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Calcio in Europa: il gioco vale la candela?

Le sorti del calcio europeo sono ancora in bilico. La ripresa dei campionati è una decisione che preme a tutti i paesi. Dopo le conferme degli stop da Paesi Bassi, Beglio e Francia, i big cercano di capire se un protocollo di sicurezza può ridurre i rischi e concedere una ripartenza a fine maggio o a giugno. Nel frattempo l'Italia guarda e rischia l'autogol

Calcio in Europa: il gioco vale la candela? Il mondo dello sport sta vivendo una fase nuova ed inimmaginabile. Lo stop complessivo causato dal Covid-19 ha decretato un nuovo modo di vivere la passione per gli sport che ci intrattenevano quotidianamente. Oltre a costituire una perdita economica davvero rilevante, ci ha quasi costretto a trovare nuovi hobbies. Alcuni di noi non sono riusciti ad accettare la mancanza e pregano per la ripartenza. Altri, invece, si sono ormai abituati e preferiscono maggior sicurezza nella sospensione delle competizioni. Anche perchè gli atleti non hanno mai smesso di tenerci compagnia e questo ha reso il distacco da un match o da una gara sulle due ruote più “morbido”.

Ma alle porte di Maggio ci sono ancora troppo punti interrogativi senza risposta. Ogni Paese europeo sta decidendo in base a vari fattori. E, dicendo tutta la verità, i riflettori sono puntati quasi esclusivamente sul mondo del calcio. I giocatori torneranno in campo? Si giocherà a porte chiuse? Sarà sicuro?

Il panorama calcio in Europa

Francia. La prima – tra le big – a sospendere il match è la Francia. Il primo ministro francese Edouard Philippe ha ufficialmente comunicato la sospensione dei principali eventi sportivi e culturali, compresi festival e fiere importanti. Questi non potranno essere programmati prima di settembre. Ed ha anche aggiunto che “neanche la stagione 2019-20 degli sport professionistici, in particolare quella del calcio, non potrà riprendere“.

Belgio e Paesi Bassi. Sembrerebbe che questa decisione abbia avuto un certo effetto sugli altri paesi. Iniziano a sorgere dei dubbi su quale sia la decisione più “equa” per i risvolti futuri. Anche perché in Belgio sembra quasi confermata una decisione simile, si attende la conferma il 4 maggio. La Pro League Football, come scrive ANSA, ha proposto lo stop ma serve l’approvazione ufficiale, anche se il governo ha già vietato le manifestazioni di massa fino al 31 agosto. Nel frattempo nei Paesi Bassi, la Federazione Calcistica annuncia che la stagione 2019-20 si ferma, come si legge sul sito ufficiale dell’Eredivisie. Nessun tipo di calcio professionistico sarà giocato fino al primo di settembre. La decisione è stata ufficializzata e si sta già pensando a come gestire gli abbonamenti ed i biglietti dei match annullati.

Germania. Situazione opposta si ritrova nel territorio tedesco, dove gli Stati ed il Governo hanno trattato per individuare l’opzione più favorevole a tutti. La Merkel, che predica disciplina da inizio quarantena ed ha ottenuto “buoni” risultati, esige il rispetto di protocollo di sicurezza e cautela. Alla fine, da un documento ufficiale è arrivato l’ok dei 16 Stati Federali alla ripartenza dei campionati. Ma ancora non c’è ufficialità per la decisione governativa, si dovrà attendere la prossima settimana probabilmente. Alcune voci indicano la ripartenza per giorno 9 maggio ma nulla di certo. Si attende il verdetto finale di Angela.

Spagna. Gli spagnoli osservano molto le mosse dei colleghi e dopo vari confronti decidono di dare il via quantomeno agli allenamenti. In base a quanto riporta il quotidiano sportivo AS, ci saranno delle regole ben definite da rispettare. Tamponi e test per tutti i giocatori e lo staff di ogni club, da lunedì fino al 7. Gli allenamenti riprenderanno tra l’8 e l’11 maggio, mentre si dovrebbe ripartire con i campionati ufficialmente a fine giugno.

Regno Unito. Domani si discuterà del documento sanitario sul protocollo da adottare nel Regno della Regina Elisabetta. Mascherine per tutti ed igienizzazione continua dei palloni. Queste alcune delle regole obbligatorie, in base a quanto afferma il quotidiano Mirror. Previsti, ovviamente, anche i tamponi per tutti. Altre limitazioni in merito al minutaggio delle sessioni di allenamento e al numero di atleti per gruppo verranno decise nella giornata di domani.

Calcio in Europa: il gioco vale la candela?
Calcio in Europa: il gioco vale la candela?

Italia. Il nostro Paese non sta a guardare e cerca di capire se fischiare la fine del campionato o concedere i supplementari. Durante il continuo fraseggio tra Governo e Lega e l’indecisione su chi spetta il tiro per il rigore della decisione finale, le opinioni, come sempre, non sono comuni. Il ministro dello sport Spadafora inizia a vederla più nera che bianca. “Lega e FIGC dovrebbero iniziare a pensare a un piano B“, ha dichiarato a La7. Aggiungendo che la ripresa deve avvenire solo in sicurezza, sennò “saremo costretti a fermarci“. Sembrerebbe che il Comitato Scientifico sia al lavoro per verificare l’attualità del protocollo di sicurezza, anche in relazione alla curva dei contagi. Fino a quando non ci sarà una decisione ufficiale, possiamo attendere, come sempre, e non considerare troppo le lamentele quotidiane.

Ma soprattutto, alla fine, il gioco vale la candela?

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