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Justin Kurzel torna a parlare di Assassin’s Creed: “Troppe idee per un solo film”

Justin Kurzel, noto regista australiano, è tornato a parlare delle motivazioni che non permisero alla sua riproduzione cinematografica del noto videogame Assassin's Creed di ottenere il dovuto successo

Justin Kurzel torna a parlare di Assassin’s Creed: “Troppe idee per un solo film”. Trasformare un libro in un film può certamente funzionare. La storia ne è piena e tutti noi siamo legati almeno ad una pellicola tratta da un romanzo o da una novella. Il discorso è diverso invece, quando la trasposizione viene effettuata da un videogame. Perché certamente il prodotto si presta ad un pubblico più ristretto, di nicchia. Inoltre, adattare le vicende di un gioco ad un lungometraggio è spesso compito assai difficile. Ne sa qualcosa Justin Kurzel, regista che ha diretto il flop cinematografico Assassin’s Creed. Ebbene in una recente intervista, il quarantacinquenne australiano ha provato a spiegare le motivazioni di tale insuccesso.

Justin Kurzel: “Per Assassin’s Creed c’erano tante idee ma poco tempo per svilupparle”

Assassin’s Creed nacque come un progetto ambizioso, tanto che il protagonista scelto per vestire i panni di Callym Lynch e Aguilar De Nerha fu Michael Fassbender, uno che di strada a Hollywood ne ha fatta molta. Il film tuttavia si rivelò un fiasco notevole, facendo imbufalire sia i fan della saga sia i produttori che sponsorizzarono la pellicola. A distanza di ormai 4 anni dalla sua uscita, Justin Kurzel è voluto tornare a parlare delle ragioni per le quali il lungometraggio ha fallito cosi bruscamente.

Il regista, intervistato dal portale The Playlist, ha spiegato come diversi aspetti del videogame fossero magnifici ma maledettamente complicati da riprodurre su girato. Il titolo a cui si ispira la copia cinematografica, infatti, si basa su di un personaggio che viaggia a piacimento nel tempo per raggiungere epoche remote. Questo, secondo Kurzel, fu estremamente difficile da replicare. Inoltre, il regista ha sottolineato come sia stato praticamente impossibile effettuare una trasposizione di un romanzo da moltissime pagine, in un film di appena 90 minuti. Per concludere, l’australiano ha definito Assassin’s Creed come una pellicola con buoni spunti, ritenendo eccessive alcune critiche da lui lette.

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