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The Beatles, il manoscritto di “Hey Jude” venduto a 910 mila dollari

Cifra record registrata in un'asta californiana per la copia originale del testo di "Hey Jude", celeberrimo brano dei Beatles. Novecentodiecimila dollari è infatti che un anonimo collezionista ha pagato alla casa d'aste Julien's Auctions per venire in possesso del prezioso oggetto. La storia legata al pezzo è quella di un omaggio di Paul McCartney al figlio di Lennon dopo la separazione dei genitori

The Beatles, il manoscritto di “Hey Jude” venduto a 910 mila dollari. A 52 anni dalla sua pubblicazione “Hey Jude” continua ad essere uno dei pezzi più iconici del quartetto di Liverpool più famoso del mondo. I Beatles, veri idoli internazionali della brit-music, nel 1968 pubblicarono il celebre “White Album“, un doppio disco con ben 30 tracce tra le più importanti dell’intera produzione dei “Fab Four“.

Hey Jude sarebbe dovuto essere il pezzo principe della raccolta ma per una serie di problemi di tempistica fu poi pubblicato come singolo qualche mese più tardi. Oggi, a distanza di più di mezzo secolo i riflettori si riaccendono sul testo più ispirato di Paul McCartney (anche se il pezzo è a firma della coppia Lennon/McCartney)per la cifra record a cui, il manoscritto originale è stato aggiudicato in un’asta a Culver City, California.

Cifra record per un manoscritto dei Beatles: il pezzo è stato scritto per Julian, figlio di Lennon

Novecentodiecimila dollari. Tanto è costato, a un fortunato voluto rimanere anonimo, il preziosissimo foglio di carta su cui nel ’68 il bassista, cantante e frontman dei Beatles, Paul McCartney ha vergato i suoi pensieri per il piccolo Julian Lennon circa la tragica separazione del padre John dalla moglie Cynthia. Una storia che ha scioccato lo stesso Julian quando, ad oltre vent’anni dalla sua stesura, è venuto a sapere della verità. L’arrivo nella vita di John di colei che poi sarà moglie e musa del suo lavoro da lì fino alla fine (la visual artist, Yoko Ono) strappò al figlioletto la possibilità di crescere col celebre genitore che si allontanò sempre di più da lui e dalla prima moglie Cynthia Powell.

Paul volle con “Hey Jude” offrire la sua amicizia e comprensione verso il piccolo tanto da arrivare a dichiarare nel 1997: “Partii con l’idea “Hey Jules”, che era Julian, “don’t make it bad, take a sad song and make it better”. Hey, prova ad affrontare questa cosa terribile. Sapevo che non sarebbe stato facile per lui. Mi dispiace sempre per i bambini di genitori divorziati…”, Paul cuore d’oro.

“Hey Jude” nell’immaginario colletivo, brano d’amore e fiducia in sé stessi

Da quel momento il brano diventò uno dei più suonati e richiesti della band inglese, entrando nell’immaginario collettivo come un inno alla resilienza e alla forza interiore. La rivista Rolling Stones lo inserì nella classifica delle 500 canzoni migliori di tutti i tempi e nonostante i 7 minuti di durata rimase uno dei pezzi più riprodotti nelle radio per decenni. Nei cinque anni successivi alla sua pubblicazione il disco arrivò a vendere sette milioni e mezzo di copie.

Il successo travolse i baronetti di Liverpool che videro il loro lavoro ai primi posti nelle classifiche inglesi, americane, canadesi, ed europee. Anche in Italia il brano si prese le sue giuste soddisfazioni soggiornando per quindici settimane nelle Hit Parade e  raggiungendone la quarta posizione.

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