuoto, dove i giocatori hanno indossato da soli le medaglie e alzato la coppa al cielo senza il Presidente della Repubblica. Pochi festeggiamenti allo stadio, troppi in città. Dopo le undici, ora del fischio finale, a Napoli sono scesi in strada in migliaia, quasi cinquemila: cori, abbracci, urla, fuochi d’artificio e caroselli hanno invaso le strade. Poche se non nulle le mascherine, addio alle distanze sociali e agli appelli alla sicurezza.

Napoli, il giorno dopo la grande festa tra polemiche e rassegnazione

Dal mondo scientifico e dal mondo politico sono montate le proteste e le accuse. Matteo Salvini, leader della Lega, dopo le accuse alla manifestazione del centro destra a Roma, si scaglia contro il Governatore della Campania Vincenzo De Luca: “Mi domando dov’era il signor De Luca, quello che voleva usare il bazooka. Siccome hanno rotto le scatole a me per la distanza e la mascherina, qui c’erano molte migliaia di persone. Son contento per loro, ed è un bel segno per Napoli, ma non possono condannare Salvini. Io lascerei più libertà”.

Dello stesso avviso il direttore aggiunto dell’OMS Ranieri Guerra: ad Agorà il direttore si dice rammaricato per lo spettacolo di ieri sera e non usa mezzi termini: “Sciagurati! In questo momento non ce lo possiamo permettere, per fortuna è accaduto a Napoli, dove governatore e sindaco hanno messo in atto misure rigide e l’incidenza del virus è più bassa che altrove”. 

Il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris su La7 cerca di spegnere le polemiche sul nascere: “Ha vinto il contagio della vittoria”, mentre il presidente De Luca si congratula con la squadra per la vittoria. Una magra consolazione però visto che il Sud Italia ha visto ben pochi contagi rispetto al Nord e molti temono in un cambio di rotta.

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La Serie A Femminile si ferma, no a play off e play out

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La Serie A Femminile si ferma, no a play off e play out

La Serie A Femminile si ferma, no a play off e play out. La Serie A Femminile si ferma ufficialmente. In giornata è arrivata la decisione da parte del Consiglio della Federcalcio dello stop dell’ultimo campionato femminile rimasto in bilico per la stagione 2019/2020. La Serie A Femminile era l’ultimo torneo dilettantistico di calcio femminile che ha passato le ultime due settimane in attesa di un verdetto. La scorsa settimana la decisione era stata rimandata a seguito alle dichiarazioni dei medici della competizione che non vedevano presupposti validi per la ripartenza. Il punto principale era che il protocollo sanitario proposto dalla FIGC, simile a quello maschile, non era applicabile in molti punti del campionato femminile. In più a questo si aggiungevano due fattori: differenza di strutture e organizzazione e condizione fisica impari.

https://www.facebook.com/assistitaly/posts/2586818541541049

Con sole tre squadre che avevano ripreso gli allenamenti e un rischio contagio più alto rispetto ai maschietti, la FIGC ha avanzato una nuova proposta per terminare il campionato. Il compromesso era una soluzione con play off e play out, dando la possibilità solo a sei squadre di concludere il campionato. Proposta che non è stata gradita dalle calciatrici della Serie A Femminile a cui hanno risposto con una lettera diramata dalla rappresentante Sara Gama, giocatrice della Juventus Women. “Apprendiamo della proposta di terminare il campionato con una formula ridotta di play off e play out che coinvolgerebbero sei delle dodici squadre del nostro campionato. Non la condividiamo, perché non vediamo come possa essere tutelato il merito sportivo con una modalità di gioco che a nostro avviso non garantirebbe la vera equità. Le calciatrici pensano questo: o scendiamo tutte in campo o non ci scende nessuna“, si legge nella lettera.

https://www.instagram.com/p/CBK2hsdH76x/?utm_source=ig_web_copy_link

Serie A Femminile, quale direzione prendere?

La “protesta” delle giocatrici sottolinea anche le dichiarazioni dei mesi precedenti che promettevano il professionismo che ancora la Serie A Femminile attende. La grande prova dimostrata ai Mondiali dello scorso anno ha acceso qualche riflettore sul calcio femminile italiano. Un tassello importante nel puzzle che porta al professionismo che ancora non arriva ed è recriminato dalle giovani giocatrici. “Siamo le calciatrici della Serie A Femminile, si parla di noi e delle imprese della Nazionale di cui alcune di noi fanno parte e che sentiamo nostra. Ma è ora di garantire le giuste tutele a tutte quante, uno status da professionista e condizioni reali di professionismo“, si legge nell’ultima parte della lettera pubblicata da Sara Gama.

La Serie A Femminile si ferma, no a play off e play out

La Serie A Femminile si ferma, no a play off e play out – Sara Gama

La stessa calciatrice aveva parlato qualche giorno fa su La7 a Otto e mezzo ospite di Lilli Gruber. “C’è una scala di priorità e il calcio maschile porta più soldi“, sottolineando un aspetto che non si deve tralasciare. I soldi portano soldi. La candela alla fine è valsa per gli altri campionati, quelli maschili. E per far ripartire la macchina economica del nostro Paese c’è bisogno di rimettere in moto i cavalli vincenti. Anche perché puntare sulle leghe maschili diminuisce la probabilità di rischio. D’altro lato è innegabile che la mancanza di professionismo nel calcio femminile contribuisce a confermare la dicotomia esistente tra donna e calcio, a detta di molti. Ancora.

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Captain Tsubasa Rise of New Champions, svelata la data di uscita del titolo targato Bandai Namco

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Captain Tsubasa Rise of New Champions, svelata la data di uscita del titolo targato Bandai Namco

Captain Tsubasa Rise of New Champions, svelata la data di uscita del titolo targato Bandai Namco. Chi di noi nella vita, non ha visto almeno una puntata del mitico Holly e Benji? Già, stiamo parlando proprio dell’opera nata dalla mente geniale di Yōichi Takahashi e che ha appassionato migliaia di giovani ragazzi e ragazze. L’anime, raccontava con l’inconfondibile stile nipponico le avventure calcistiche della New Team, una squadra composta da atleti capaci di mosse e tiri davvero spettacolari.

Il cartone animato, ebbe un tale impatto da caratterizzare praticamente la crescita di una generazione intera che si apprestava ad affrontare gli anni ’80. Ovviamente un fenomeno simile non poteva che essere sfruttato in diversi settori dell’intrattenimento e tra questi spunta prepotentemente quello videoludico.

Sono infatti diversi i titoli dedicati a Holly e Benji, ma nessuno di questi è mai davvero riuscito a rendere giustizia al cartone animato. Arrivati ormai nel 2020, ci troviamo di fronte all’ennesimo tentativo, ossia Captain Tsubasa Rise of New Champions. Nella giornata di ieri è stata svelata la sua data di rilascio ufficiale e diverse informazioni inerenti le edizioni che si potranno comprare. Andiamo a scoprirne maggiori dettagli insieme.

Svelata la data di Captain Tsubasa Rise of New Champions

Bandai Namco è una software house rinomata per i prodotti di estrema qualità a cui ha dato vita. E’ dunque un sollievo sapere che la nota casa di sviluppo giapponese, abbia messo le mani su Captain Tsubasa Rise of New Champions. Nella giornata di ieri, è stata quindi ufficializzata la data nella quale il titolo sarà reperibile presso ogni negozio. Parliamo del prossimo 28 agosto 2020. Per quello che concerne le edizioni che saranno acquistabili, ne sono state annunciate ben 4: quella Standard, conterrà oltre che il disco, delle maglie e un pallone ufficiale firmato, tutto ovviamente digitale. Nella Collector, che includerà i bonus della precedente, troveremo uno Steelbook e una statuetta dedicata a Captain Tsubasa.

L’edizione Champions, che sarà acquistabile solo sul sito della Bandai Namco al costo di circa 170 euro, comprenderà anche una maglia ufficiale della New Team. Infine se vorremmo la Legend Edition, dovremmo essere disposti a spendere la cifra monstre di 1.989,00 euro. Con questa però, ci aggiudicheremmo non solo tutti gli elementi delle succitate edizioni, ma anche un biliardino completamente a tema, elaborato dalla nota casa produttrice di René Pierre.

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Street Power Football, quando il calcio diventa spettacolo

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Street Power Football, quando il calcio diventa spettacolo

Street Power Football, quando il calcio diventa spettacolo. Il calcio è la passione di noi italiani. Ci piace giocarlo ovunque e quasi tutti noi maschietti alla sola vista di un pallone perdiamo la Trebisonda. Ovviamente l’universo video-ludico, che segue tale disciplina da tantissimi anni, è sovraffollato di prodotti sul generis. A dominare la scena sono da sempre i mostri sacri del settore, Pro Evolution Soccer e Fifa, due giganti che si combattono la corona del migliore ormai da decenni.

Dalla prossima estate però, un nuovo sfidante potrebbe presentarsi a corte per insinuarsi nella lotta al trono. Parliamo di Street Power Football un videogioco che vuole sottrarsi alle meccaniche classiche imposte dalla categoria per proporre qualcosa di diverso, di alternativo. Andiamo a svelarne maggiori dettagli.

Trick, numeri e calcio bailado, questo è Street Power Football

Un prodotto che vuole analizzare il calcio sotto una veste più bailada, con poco agonismo e molti numeri in realtà già è stato fatto. Fifa Street infatti, usci per PlayStation 2 nel lontano 2005. Il gioco all’epoca si proponeva come una ventata fresca in un settore troppo statico e questo nasce esattamente con lo stesso intento. Il titolo, che esordirà nella stagione estiva corrente, ci proporrà dei match 3 vs 3, nei quali le finte, i trick e le giocate funamboliche, saranno le armi più ficcanti per trovare la via della rete. Il comparto del multiplayer, come è logico supporre, sarà il vero protagonista di Street Power Football e ci permetterà di sfidare sia in locale che online chiunque di nostro gradimento.

Saranno presenti inoltre ben 6 modalità alternative che esuleranno dalla classica partita e ci vedranno impegnati in stravaganti sfide, come la Panna Battle, un divertente duello all’ultimo tunnel. Per quello che concerne la partecipazioni di volti noti del settore, sono stati annunciate all’interno del titolo, diverse personalità di spicco. Ricordiamo infine, che Street Power Football sarà disponibile per praticamente tutte le postazioni di gioco esistenti, vale a dire Nintendo Switch, PC, PlayStation 4 ed Xbox One.

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Del Piero ricoverato a Los Angeles, calcoli renali per l’ex juventino

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Del Piero ricoverato a Los Angeles, calcoli renali per l'ex juventino

Del Piero ricoverato a Los Angeles, calcoli renali per l’ex juventino. Un intoppo oltreoceano per Alessandro Del Piero, l’ex calciatore della Juventus. La bandiera juventina ha fatto preoccupare i tifosi pubblicando due foto in cui si mostra in ospedale, all’UCLA Emergency Department, Santa Monica. Fortunatamente non si tratta di nulla di grave. Bardato di mascherina anti-Covid e in mezzo a vari macchinari clinici, Del Piero comunica che si trova lì per delle coliche renali. “Ancora non ci credo come una cosa piccola solo 3mm possa fare così male“, scrive su Instagram. L’ex maglia 10 bianconera vive in California da qualche anno e, di recente, è diventato proprietario di una squadra americana, LA 10 FC, un club in terza serie americana.

https://www.instagram.com/p/CATSo5ZK_ST/?utm_source=ig_web_copy_link

L’affetto nei confronti di una delle bandiere del calcio juventino e italiano è stato immediato. Molteplici i commenti di pronta guarigione che si leggono in calce al post, tra cui non poteva mancare quello del profilo ufficiale della sua squadra del cuore. “Auguri di pronta guarigione“, scrive la Juventus con tanto di cuore. Anche ex colleghi come Luis Figo e altri personaggi dello sport come Max Biaggi gli hanno augurato di rimettersi presto.

Del Piero: la storia d’amore infinita con la Juve

In questo periodo particolare che stiamo vivendo, il mondo del calcio è stato bloccato, come altri settori. I brand di calcio hanno attuato, per la maggior parte, strategie comunicative basate sulla nostalgia. Non potendo raccontare i live delle partite, hanno rispolverato momenti magici dei match degli anni passati. Gli juventini, ma anche gli amanti del calcio, ricordano bene le giocate di Alex e i suoi celebri Gol alla Del Piero. Così come ricordano bene il suo addio al mondo Juve. Torniamo indietro nel tempo di circa otto anni fa.

Qualche giorno fa Alex Del Piero ha ricordato, sempre sui social, il suo addio alla Vecchia Signora del 13 maggio 2012. Pinturicchio posta una foto della partita contro l’Atalanta allo Stadium, la sua ultima partita in bianco e nero. Tutti i suoi tifosi e quelli del mondo del calcio hanno apprezzato il post e ricordato con emozione quel giorno. Del Piero ha voluto citare l’Avvocato Gianni Agnelli per ricordare, ancora una volta, il suo amore per la Juve. “La Juve è per me l’amore di una vita intera, motivo di gioia e orgoglio, ma anche di delusione e frustrazione, comunque emozioni forti, come può dare una vera e infinita storia d’amore“.

https://www.instagram.com/p/CAHsvmKKG-w/?utm_source=ig_web_copy_link

Torino, Juventus-Atalanta allo Stadium. A qualche minuto dalla fine, Del Piero lascia il campo per Simone Pepe. La Juve vincerà quella partita 3-1, con Alex a segno con una rete, decretando la vittoria del primo scudetto di Conte. La sostituzione però ingloba una breve ma intensa pausa del match. Standing ovation dello Stadium, accompagnata anche dai colleghi di Del Piero. Emozioni forti che non nascondono le lacrime dei tifosi e dello stesso capitano. La fine di una storia di calcio vera e ricca di spettacolo, ma forse anche di devozione non ripagata totalmente dal club.

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Calcio in Europa: il gioco vale la candela?

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Calcio in Europa: il gioco vale la candela?

Calcio in Europa: il gioco vale la candela? Il mondo dello sport sta vivendo una fase nuova ed inimmaginabile. Lo stop complessivo causato dal Covid-19 ha decretato un nuovo modo di vivere la passione per gli sport che ci intrattenevano quotidianamente. Oltre a costituire una perdita economica davvero rilevante, ci ha quasi costretto a trovare nuovi hobbies. Alcuni di noi non sono riusciti ad accettare la mancanza e pregano per la ripartenza. Altri, invece, si sono ormai abituati e preferiscono maggior sicurezza nella sospensione delle competizioni. Anche perchè gli atleti non hanno mai smesso di tenerci compagnia e questo ha reso il distacco da un match o da una gara sulle due ruote più “morbido”.

Ma alle porte di Maggio ci sono ancora troppo punti interrogativi senza risposta. Ogni Paese europeo sta decidendo in base a vari fattori. E, dicendo tutta la verità, i riflettori sono puntati quasi esclusivamente sul mondo del calcio. I giocatori torneranno in campo? Si giocherà a porte chiuse? Sarà sicuro?

Il panorama calcio in Europa

Francia. La prima – tra le big – a sospendere il match è la Francia. Il primo ministro francese Edouard Philippe ha ufficialmente comunicato la sospensione dei principali eventi sportivi e culturali, compresi festival e fiere importanti. Questi non potranno essere programmati prima di settembre. Ed ha anche aggiunto che “neanche la stagione 2019-20 degli sport professionistici, in particolare quella del calcio, non potrà riprendere“.

Belgio e Paesi Bassi. Sembrerebbe che questa decisione abbia avuto un certo effetto sugli altri paesi. Iniziano a sorgere dei dubbi su quale sia la decisione più “equa” per i risvolti futuri. Anche perché in Belgio sembra quasi confermata una decisione simile, si attende la conferma il 4 maggio. La Pro League Football, come scrive ANSA, ha proposto lo stop ma serve l’approvazione ufficiale, anche se il governo ha già vietato le manifestazioni di massa fino al 31 agosto. Nel frattempo nei Paesi Bassi, la Federazione Calcistica annuncia che la stagione 2019-20 si ferma, come si legge sul sito ufficiale dell’Eredivisie. Nessun tipo di calcio professionistico sarà giocato fino al primo di settembre. La decisione è stata ufficializzata e si sta già pensando a come gestire gli abbonamenti ed i biglietti dei match annullati.

Germania. Situazione opposta si ritrova nel territorio tedesco, dove gli Stati ed il Governo hanno trattato per individuare l’opzione più favorevole a tutti. La Merkel, che predica disciplina da inizio quarantena ed ha ottenuto “buoni” risultati, esige il rispetto di protocollo di sicurezza e cautela. Alla fine, da un documento ufficiale è arrivato l’ok dei 16 Stati Federali alla ripartenza dei campionati. Ma ancora non c’è ufficialità per la decisione governativa, si dovrà attendere la prossima settimana probabilmente. Alcune voci indicano la ripartenza per giorno 9 maggio ma nulla di certo. Si attende il verdetto finale di Angela.

Spagna. Gli spagnoli osservano molto le mosse dei colleghi e dopo vari confronti decidono di dare il via quantomeno agli allenamenti. In base a quanto riporta il quotidiano sportivo AS, ci saranno delle regole ben definite da rispettare. Tamponi e test per tutti i giocatori e lo staff di ogni club, da lunedì fino al 7. Gli allenamenti riprenderanno tra l’8 e l’11 maggio, mentre si dovrebbe ripartire con i campionati ufficialmente a fine giugno.

Regno Unito. Domani si discuterà del documento sanitario sul protocollo da adottare nel Regno della Regina Elisabetta. Mascherine per tutti ed igienizzazione continua dei palloni. Queste alcune delle regole obbligatorie, in base a quanto afferma il quotidiano Mirror. Previsti, ovviamente, anche i tamponi per tutti. Altre limitazioni in merito al minutaggio delle sessioni di allenamento e al numero di atleti per gruppo verranno decise nella giornata di domani.

Calcio in Europa: il gioco vale la candela?

Calcio in Europa: il gioco vale la candela?

Italia. Il nostro Paese non sta a guardare e cerca di capire se fischiare la fine del campionato o concedere i supplementari. Durante il continuo fraseggio tra Governo e Lega e l’indecisione su chi spetta il tiro per il rigore della decisione finale, le opinioni, come sempre, non sono comuni. Il ministro dello sport Spadafora inizia a vederla più nera che bianca. “Lega e FIGC dovrebbero iniziare a pensare a un piano B“, ha dichiarato a La7. Aggiungendo che la ripresa deve avvenire solo in sicurezza, sennò “saremo costretti a fermarci“. Sembrerebbe che il Comitato Scientifico sia al lavoro per verificare l’attualità del protocollo di sicurezza, anche in relazione alla curva dei contagi. Fino a quando non ci sarà una decisione ufficiale, possiamo attendere, come sempre, e non considerare troppo le lamentele quotidiane.

Ma soprattutto, alla fine, il gioco vale la candela?

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Messi in Serie A? Biancucchi: “Vi spiego la situazione…”

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Messi in Serie A? Biancucchi: "Vi spiego la situazione..."

Intervenuto in esclusiva ai microfoni di FootballNews24.it, il cugino di Leo Messi, Maxi Biancucchi, ha parlato di un possibile approdo della Pulce in Italia, soffermandosi inoltre sul possibile erede del fuoriclasse in Nazionale: “Messi in Serie A? E’ una cosa molto personale, che nessuno può sapere. Ammetto che mi piacerebbe molto vederlo in una squadra diversa, per dimostrare alle persone che sostengono che Messi sia bravo solo al Barcellona che si sbagliano, i geni come lui giocano bene in qualsiasi club. Devo essere sincero, non lo vedo in Italia. So che qualsiasi mia opinione susciterà sospetti ma, come ho detto antecedentemente, la decisione è solo sua. Se posso dirlo, il mio sogno è quello di vederlo con la maglia del Newell’s Old Boys.”

“L’erede di Messi in Nazionale? Deve ancora nascere…”

L’erede di Leo in Nazionale? – continua Biancucchi – E’ una grande incognita, la Selección ha dei grandissimi talenti ma di fenomeni come Leo non ce ne saranno più. Dybala mi piace molto e Lautaro sta crescendo davvero tanto, spero che resti per parecchio tempo ad alti livelli. Credo, però, che l’erede di Messi non sia ancora nato.”

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L’ex Juventus Sissoko: “Stare a casa non è semplice ma dobbiamo pensare al bene di tutti”

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L'ex Juventus Sissoko: "Stare a casa non è semplice ma dobbiamo pensare al bene di tutti"

L’ex Juventus Sissoko: “Stare a casa non è semplice ma dobbiamo pensare al bene di tutti”. Il francese Mohamed Sissoko, ex giocatore tra le altre di Juventus e Liverpool, ha rilasciato un’intervista a FootballNews24 dove ha spiegato come sta vivendo il periodo di quarantena in Francia, delle soluzioni da adottare per questa stagione calcistica e del suo futuro dopo il virus, sperando arrivi il prima possibile. Sissoko ha rivelato la difficoltà del momento anche per lui e per la sua famiglia a Parigi dove la situazione non è ai livelli del nostro Paese ma sta comunque portando molti decessi.

Sissoko ha proseguito sostenendo che l’ambiente calcistico non ha preso il virus alla leggera e che ora le chiusure sono la normale e giusta conseguenza: “Non si può pensare al calcio ora, il presidente Lotito non può non pensare alla salute dei calciatori. Ora a casa gioco con i miei figli e passo del tempo prezioso in famiglia, dopo il virus torno a concentrarmi sulla mia accademia di talenti in Africa”.

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Ecco i giochi multiplayer più giocati di marzo

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Ecco i giochi multiplayer più giocati di marzo

I videogames multiplayer spopolano: ecco i più giocati su PC

Non si può uscire. Non si può neanche andare a casa di un amico per fare un mega-torneo a Fifa, di quelli che finiscono a schiaffi e pugni a causa del solito gol dell’ameba (quello a porta vuota), dunque cosa resta al popolo adolescente? Giocare con gli amici, ma a distanza. #PlayApartTogether direbbe l’OMS. I titoli multiplayer più giocati su PC sono stati CS:GO, Dota 2 e PUBG. Fuori dal podio GTA V e Rainbow Six Siege. Non c’è modo di schiodare Counter Strike dal vertice delle classifiche del multiplayer. Nonostante questo sparatutto sia uscito ormai 8 anni fa, ebbene sì dal 2012 sono passati già 8 anni, rimane un must dei giocatori da mouse e tastiera. Probabilmente non passerà mai di moda, visto che è considerato come uno dei videogame più competitivi di sempre, e di conseguenza anche tra i più bilanciati.

Parlando di Dota 2 c’è poco da dire: è gratis e si è accaparrato tutta quella fetta di giocatori che si è stancata di giocare a League of Legends. Non vuole mollare la lotta a Fortnite il vecchio PUBG, uno dei primi battle royale che ha provato a sfidare il gioco sviluppato da Epic Games. In particolare questo videogame ha conosciuto un momento di splendore anche su smartphone, dove un alto numero di giocatori e ancora oggi attivo. Di GTA e Rainbow c’è veramente poco da dire, sono due classici ormai. Tra l’altro Rainbow sembrerebbe voler scomodare l’impero di CS:GO, chissà se ci riuscirà prima o poi,il tatticismo e la competizione di certo non mancano al gioco sviluppato da Ubisoft.

Su console Warzone fa il boom, Fifa 20 insegue a distanza

Come detto prima, i tornei su Fifa con gli amici mancano come l’acqua, quindi perché non provare ad organizzarsi online? In molti devono averci pensato visto che Fifa 20 è stato il secondo titolo multiplayer più giocato nel mese di marzo. Sicuramente l’immortale modalità FUT avrà fatto la sua parte, tuttavia anche il Pro Club ha conosciuto una seconda giovinezza. D’altronde cosa c’è di più divertente di giocare 22 contro 22 su un campo virtuale? E’ ciò che più si avvicina al calcio vero, e quello sì che ci manca. Bene, passiamo però al primo in classifica, al titolo più giocato, a colui che non ha conosciuto rivali in questo mese e che probabilmente almeno per il prossimo non ne conoscerà: Call Of Duty Warzone. Qui Activision ha fatto centro, strike, tutto!

In un periodo così complicato ha messo sul piatto un battle royale perfetto e rigorosamente gratuito: incredibile. Inoltre non è il solito monotono battle royale: ci sono missioni al suo interno, arrivano approvvigionamenti, quando si muore la prima volta ci viene data una possibilità attraverso un 1vs1 contro un altro morto di recente. E’ un’autentica genialata. Il fatto che sia gratis ha ovviamente spinto il grande pubblico a provarlo, e questo ha permesso al videogame di raggiungere le vette dei download, visto che dopo due giorni erano già 6 milioni gli utenti ad averlo installato. Al terzo posto e ai piedi del podio si sono classificati 2 grandi classici targati Rockstar: il solito GTA V e Red Dead Redemption 2.

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Addio Cometti, l’ex portiere bergamasco vittima del Coronavirus

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Addio Cometti, l'ex portiere bergamasco vittima del Coronavirus

Addio Cometti, l’ex portiere bergamasco vittima del Coronavirus. In sottofondo l’Hallelujah di Jeff Buckley, le immagini di alcune partite in campo, parate e momenti in panchina, ma anche scatti della vita quotidiana. Così Laura Cometti ricorda il padre Zaccaria, spentosi oggi all’età di 83 anni. “Ti voglio ricordare così. Pronto x un altra partita. Ciao papà” – scrive Laura sul suo profilo Facebook. Il dolore per la morte di Zaccaria Cometti colpisce la figlia, come tutti gli italiani e i tifosi dell’Atalanta.

Storico portiere bergamasco tra gli anni ”50 e 60, Cometti rientra tra le migliaia di vittime che non sono riuscite a battere il Coronavirus. Lui che di battaglie in campo ne aveva giocato bene 178 con la maglia della Dea Bendata, non è riuscito purtroppo a vincere quella più importante. Contro il COVID-19. Il nemico in vantaggio netto nella città di Bergamo, che piange l’ennesima vittima.

Un vero atleta tra i pali

Non era solito fare grandi discorsi, Zaccaria era abbastanza timido. Metteva tutte le sue energie e la sua passione in campo. Un uomo forte ed in gamba tra i pali atalantini. Per ben 15 anni vestì la maglia nerazzurra sotto indicazione di Carlo Ceresoli, ex portiere bergamasco e della nazionale. L’esordio a 19 anni con la maglia n.1 decretò l’inizio di una carriera quasi esclusivamente a tinte nerazzurre. Aveva uno stile poco spettacolare ma semplice ed efficace. Spesso si alternava con il collega Pier Luigi Pizzaballa. Come accadde in occasione della Coppa Italia vinta contro il Torino nella stagione 1962-63.

Nel suo palmares c’è anche il campionato di Serie B nel 1959, sempre con la maglia dell’Atalanta. Dopo 15 anni di gioco a Bergamo, concluse la sua carriera da calciatore a Trento. Ritorna nella sua amata città come allenatore del settore giovanile per due anni. Dal 1977 al 1990 divenne vice allenatore e fino al ’92 ricoprì il ruolo di preparatore dei portieri. In questi 15 anni come tecnico lavorò con Titta Rota, Bruno Bolchi, Giulio Corsini, Ottavio Bianchi, Nedo Sonetti, Emiliano Mondonico, Pierluigi Frosio e Bruno Giorgi.

Il saluto dell’Atalanta

La società atalantina ha espresso il suo cordoglio alla famiglia Cometti tramite una nota ufficiale sul sito. “Atalanta in lutto per la scomparsa di Zaccaria Cometti. Bergamasco di Romano di Lombardia, Cometti è uno dei portieri cresciuti alla scuola di Carletto Ceresoli, gioca in Prima Squadra per 11 stagioni, diventa poi allenatore del vivaio, quindi allenatore in seconda ed infine, dal 1975 al 1990, allenatore dei portieri. In totale sono 38 anni: è un assoluto esempio di fedeltà ai colori nerazzurri. Zaccaria Cometti fa parte dell’indimenticabile e storica Atalanta che il 2 giugno 1963 a San Siro supera in finale 3-1 il Torino conquistando la Coppa Italia. È da considerare tra gli atalantini di sempre. Il Presidente Antonio Percassi e tutta la famiglia Atalanta partecipano al dolore dei familiari ai quali rivolgono le più sincere e commosse condoglianze.

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