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Lo showman Rosario Fiorello compie 60 anni: gli auguri su i social

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Lo showman Rosario Fiorello compie 60 anni: gli auguri su i social

Lo showman Rosario Fiorello compie 60 anni: gli auguri su i social. Rosario Fiorello, showman che ha assistito Amadeus nell’ultima conduzione del Festival di Sanremo, ha compiuto ieri, 16 maggio, 60 anni. All’inizio del lockdown aveva scherzato con una battuta proprio sui sessantenni. Il one man show, infatti, aveva detto: “Cari sessantenni, so che pensavate di essere ancora giovani, ma invece no…Rientrate nella categoria a rischio“. La frase era rivolta dopo che si parlava di un divieto per gli ultrasessantenni di uscire, anche nelle prime fasi post-lockdown.

Nella sua carriera Fiorello è passato dai villaggi turistici a programmi Tv come il Karaoke, passando anche per pubblicità televisive e programmi radio. Diversi i messaggi di auguri che sono giunti all’artista, amato da tanti.

Jovanotti, ad esempio, citando i versi di una sua celebre canzone, gli ha scritto: “Buon compleanno Fiorello. Il più bravo, il più bello, il più Fiorello! Ti vogliamo bene Rosario! Sei il più grande uomo di spettacolo dopo il Big Bang! Ma sei pure il mio amico e tutte le aiuole del mondo oggi ti festeggiano“. Laura Pausini, che nello stesso giorno ha festeggiato i suoi 46 anni, ha postato sui social: “Oltre che il compleanno di Fiorello, oggi è anche il compleanno di Laura Pausini!

Fiorello compie 60 anni, gli auguri via social di amici e colleghi dello showman

Anche da Radio 1 hanno voluto festeggiare i 60 anni dell’artista. “Auguri Fiorello! Lo showman italiano per eccellenza compie oggi 60 anni. A Sanremo 2020 ci ha raccontato il suo Sanremo del cuore“. A fare gli auguri all’artista anche Giorgia, che ha spesso duettato con lui nei suoi spettacoli e la Polizia di Stato, che in unico post ha fatto gli auguri anche al cantante Claudio Baglioni. “Buon compleanno a Claudio Baglioni e Fiorello. Due grandi artisti, amici della Polizia di Stato. Da sempre al nostro fianco in tanti progetti di musica e legalità. Tanti auguri!“.

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Politica

Donald Trump, il comizio è un disastro: beffato dai Millennials

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Donald Trump, il comizio è un disastro: beffato dai Millennials

Donald Trump, il comizio è un disastro: beffato dai Millennials. Donald Trump beffato dai Millennials: si potrebbe intitolare così lo scherzo orchestrato ai danni del Presidente degli Stati Uniti d’America. A cadere nella trappola non solo lui, ma tutto il suo staff. Un gruppo di giovani americani e di fan dei gruppi musicali coreani, i K-Pop Stans, grazie a TikTok e Twitter hanno realizzato uno scherzetto che è costato caro alla campagna elettorale del Presidente.

I ragazzi hanno finto di acquistare i biglietti per la convention a Tulsa, in Oklahoma, la partenza della campagna elettorale di Trump: oltre a ingannare con il falso acquisto dei biglietti, hanno inondato i social media di messaggi e video per boicottare la convention. “Ho un appuntamento con un albero“, “Devo danzare con le fate” e “Porto a spasso il gatto“: centinaia di messaggi come questi hanno inondato il web, mettendo in crisi lo staff del Presidente.

I Millennials beffano la macchina elettorale di Trump, ma la Casa Bianca minimizza

A Tulsa era atteso un milione di spettatori, in realtà le foto parlano chiaro: intere sezioni del palazzetto vuoto. Tutto frutto di prenotazioni fasulle che i fan K-Pop hanno realizzato online. Non è la prima volta che questi giovanissimi cercano di mettere in cattiva luce la Casa Bianca, soprattutto quando si tratta di temi sociali. Durante le manifestazioni del Black Lives Matters, hanno inondato di messaggi gli hashtags dell’estrema destra, paralizzando il loro tread e hanno anche messo off-line alcune applicazioni della polizia. La Casa Bianca e lo staff di Trump hanno negato lo scherzo ufficialmente, ma alcuni collaboratori hanno confermato l’evidente successo dello scherzo.

In realtà, sembra che l’idea di beffare le prenotazioni sia venuta ad una signora dell’Iowa, Mary Jo Laupp: sul suo profilo TikTok la signora ha fatto vedere come prenotare i posti gratuiti dell’arena, per fare in modo di lasciarli vuoti. Mostra anche come ottenere il biglietto tramite numero telefonico e subito dopo bloccare i messaggi pro-Trump.

Il boicottaggio dei ragazzi sembra una parte della verità. Molti bookmakers sospettano che gli americani abbiamo volontariamente deciso di non andare a Tulsa per protesta. Secondo alcune “voci di corridoio”, fino all’ultimo lo staff di Trump aveva invitato le persone a partecipare, dicendo che c’erano molti posti liberi.

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Gaming

PlayStation 5, anche PewDiePie attacca la prossima console Sony

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https://smartopic.it/tecnologia/playstation-5-e-xbox-series-x-quanto-costeranno-davvero-le-prossime-console/

PlayStation 5, anche PewDiePie attacca la prossima console Sony. Nell’era moderna, far parte della schiera dei cosiddetti fenomeni del web come i youtubers ha un’estrema rilevanza. Questi soggetti, a volte, vantano schiere di follower davvero ragguardevoli. Questi canali gli permettono così, di guadagnare somme di denaro altissime e di esprimere concetti letti e commentati da migliaia di internauti.

Un esempio evidente di questo trend, è rappresentato da Felix Kjellbergha, in arte PewDiePie. Il celebre Youtuber, che sul proprio canale possiede una cosa come 105 milioni di iscritti, ha espresso un giudizio piuttosto negativo sulla presentazione di PlayStation 5. Ecco dunque, cosa ha detto il popolarissimo svedese a riguardo.

PewDiePie attacca Sony: “PlayStation 5 è brutta e potrebbe costate tanto”

PewDiePie è un precursore degli attuali Youtuber. Lo svedese infatti, ebbe la prontezza di creare un canale web nel quale caricare tutti i suoi video inerenti i videogames. Questo, gli ha permesso con gli anni, di accumulare un numero spaventoso di follower e allo stesso tempo di avere una certa credibilità nell’ambito ludico. Ecco perché numerosi portali europei e non, hanno trascritto fedelmente le parole che il celebre trentenne ha speso nei confronti della presentazione di PlayStation 5. Felix in uno dei suoi ultimi video, ha perciò analizzato la conferenza Sony, affermando come sia evidentemente preoccupante che la multinazionale giapponese, non abbia annunciato il prezzo della prossima console.

Questo, secondo PewDiePie, cozza con il modus operandi utilizzato al lancio di PS4, che all’epoca, fu esaltata sin dal principio per il costo inferiore che aveva rispetto ad Xbox One. Infine, lo Youtuber si è concentrato su di un altro aspetto che ha fatto molto discutere, il design di PlayStation 5. Lo svedese ha dunque definito di impulso davvero brutta la console nipponica, aggiungendo in un secondo momento, che vederla da vivo potrebbe migliorare di qualche punto la sua valutazione.

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Calcio

Coppa Italia, festeggiamenti a Napoli tra caroselli e fumogeni: scoppia la polemica

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Coppa Italia, festeggiamenti a Napoli tra caroselli e fumogeni: scoppia la polemica

Coppa Italia, festeggiamenti a Napoli tra caroselli e fumogeni: scoppia la polemica. Ieri il Napoli ha battuto ai rigori la Juventus nella finale di Coppa Italia, 4 a 3 ai rigori. Vittoria: la squadra di Rino Gattuso vince. In uno Stadio Olimpico vuoto, dove i giocatori hanno indossato da soli le medaglie e alzato la coppa al cielo senza il Presidente della Repubblica. Pochi festeggiamenti allo stadio, troppi in città. Dopo le undici, ora del fischio finale, a Napoli sono scesi in strada in migliaia, quasi cinquemila: cori, abbracci, urla, fuochi d’artificio e caroselli hanno invaso le strade. Poche se non nulle le mascherine, addio alle distanze sociali e agli appelli alla sicurezza.

Napoli, il giorno dopo la grande festa tra polemiche e rassegnazione

Dal mondo scientifico e dal mondo politico sono montate le proteste e le accuse. Matteo Salvini, leader della Lega, dopo le accuse alla manifestazione del centro destra a Roma, si scaglia contro il Governatore della Campania Vincenzo De Luca: “Mi domando dov’era il signor De Luca, quello che voleva usare il bazooka. Siccome hanno rotto le scatole a me per la distanza e la mascherina, qui c’erano molte migliaia di persone. Son contento per loro, ed è un bel segno per Napoli, ma non possono condannare Salvini. Io lascerei più libertà”.

Dello stesso avviso il direttore aggiunto dell’OMS Ranieri Guerra: ad Agorà il direttore si dice rammaricato per lo spettacolo di ieri sera e non usa mezzi termini: “Sciagurati! In questo momento non ce lo possiamo permettere, per fortuna è accaduto a Napoli, dove governatore e sindaco hanno messo in atto misure rigide e l’incidenza del virus è più bassa che altrove”. 

Il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris su La7 cerca di spegnere le polemiche sul nascere: “Ha vinto il contagio della vittoria”, mentre il presidente De Luca si congratula con la squadra per la vittoria. Una magra consolazione però visto che il Sud Italia ha visto ben pochi contagi rispetto al Nord e molti temono in un cambio di rotta.

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Politica

Movimento 5 Stelle, scandalo soldi dal Venezuela: Grillo frena, “è una bufala”

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Movimento 5 Stelle, scandalo soldi dal Venezuela: Grillo frena, "è una bufala"

Movimento 5 Stelle, scandalo soldi dal Venezuela: Grillo frena, “è una bufala“. Il quotidiano spagnolo ABC ha riportato ieri una notizia che, se confermata, avrebbe una forte ripercussione sul nostro governo. Sembra che nel 2010 il governo Venezuelano di Hugo Chavez abbia finanziato il Movimento 5 Stelle con 3 milioni e mezzo di euro. La somma sembra sia arrivata in Italia per mezzo di una valigetta totalmente in contanti e direttamente nelle mani di Gianroberto Casaleggio, per via di un console venezuelano a Milano, Gian Carlo Di Martino. A supporto della tesi, il quotidiano ha anche pubblicato uno stralcio di un documento riservato dei servizi segreti venezuelani. Il documento viene riportato sul profilo Twitter del quotidiano.

Dura la reazione del Movimento, sono solo fake news: Davide Casaleggio annuncia querele

Le reazioni da parte del Movimento 5 stelle non sono tardate ad arrivare. Il figlio di Gianroberto Casaleggio, Davide, si dice amareggiato per l’affronto alla memoria del padre e annuncia querele: “Io non so perché un giornale spagnolo racconti in copertina una fake news. Io non so perché i giornali italiani non approfondiscano minimamente la notizia scoprendo, ad esempio, che se ne parlò anche negli anni scorsi, ma finì nel nulla come tutte le fake news”. Il Portavoce dei Pentastellati, Vito Crimi, parla di una “ridicola fake news“. Ovviamente, il governo di Caracas bolla come false le notizie e non confermano la veridicità del documento. C’è però da ricordare che il Movimento 5 stelle abbia sempre appoggiato il governo Venezuelano, anche durante gli scontri contro il governo Maduro, succeduto a Chavez.

Intanto dalle opposizioni sale la protesta: la Lega e Fratelli d’Italia chiedono al Movimento 5 stelle di riferire in Aula sull’accaduto. “Al momento al governo, anziché il modello Genova per rilanciare opere pubbliche, economia e imprese c’è, tristemente, un modello misto Cgil-Venezuela”, ha attaccato Matteo Salvini. Secondo Giorgia Meloni “l’incomprensibile simpatia” del Movimento verso il governo Venezuelano potrebbe spiegare il perché di questa vicenda.

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Cinema

Alberto Sordi, De Sica si unisce al ricordo del grandissimo attore romano

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Alberto Sordi, De Sica si unisce al ricordo del grandissimo attore romano

Alberto Sordi, De Sica si unisce al ricordo del grandissimo attore romano. Il nostro cinema ha una lunghissima tradizione composta da attori che hanno fatto la storia di questo settore. Veri e propri mostri sacri si sono susseguiti per anni interi, rendendo la branca dello spettacolo italiano florido e rispettabile in tutto il mondo. Uno di questi è certamente Alberto Sordi, romano doc che nella giornata di domani avrebbe compiuto 100 anni. L’Italia intera ha dunque deciso di ricordare la sua poliedricità mista a quella inconfondibile simpatia, che certamente avrebbe aiutato in un momento attuale cosi difficile dal punto di vista economico e umanitario.

Christian De Sica ricorda Alberto Sordi: “Mio padre lo lanciò per primo”

Ovviamente Sordi non è amato solo dal grande pubblico, ma anche da tutti quegli attori che magari da bambini sognavano di diventare come lui. Christian De Sica, ad esempio, è uno che ha imparato molto dal compianto interprete. Il sessantanovenne romano, intervenuto a Domenica In, ha raccontato parte del suo rapporto personale che ha avuto negli anni con Alberto Sordi.

Il noto figlio d’arte, ha infatti confessato come suo padre, l’immortale Vittorio De Sica, abbia sostanzialmente lanciato il grande Albertone nel mondo dello spettacolo prima ancora che lo facesse Federico Fellini, affidandogli la parte di protagonista nel film “Mamma mia, che impressione!” e producendogli poi la sua prima pellicola. Dopo di questo, Christian ha rivelato come Sordi sia stato come uno zio per lui, definendolo una persona molto simpatica e solare, pregi raramente riscontrabili nella vita quotidiana di un comico.

Infine, De Sica, ha terminato il suo racconto con un aneddoto, testimoniando come Sordi avesse l’abitudine di mettersi talmente tanto profumo addosso da rendere quasi l’ambiente irrespirabile. Insomma, delle storie bellissime, tratte da uomini che hanno contrassegnato quel fantastico mondo che noi chiamiamo cinema!

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Cinema

Alberto Sordi, un pezzo di cuore italiano nel suo centenario

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Alberto Sordi, un pezzo di cuore italiano nel suo centenario

Alberto Sordi, un pezzo di cuore italiano nel suo centenario. 15 Giugno 1920. Cento anni fa nasceva un artista italiano che ricorderanno anche i figli dei nostri figli, Alberto Sordi. Versatilità d’altri tempo e talento puro in qualsiasi ruolo ricoperto. Compositore, cantante, sceneggiatore, regista, attore, comico e doppiatore. Alberto Sordi è uno di quegli interpreti di cui noi italiani ci vanteremo sempre. Tutt’oggi rappresenta il simbolo di romanità e del grande cinema italiano – e dell’Italia stessa. Più di 200 film, ha ricevuto innumerevoli premi e nomination per le sue celebri performance. In occasione del suo centenario vogliamo ricordare le grandi gesta di Alberto Sordi e rivivere ancora una volta quelle emozioni che ci ha trasmesso.

I primi passi

Figlio di Pietro Sordi, professore di musica e strumentista, e di Maria Righetti, insegnante elementare, Alberto inizia nel mondo della musica. Passa l’infanzia a Valmontone studiando canto lirico e finendo per cantare come soprano nel coro di voci bianche della Cappella Sistina, fino a divenire un basso naturale. Dopo un disco di fiabe per bambini, a 16 anni tenta la strada della recitazione iscrivendosi all’Accademia dei Filodrammatici a Milano. Il trasferimento causa l’abbandono degli studi – qualche anno dopo prenderà il diploma di ragioniere per la felicità della madre. Ma non va tutto secondo i piani. L’Accademia lo rifiuta per il suo accento romano, lo stesso che sarà uno dei suoi segni distintivi.

Torna nella capitale e inizia la carriera di doppiatore, esordendo prestando la voce al famoso Oliver Hardy – Ollio del duo Stanlio e Ollio. Fino al ’56 doppiò Ollio e altri attori come Bruce Bennett e Anthony Quinn, ma anche Franco Fabrizi e Marcello Mastroianni. Allo stesso tempo, Albertone non molla il teatro e il cinema. A fine anni ’30 muove i primi passi nel teatro leggero, interpretando anche un ballerino di fila. Nonostante la chiamata alle armi del 1940, per il cui presta servizio presso la banda musicale, Sordi prosegue la carriera artistica partecipando a varie pellicole come Tutto l’oro del mondo.

Alberto Sordi da giovane

Un giovane Alberto Sordi

Alberto Sordi: la carriera tra radio, musica e cinema

I primi segni di celebrità

Spostatosi su un altro canale, quello radiofonico, Alberto inizio a farsi conoscere un pò tramite la sua satira di alcuni personaggi de I compagnucci della parrocchietta, fino ad arrivare a Vittorio De Sica che gli propone la trasposizione cinematografica Mamma mia, che impressione! Il successo in radio arrivò con l’interpretazione di personaggi celebri come il Conte Claro e Mario Pio, all’inizio degli anni Cinquanta. Una serie di programmi e collaborazioni lo mantengono nel mondo radiofonico per qualche anno. Riesce a entrare nel mondo del cinema con ruoli minori, che interpreterà nei primi 10 anni di carriera cinematografica. Tra questi ricordiamo I 3 aquilotti, L’innocente Casimiro e Lo scocciatore – pellicola ritrovata solo nel 2003 – in cui Alberto interpreta un vicino di casa super petulante in cerca di un’avventura galante con una bella donna.

Federico Fellini e Stefano Vanzina

Tra i film degli anni 50 ricordiamo Lo sceicco bianco, con la direzione di Federico Fellini, anche se quanto a popolarità ebbe più fortuna con un ruolo da non protagonista in un altro film di Fellini, I vitelloni. Subito dopo Alberto Sordi incontra StenoStefano Vanzina – con cui si concede tre film: Un giorno in pretura, Un americano a Roma e Piccola posta. Si consacra con questi il ruolo del personaggio giovane e pigro, approfittatore e infantile, vigliacco e qualunquista che ha conquistato tutti gli italiani. Tutti abbiamo apprezzato l’interpretazione del giovane Nando in Un americano a Roma. Tanto che lo ritroviamo nell’episodio Fuoco del film Di che segno sei? di Sergio Corbucci. Qui il ragazzo è una guardia del corpo di un industriale miliardario. E qui Alberto Sordi varca i confini nazionali e arriva a Kansas City.

Un Americano a Roma cover

Cover de Un americano a Roma

Il successo di Sordi lo portò a girare e girare pellicole, arrivando a 10 l’anno. Ma non si dimenticò della sua infanzia immerso nella musica. Nel 1956 realizza una commedia che narra le vicende di uno studente di canto viziato e presuntuoso, Mi permette, babbo! L’anno successivo si iscrive alla SIAE come suonatore di mandolino e ottiene la qualifica di “Compositore melodista“.

L’italiano medio

Negli anni successivi si diffonde il format della commedia all’italiana e l’Albertone si cala nei panni dell’italiano medio, il più delle volte collaborando alla sceneggiatura e ai tratti del soggetto da interpretare. Alcuni punti sono immutabili. Un personaggio prepotente con i deboli ma adulatorio con i potenti in cerca di ricompense. Tra queste interpretazioni si ricordano il celebre maestro Impallato, che scopre un allievo prodigio nel canto lirico, in Bravissimo di Luigi Filippo D’Amico. Come dimenticare poi il gondoliere rivale in amore di Nino Manfredi in Venezia, la luna e tu e il marito tormentato dalla moglie e pieno di debiti ne Il vedovo, entrambi diretti da Dino Risi. E poi Il moralista di Giorgio Bianchi, in cui interpreta un componente di una commissione censoria che giudica manifesti e film hot ma in privato ingaggia ballerine di nightclub a scopi non proprio morali.

La svolta

Solitamente quando c’è un problema di gruppo nei confronti di un superiore ci si allea e si cerca una strategia per risolverlo ma, il più delle volte, si trova un delegato per tutti. Ne La grande guerra Alberto interpreta un soldato indolente e imboscato che però morirà da eroe. In questa pellicola, Sordi riesce a calarsi nei panni dell’italiano che non ha abbastanza coraggio per affrontare il comandante e, allo stesso tempo, di quel soldato che muore per la patria. Questo film consacrò definitivamente il talento cinematografico di Alberto Sordi. In seguito, recitò in altri film diretti da Luigi Zampa come Il vigile o da Vittorio De Sica come Il Boom, eccellendo sempre nell’interpretazione. Ogni nuovo personaggio da personificare garantiva una pellicola di successo.

Tra le tante celebri pellicole, ricordiamo Detenuto in attesa di giudizio di Nanni Loy, in cui Alberto interpreta un geometra incarcerato senza un reale motivo durante le vacanze, per il quale vince l’Orso d’argento al Festival di Berlino. E la punta di diamante della sua carriera, il ruolo drammatico in Un borghese piccolo piccolo di Mario Monicelli. Diciannove film da regista e più di 200 recitati fanno sì che Alberto Sordi collezioni cinque Nastri d’argento, sette David di Donatello – oltre altri numerosi premi minori – e il Leone d’oro alla carriera al Festival di Venezia.

L’addio di Alberto Sordi dopo le ultime pellicole e la televisione

Dagli anni 80 Alberto recitò meno a causa di un trend calante per la commedia all’italiana ma non mancarono i successi come il doppio ruolo di nobile romano e popolano carbonaro ne Il marchese del grillo di Mario Monicelli. Incontra anche colui che molti hanno battezzato come suo erede, Carlo Verdone, con cui recita e dirige in In viaggio con papà. Alberto si fa notare anche in televisione, partecipando a diverse trasmissioni televisive tra cui Studio Uno con Mina e Canzonissima con Raffaella Carrà. In più, realizza il programma Storia di un italiano.

Nel 2001 si ammala di tumore ai polmoni interrompendo le uscite. Lo stesso anno si presenta nello studio di Bruno Vespa a Porta a Porta. L’anno dopo riceve due lauree honoris causa, rispettivamente dalla IULM di Milano e dall’Università di Salerno. Non si è mai sposato, mantenendo sempre molto riserbo per le relazioni avute durante gli anni. Alla domanda ricevuta in molte interviste in merito al mancato matrimonio rispondeva: “Che mi metto un’estranea in casa?“. L’ultima partecipazione pubblica risale al programma Italiani nel mondo con Pippo Baudo. Una folla immensa si presentò a omaggiare la salma di Sordi dopo la sua morte a 82 anni, il 24 febbraio del 2003.

Mai banale, idolo per le generazioni vecchie e nuove, l’Albertone nazionale rappresenta un interprete d’altri tempi che con semplicità e genuinità riusciva a far trasparire i tratti di un pò tutti noi italiani tra bravate e gesti sorprendenti. Inimitabile, talentuoso, allegro e un pezzo di cuore della nostra Italia. Un pilastro intramontabile della storia del cinema italiano.

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Cultura

Auguri Giovanna Botteri, la “nostra” inviata compie oggi 63 anni

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Auguri Giovanna Botteri, la "nostra" inviata compie oggi 63 anni

Auguri Giovanna Botteri, la “nostra” inviata compie oggi 63 anni. “Se la donna da soggetto diventa oggetto del racconto c’è qualcosa di sbagliato”. E’ con queste parole che Giovanna Botteri, storica giornalista italiana, ha stroncato tempo fa una critica nata da un servizio di Striscia la Notizia per il suo aspetto fisico. Determinata, caparbia e soprattutto Giornalista con la G maiuscola, oggi la Botteri compie 63 anni. Negli ultimi mesi è stata sul fronte cinese a raccontare in prima linea il disastro della Pandemia da Covid-19 nel focolaio di Wuhan. Una professionista che non si è mai tirata indietro da situazioni scomode ed a sempre raccontato le vicende del mondo con professionalità e umanità.

https://www.instagram.com/p/CAZ0r4NCZys/?utm_source=ig_web_copy_link

Chi è Giovanna Botteri, vita privata e professionale di un volto storico del giornalismo italiano

Figlia del giornalista Guido Botteri, Giovanna nasce a Trieste il 14 giugno 1957; la madre era originaria del Montenegro. Dopo la laurea in Filosofia e un dottorato in Storia del cinema alla Sorbona di Parigi, Giovanna decide di seguire le orme del padre e intraprende la carriera da giornalista. Inizia in piccoli quotidiani locali fino a quando nel 1985 lavora al fianco di Michele Santoro. Da lì, arriva un ruolo come corrispondente esteri per la redazione del Tg3, dove prende il via la sua carriera nel mondo. E’ stata sempre in prima linea nelle zone più calde del pianeta. Nel 1991 era presente durante il crollo dell’Unione Sovietica e, poi, nella guerra in Bosnia e Sarajevo. Ha lavorato con Miran Hrovatin, il fotografo ucciso insieme ad Ilaria Alpi. Ha seguito la Guerra del Golfo in Iraq e Afghanistan ed era in diretta quando iniziarono i bombardamenti a Baghdad nel 2003. Era a New York quando crollarono le Torri Gemelle e, adesso, è in Cina da quando è scoppiata la pandemia di Covid-19.

Non si sa molto della sua vita privata: ha una figlia nata dalla relazione con il giornalista Lanfranco Edwards Pace, con il quale si è separata da un pò di tempo.

Oltre a vincere molti premi giornalistici, due volte nel 2000 e nel 2003 il Premio Ilaria Alpi e il Premio Flaiano nel 2018, è anche Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal 2003.

Gli auguri a Giovanna Botteri, diventata simbolo della lotta al body shaming

Suo malgrado, Giovanna Botteri si è trovata nel mezzo di un servizio di Striscia La notizia, che la “redarguiva” per il suo aspetto poco curato. Giovanna, dal canto suo, non ha mai voluto aizzare le polemiche anzi: con grande classe, ha dato una lezione di stile sul ruolo della donna. Su Facebook Che Tempo Che fa, ha voluto farle gli auguri riportando proprio le parole che Giovanna ha usato per porre fine alla questione dell’aspetto fisico. E noi le riproponiamo, per fare gli auguri ad una grande donna ed una grande giornalista.

https://www.facebook.com/chetempochefa/posts/4138392056202879

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Cinema

Netflix, Dark 3: il cerchio si chiude con Martha TRAILER

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Netflix, Dark 3: il cerchio si chiude con Martha TRAILER

Netflix, Dark 3: il cerchio si chiude con Martha TRAILER. Oggi, in tendenza su Twitter troviamo #DarkNetflix. Qualche ora fa è spuntato online il nuovo trailer della terza e ultima stagione di Dark. Netflix ha postato il video sui propri canali ufficiali. Così come hanno fatto i profili di Dark e di alcuni attori della serie. Lo stesso regista Baran Do Odar aveva pubblicato ieri sul suo Instagram un countdown per segnalare che mancavano 24 ore all’uscita di qualcosa citando il famoso motivetto di HelgeTick Tock” nella didascalia. Oggi, ci troviamo un trailer di 2 minuti in cui sono diversi gli indizi sul flusso che seguirà Dark 3. I fans sono rimasti soddisfatti dalle anticipazioni della serie tedesca, ma quali sono i nuovi segni? Prima di lasciarti alle scoperte di Dark 3 ti consigliamo un breve ripasso di un solo minuto delle due stagioni precedenti, gentilmente offerto da Netflix.

“Ti aiuterò a trovare l’origine”

Una sorta di promessa è quella dichiarata dalla nuova Martha a Jonas. Si apre così il trailer di Dark 3. Riprendendo il finale della seconda stagione, in cui Jonas incontra una Martha del futuro con la frangetta, e si capisce come il suo ruolo sarà fondamentale per capire come interrompere il ciclo. Cioè come identificare l’origine di tutto. “Quella cosa che dà inizio a tutto. Nel tuo mondo e nel mio“, queste le parole di Martha che ci fanno già emozionare. Si potrà così scoprire qual è stato l’episodio scatenante i cicli fin qui visti. Accennando a un legame inseparabile fra i due – con un sospettoso segno dell’infinito inquadrato più volte – Martha spiega perché tutto si ripete sempre. “Tutto si ripete perché nessuno è pronto a mollare“, come se ci fosse sempre qualcuno che indaga e non permette al cerchio di chiudersi.

Netflix, Dark 3: il cerchio si chiude con Martha TRAILER

La Martha del futuro in Dark 3

Martha in bici di fronte la centrale nucleare. Martha che si sveglia improvvisamente a causa di un incubo. Martha che entra nelle grotte di Winden. Si susseguono tutti questi frame che non possono che non ricordarci Jonas. Abbiamo già visto lui in queste scene. Si tratta, dunque, di un parallelismo bello e buono. Condito dall’associazione di due mondi paralleli in cui si trovano rispettivamente Martha e Jonas. Entrambi si imbattono in questi cicli e viaggi spaziotemporali che porteranno all’apocalisse, in entrambi i mondi.

“Voglio sapere la verità”

Un pò è quello che ci domandiamo tutti noi dal primo episodio di Dark. Qual è la verità? Chi è Jonas? Come si ferma l’apocalisse? Pian piano i dubbi sono emersi minuto dopo minuto. E sembrerebbe che con questa ultima stagione avremo una risposta a tutto. Nel trailer, però, ci sono altre anticipazioni. “E se può esserci solo un mondo? Un mondo senza di te“, continua Martha. A queste seguono alcuni frame in cui si rivede il nuovo personaggio dal labbro leporino presentato nel teaser di qualche settimana fa. Sarà un personaggio chiave. Poi Martha e Jonas incontrano un altro nuovo personaggio all’uscita dalla caverna che non rispecchia la solita: un deserto. Frame troppo breve per capirci qualcosa in più. Spunta Adam. Jonas gli chiede cosa vuole da lui. “Voglio che il tuo viaggio volga al termine“.

Bene, signori e signore, sembrerebbe che il destino di Jonas sia solo uno a conclusione di questo ciclo. Le scene successive a questo dialogo sono molto confusionarie. Buchi neri, esplosioni, colpi di scena che sembrano far sparire nel nulla Martha e Jonas. Alla fine, però, appare in maniera evidente un frame in cui troviamo le tre versioni del nuovo personaggio col labbro leporino – al 99% è lui – che si incontrano con una donna, girata anch’ella di spalle. Ha i capelli lunghi e grigi, per cui anziana, e dinanzi a lei si trova un grande quadro che raffigura Adamo ed Eva, che potrebbero corrispondere a Martha e Jonas. Ma chi è la donna? E se fosse Martha?

Siamo certi che ne vedremo delle belle. L’hype è alle stelle. I fans – e anche noi – non vedono l’ora di assaporare la terza e ultima stagione della miglior serie di sempre. Esiste un wormhole per arrivare al 27 Giugno?

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Cinema

J.K. Rowling, la Warner Bros si schiera contro la scrittrice di Harry Potter

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J.K. Rowling, la Warner Bros si schiera contro la scrittrice di Harry Potter

J.K. Rowling, la Warner Bros si schiera contro la scrittrice di Harry Potter. Negli scorsi giorni, il mondo del web si era scandalizzato a causa delle parole postate sul proprio account Twitter della nota scrittrice britannica, J.K. Rowling. L’autrice di Harry Potter, aveva infatti ironizzato sull’universo dei transgender, scatenando di conseguenza un’ondata di disapprovazione, arrivata da tutti coloro che difendono i diritti di scelta. Il dissenso per ciò che è stato pubblicato ha toccato davvero vette elevatissime, tant’è che ancora oggi l’argomento tiene banco. La celebre Warner Bros, ha infatti sentito il bisogno di esprimere il proprio pensiero, distaccandosi automaticamente dal concetto espresso frettolosamente dalla Rowling.

La Warner Bros distende una mano per la comunità trans mentre la Rowling si difende

Nel ventunesimo secolo può sembrare davvero bigotto, leggere ancora commenti discriminatori nei confronti di razze etniche o generi sessuali. Eppure la Rowling è cascata sulla cosiddetta buccia di banana, attirando su di se, l’ira di tantissime persone. Questo ha costretto Warner Bros, la celebre casa produttrice di tantissime pellicole tra cui ovviamente sono presenti le riproduzioni cinematografiche dedicate ad Harry Potter, a dover emettere un comunicato stampa. La nota azienda statunitense ha affermato come le diverse culture presenti in tutto il mondo, sono fondamentalmente la forza che permette allo spettacolo di andare avanti e che ogni comunità deve essere compresa e caldeggiata a livello empatico.

Nella giornata di ieri, erano arrivate persino le parole di Daniel Radcliffe, uno che deve molto ai romanzi della scrittrice britannica. L’attore, che ha prestato il suo volto al maghetto nemico di Voldemort, si è voluto gettare nel polverone, dichiarando come le donne transgender, siano donne al 100%. In tutto questo la Rowling ha deciso di rispondere per le rime, pubblicando oggi un altro post, ben più lungo di quello incriminato, nel quale ha cercato di chiarire la sua posizione per poi confessare persino di essere stata vittima da giovane di abusi sessuali. Insomma una storia che poteva davvero essere evitata!

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Attualità

Just Eat Takeaway pronta a mangiare Grubhub, nuovo colosso del food delivery in arrivo

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Just Eat Takeaway pronta a mangiare Grubhub, nuovo colosso del food delivery in arrivo

Just Eat Takeaway pronta a mangiare Grubhub, nuovo colosso del food delivery in arrivo. Arriva l’accordo tra due colossi del food delivery è ufficiale: Just Eat Takeaway acquista Grubhub. Il servizio online di ordinazione e consegne food Just Eat, famoso in tutto il mondo, vuole allargare i mercati di dominio per eliminare i concorrenti. Qualche mese fa Takeaway.com, società olandese che opera nello stesso settore, ha acquistato ufficialmente Just Eat prolungando il suo nome e fondendo le due società. Adesso, hanno pensato di acquisire una società americana per ampliare il suo bacino di utenza. Grubhub è la più importante negli Stati Uniti nel settore del delivery food con quasi 20 milioni di utenti attivi – probabilmente aumentati se si considera il recente lockdown. Just Eat Takeaway pagherà 75,15 dollari per ogni azione di Gruhub, investendo complessivamente 7,3 miliardi di dollari. Non solo conquista il mercato americano ma batte anche il concorrente Uber Eats che aveva presentato un’offerta a Grubhub.

Just Eat Takeaway pronta a mangiare Grubhub, nuovo colosso del food delivery in arrivo

Just Eat Takeaway pronta a mangiare Grubhub, nuovo colosso del food delivery in arrivo – Jitse Groen

Circa 20 anni fa, Jitse Groen fondò Takeaway quando frequentava l’Università e si accorse che era davvero difficile trovare online i menù dei locali per ordinare qualcosa da mangiare. Oggi è milionario e amministratore delegato di Just Eat Takeaway e con questo colpo conferma la sua ambizione e brillantezza. In un comunicato congiunto si legge che Takeaway e Grubhub avranno più di 70 milioni di clienti in tutto il mondo con un ammontare di 600 milioni di ordini stimati all’anno. Dalla loro unione si creerà la più grande società di consegne a domicilio al di fuori della Cina. Al fianco di Groen a capo della società vi sarà Matt Maloney, CEO di Grubhub, in qualità di direttore delle operazioni del nuovo gruppo in America.

Just Eat Takeaway e Grubhub: l’esperienza di due veterani

Just Eat Takeaway pronta a mangiare Grubhub, nuovo colosso del food delivery in arrivo

Just Eat Takeaway pronta a mangiare Grubhub, nuovo colosso del food delivery in arrivo

La quarantena ha aumentato in maniera smisurata l’utilizzo dei servizi di delivery. Ciò ha chiaramente dato possibilità alle aziende in questo settore di avere più clienti ma anche più concorrenza. Takeaway e Grubhub erano già noti prima della pandemia e ricavavano già miliardi dal loro business. Come riporta la BBC, Jitse Groen sa bene che l’esperienza conta. “Matt e io siamo i due veterani del food delivery rimasti nel settore. Abbiamo avviato le nostre rispettive attività all’inizio del secolo, in due continenti diversi. Entrambi crediamo fermamente che solo le aziende con una crescita redditizia e di alta qualità possono sostenere il nostro settore“. Tale consolidamento non è ancora ufficiale al cento per cento in quanto serve l’approvazione degli azionisti e della regolamentazione. Sembrerebbe che nel primo trimestre del 2021 arriverà l’ufficialità.

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