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Cultura

Il videomessaggio di Alberto Angela commuove l’Italia

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Il videomessaggio di Alberto Angela commuove l'Italia

Il videomessaggio di Alberto Angela commuove l’Italia. In occasione di questi giorni di permanenza nelle nostre abitazioni la Rai ha pensato di riproporre alcuni viaggi del mitico Alberto Angela. Ieri sera, è andato in onda Stanotte a Venezia per vivere le meraviglie del capoluogo del Veneto, come annunciava lo stesso Alberto.

Lo spoiler su Facebook

Prima della puntata Stanotte a Venezia, Rai 1 manda in onda un video-messaggio di Alberto Angela, probabilmente registrato da casa sua. Le parole di Alberto approfondiscono meglio il messaggio che aveva pubblicato su Facebook. “Nel nostro modo di vivere, di pensare, di scrivere, di amare, di vestire o di mangiare ci sono almeno 3000 anni di civiltà. E l’insieme di questi valori sta guidando oggi il nostro paese in questa emergenza, aiutandolo ad agire in un modo che serve persino da modello a tante altre nazioni.

Aggrappandosi alle generazioni passate, che ci hanno tramandato i valori e la cultura di oggi, Alberto ci tiene a fare una precisazione. “Di fronte ai capolavori che ci hanno lasciato guardiamo spesso alle generazioni passate con tanta ammirazione. Ma tutti noi dobbiamo avere la consapevolezza che anche noi, come generazione, proprio nel modo in cui stiamo affrontando l’emergenza, lasceremo a chi verrà dopo un esempio, donando dei valori, esattamente come hanno fatto le generazioni che ci hanno preceduto.

https://www.facebook.com/albertoangelaofficial/photos/a.678183932228243/2929557037090910/?type=3&theater

Il commovente video-messaggio

Il video messaggio di Alberto Angela che precede la puntata di Venezia inizia parlando del patrimonio italiano. Si parte dai valori trasmessi dalle generazioni che ci hanno preceduto e che ancora oggi possiamo ritrovare, come la genuinità, la professionalità o la creatività. Come se il passato guardasse al presente per indirizzarlo al futuro. Ma Alberto parla anche di un nuovo volto dell’Italia, stupito dall’avere la possibilità di vederlo.

Non avrei mai pensato di vedere un nuovo volto, unico, del nostro Paese prendere forma davanti ai miei occhi. Non si tratta di un monumento, ma di una azione collettiva. Di un’azione dell’Italia. Tutto accade grazie a voi.” E qui iniziano i ringraziamenti sentiti per tutti gli italiani che stanno lavorando sul campo, non solo in quello medico, e anche per chi fa il suo dovere restando a casa.

Voi che siete negli ospedali, nei reparti di terapia intensiva, chi si occupa delle analisi, chi si occupa di dover pulire questi luoghi, chi si occupa della loro amministrazione. E ancora chi sta nei trasporti, nei supermercati, in quelle aziende che ancora lavorano, le Forze dell’Ordine, l’Istituto Sanitario. Insomma, tutti sono in prima linea, e stanno veramente rappresentando l’Italia. E poi ci siete anche voi. Voi che siete a casa, come me. Si, perché non viene mai detto abbastanza che anche voi state salvando delle vite. Non uscendo di casa impedite al virus di diffondersi e quindi salvate tante vite. Certo, molti non ce l’hanno fatta. E penso soprattutto al vuoto incolmabile che hanno lasciato in tante famiglie e io mi stringo tanto a loro. Abbraccio idealmente le persone che soffrono in questo momento.”

“Siamo un esempio da seguire”

Non mancano le parole di elogio all’azione dell’Italia per far fronte all’emergenza Coronavirus da parte di Alberto Angela. “Il nostro Paese certamente ha preso delle decisioni forti in queste settimane. All’inizio all’estero, ci guardavano con sospetto, apparivamo come degli untori. Poi le cose sono andate in un altro modo e adesso l’Italia è diventata un modello da seguire nella lotta a questo mondo. Mi sono chiesto come ha fatto questo piccolo paese come l’Italia a essere un faro, un esempio da seguire. Ci sono tante spiegazioni, ma io credo ci sia anche qualcosa che deriva dalla nostra storia, dal nostro patrimonio, frutto delle nostre generazioni passate. Si chiama cultura. Modo di parlare, di scrivere, di vestirsi, di mangiare, tutto questo è emerso in questo momento di emergenza. È come se tutte le generazioni passate siano emerse al nostro fianco, a combattere con noi. Abbiamo 3000 anni di civiltà alle spalle. Forse è questo che fa la differenza rispetto a tanti altri paesi. So però che bisogna solo stringere i denti per un pò. Poi lo sappiamo tutto finirà.

La richiesta di Alberto

In conclusione al discorso, il giornalista italiano chiede due favori agli italiani: che non sia dimenticato tutto questo e che sia dato il giusto premio all’Italia quando si tornerà a viaggiare.

Vi chiedo due cose. Non dimenticate tutte quelle persone che sono state coinvolte con uno spirito di sacrificio immenso e non scordiamoci di chi non c’è più. E poi soprattutto quando partirete per fare dei viaggi, quando sarà tutto finito, premiate l’Italia. Aiutate chi vive di turismo. In questo modo, premierete anche il nostro patrimonio e tutte le generazioni passate che stanno lottando, idealmente, insieme a noi.

Parole di conforto, di incoraggiamento, di positività che fanno ben sperare agli italiani, fanno credere che insieme davvero ce la faremo, supereremo tutto. Alberto è fiducioso, ed anche riconoscente per tutti coloro che stanno lottando sul campo, non solo medici ma anche italiani che lavorano nei supermercati o nei trasporti, che rischiano anche loro il contagio. E ringrazia chi sta rispettando le norme e rimane a casa. La battaglia non è ancora finita, e forse durerà ancora un pò, ma non bisogna arrendersi. Insieme ce la faremo e apprezzeremo ancora di più le meraviglie del nostro Paese che tutto il mondo ci invidia.

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Cinema

Quentin Tarantino: “Tra tutti i personaggi che ho diretto, ecco quello più stimolante”

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Quentin Tarantino: "Tra tutti i personaggi che ho diretto, ecco quello più stimolante"

Quentin Tarantino: “Tra tutti i personaggi che ho diretto, ecco quello più stimolante”. Quentin Tarantino viene considerato un genio assoluto della cinematografia e certamente questo titolo non gli è stato regalato da nessuno. Lo statunitense, nei tanti anni che ha passato sui set, è riuscito costantemente a donare alle opere che dirige, quel tocco che le rende inconfutabilmente di sua proprietà. Come ha fatto? Esperienza, passione e genialità mista a pazzia. La stessa follia che gli ha permesso di elaborare tantissimi personaggi dalle caratteristiche uniche. E’ dunque davvero interessante, venire a scoprire dallo stesso Tarantino, quale di questi sia il suo preferito. Se siete curiosi di scoprire qual’è, seguiteci!

Quentin Tarantino svela il personaggio che gli è piaciuto di più dirigere

Uno dei tanti successi firmati da Quentin Tarantino è indubbiamente Bastardi senza Gloria. La pellicola raccontava di un gruppo sovversivo pronto a qualsiasi cosa pur di fermare la follia omicida di Adolf Hitler. Nel film, appaiono diversi personaggi davvero caratteristici, ma quello che ha più amato il folle regista americano è il colonnello Hans Landa, un fascista senza scrupoli interpretato dall’eccezionale Christoph Waltz. Tarantino ha infatti confessato al noto giornale The Empire, di aver provato delle sensazioni inedite con il succitato ruolo, poiché sin dalla sua entrata in scena, cattura l’attenzione in maniera decisiva.

Ovviamente la bravura dell’attore ha avuto il suo peso, ha dichiarato il regista, ma le peculiarità del viscido personaggio, che viene soprannominato il Cacciatore di Ebrei sono uniche. La sua abilità di scoprire ogni cosa, ha poi detto Tarantino, ha reso molto più elettrico il finale della pellicola. Soprattutto perché Landa scoprirà i movimenti dei Bastardi ed i loro piani. Certamente il pubblico non tifava per lui, ha concluso l’americano, ma la sua pericolosità ha accalappiato l’attenzione di tutti.

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Alien 5, si pensa al ritorno di Sigourney Weaver

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Alien 5, si pensa al ritorno di Sigourney Weaver

Alien 5, si pensa al ritorno di Sigourney Weaver. Non ci sono tante serie cinematografiche dell’horror paragonabili ad Alien. Il lungometraggio dedicato allo Xenomorfo e alle sue sfortunate vittime, ha impressionato e conquistato il mondo intero. La fortuna delle varie pellicole che si sono susseguite sta nella trama originale e mozzafiatante che ognuna di esse può vantare.

Certamente però, i vari attori che hanno preso parte ai lungometraggi, hanno giocato un ruolo altrettanto importante. Prima su tutti, è stata la meravigliosa Sigourney Weaver che nei brand ha sempre interpretato il tenente Ellen Ripley. All’alba di un possibile quinto capitolo della saga originale, molte voci di corridoio vorrebbero l’attrice coinvolta nuovamente nel progetto. A conferma di tale ipotesi, sono arrivate oggi, direttamente le parole del produttore di Alien.

Walter Hill confessa: “Sigourney Weaver è fondamentale per la realizzazione di Alien 5”

Sigourney Weaver è riconosciuta mondialmente come una delle attrici più brave e capaci di Hollywood. La settantenne americana, vanta infatti un curriculum stellare, formato da tutte quelle pellicole internazionali a cui ha preso parte. Detto questo, è altrettanto corretto affermare come Alien, rappresenti sostanzialmente il film che abbia definitivamente consacrato l’interprete al mondo intero. Sono infatti 4 i lungometraggi a cui la Weaver ha partecipato, ed ora che si parla molto insistentemente di un quinto capitolo in progettazione, è normale che si faccia il suo nome.

L’attrice, in una recente intervista aveva dichiarato di non essere assolutamente convinta di voler tornare a vestire i panni del tenente Ripley, tuttavia nella giornata di oggi, Walter Hill, lo storico produttore del franchise, ha svelato un’altra verità. Il californiano infatti ha parlato dell’artista, definendola fondamentale per la realizzazione del progetto Alien 5. Il manager ha poi rintuzzato, affermando come la Weaver rappresenti praticamente un personaggio a cui non è possibile affidare un’altra faccia. Chi la spunterà alla fine? Noi tutti speriamo Hill!

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Cultura

Auguri Giovanna Botteri, la “nostra” inviata compie oggi 63 anni

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Auguri Giovanna Botteri, la "nostra" inviata compie oggi 63 anni

Auguri Giovanna Botteri, la “nostra” inviata compie oggi 63 anni. “Se la donna da soggetto diventa oggetto del racconto c’è qualcosa di sbagliato”. E’ con queste parole che Giovanna Botteri, storica giornalista italiana, ha stroncato tempo fa una critica nata da un servizio di Striscia la Notizia per il suo aspetto fisico. Determinata, caparbia e soprattutto Giornalista con la G maiuscola, oggi la Botteri compie 63 anni. Negli ultimi mesi è stata sul fronte cinese a raccontare in prima linea il disastro della Pandemia da Covid-19 nel focolaio di Wuhan. Una professionista che non si è mai tirata indietro da situazioni scomode ed a sempre raccontato le vicende del mondo con professionalità e umanità.

https://www.instagram.com/p/CAZ0r4NCZys/?utm_source=ig_web_copy_link

Chi è Giovanna Botteri, vita privata e professionale di un volto storico del giornalismo italiano

Figlia del giornalista Guido Botteri, Giovanna nasce a Trieste il 14 giugno 1957; la madre era originaria del Montenegro. Dopo la laurea in Filosofia e un dottorato in Storia del cinema alla Sorbona di Parigi, Giovanna decide di seguire le orme del padre e intraprende la carriera da giornalista. Inizia in piccoli quotidiani locali fino a quando nel 1985 lavora al fianco di Michele Santoro. Da lì, arriva un ruolo come corrispondente esteri per la redazione del Tg3, dove prende il via la sua carriera nel mondo. E’ stata sempre in prima linea nelle zone più calde del pianeta. Nel 1991 era presente durante il crollo dell’Unione Sovietica e, poi, nella guerra in Bosnia e Sarajevo. Ha lavorato con Miran Hrovatin, il fotografo ucciso insieme ad Ilaria Alpi. Ha seguito la Guerra del Golfo in Iraq e Afghanistan ed era in diretta quando iniziarono i bombardamenti a Baghdad nel 2003. Era a New York quando crollarono le Torri Gemelle e, adesso, è in Cina da quando è scoppiata la pandemia di Covid-19.

Non si sa molto della sua vita privata: ha una figlia nata dalla relazione con il giornalista Lanfranco Edwards Pace, con il quale si è separata da un pò di tempo.

Oltre a vincere molti premi giornalistici, due volte nel 2000 e nel 2003 il Premio Ilaria Alpi e il Premio Flaiano nel 2018, è anche Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal 2003.

Gli auguri a Giovanna Botteri, diventata simbolo della lotta al body shaming

Suo malgrado, Giovanna Botteri si è trovata nel mezzo di un servizio di Striscia La notizia, che la “redarguiva” per il suo aspetto poco curato. Giovanna, dal canto suo, non ha mai voluto aizzare le polemiche anzi: con grande classe, ha dato una lezione di stile sul ruolo della donna. Su Facebook Che Tempo Che fa, ha voluto farle gli auguri riportando proprio le parole che Giovanna ha usato per porre fine alla questione dell’aspetto fisico. E noi le riproponiamo, per fare gli auguri ad una grande donna ed una grande giornalista.

https://www.facebook.com/chetempochefa/posts/4138392056202879

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Cinema

J.K. Rowling, la Warner Bros si schiera contro la scrittrice di Harry Potter

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J.K. Rowling, la Warner Bros si schiera contro la scrittrice di Harry Potter

J.K. Rowling, la Warner Bros si schiera contro la scrittrice di Harry Potter. Negli scorsi giorni, il mondo del web si era scandalizzato a causa delle parole postate sul proprio account Twitter della nota scrittrice britannica, J.K. Rowling. L’autrice di Harry Potter, aveva infatti ironizzato sull’universo dei transgender, scatenando di conseguenza un’ondata di disapprovazione, arrivata da tutti coloro che difendono i diritti di scelta. Il dissenso per ciò che è stato pubblicato ha toccato davvero vette elevatissime, tant’è che ancora oggi l’argomento tiene banco. La celebre Warner Bros, ha infatti sentito il bisogno di esprimere il proprio pensiero, distaccandosi automaticamente dal concetto espresso frettolosamente dalla Rowling.

La Warner Bros distende una mano per la comunità trans mentre la Rowling si difende

Nel ventunesimo secolo può sembrare davvero bigotto, leggere ancora commenti discriminatori nei confronti di razze etniche o generi sessuali. Eppure la Rowling è cascata sulla cosiddetta buccia di banana, attirando su di se, l’ira di tantissime persone. Questo ha costretto Warner Bros, la celebre casa produttrice di tantissime pellicole tra cui ovviamente sono presenti le riproduzioni cinematografiche dedicate ad Harry Potter, a dover emettere un comunicato stampa. La nota azienda statunitense ha affermato come le diverse culture presenti in tutto il mondo, sono fondamentalmente la forza che permette allo spettacolo di andare avanti e che ogni comunità deve essere compresa e caldeggiata a livello empatico.

Nella giornata di ieri, erano arrivate persino le parole di Daniel Radcliffe, uno che deve molto ai romanzi della scrittrice britannica. L’attore, che ha prestato il suo volto al maghetto nemico di Voldemort, si è voluto gettare nel polverone, dichiarando come le donne transgender, siano donne al 100%. In tutto questo la Rowling ha deciso di rispondere per le rime, pubblicando oggi un altro post, ben più lungo di quello incriminato, nel quale ha cercato di chiarire la sua posizione per poi confessare persino di essere stata vittima da giovane di abusi sessuali. Insomma una storia che poteva davvero essere evitata!

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Attualità

Strage Bataclan, ritrovata in Abruzzo la porta di Banksy dedicata alle vittime

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Strage Bataclan, ritrovata in Abruzzo la porta di Banksy dedicata alle vittime

Strage Bataclan, ritrovata in Abruzzo la porta di Banksy dedicata alle vittime. Sembrava sparita nel nulla e, invece, è stata ritrovata lo scorso 10 giungo in un casale della campagna abruzzese. Non stiamo parlando di una persona, ma bensì di una porta. E’ una porta speciale però: si tratta infatti di una delle porte del teatro Bataclan di Parigi. Come molti di voi ricordano, la sera del 13 novembre 2015 ci fu all’interno del locale uno dei più atroci attentati terroristici in Europa per mano del gruppo islamista ISIS.

Banksy per omaggiare le vittime, decise di dipingere su una porta di sicurezza del teatro Bataclan una delle sue opere. Raffigura una donna in lutto per le 90 vittime dell’attentato. La direzione del Bataclan si disse profondamente indignata per il furto di un’opera che “apparteneva a tutti”.

Ritrovato il murales sulla porta di Banksy : rubato a Parigi, è apparso nelle campagne abruzzesi

La compagnia dei carabinieri di Alba Adriatica ha rinvenuto l’oggetto del furto nelle campagne abruzzesi, abbandonato in un locale a Tortoreto. E’ il Procuratore de L’Aquila, Michele Renzo, a darne la notizia: le indagini, condotte grazie alla collaborazione tra polizia italiana e francese, hanno ricostruito la dinamica del furto avvenuto a gennaio 2019.

Il furto era organizzato molto nel dettaglio: i ladri, operando di notte, hanno usato delle smerigliatrici angolari per tagliare minuziosamente la porta; poi, l’hanno montata su di un camion e sono sfuggiti. Resta da capire ancora come sia arrivata dalla Francia sino in Abruzzo. “Non abbiamo elementi concreti sul perché era in Italia e in particolare in Abruzzo, la cosa che conta è che abbiamo recuperato un’opera che è il ricordo di un evento tragico e che è il simbolo della lotta al terrorismo.”

Le indagini proseguono, esclusa la pista terroristica

Questa mattina durante la conferenza stampa tenutasi nel tribunale de L’Aquila, il Procuratore ha parlato con i giornalisti affermando che le indagini sono tutt’ora in corso. Non ci sono indagati né provvedimenti restrittivi ma, soprattutto, non ci sono collegamenti con le cellule terroristiche islamiste. La casa dove è stata ritrovata la porta di Banksy è in affitto ad una famiglia cinese, che però era all’oscuro di tutto. Il comandante dell’arma dei Carabinieri Emanuele Mazzotta ha spiegato che l’opera tornerà presto a Parigi.

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Cinema

Assassinio sul Nilo, Kenneth Branagh ci svela dei dettagli sulla pellicola

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Assassinio sul Nilo, Kenneth Branagh ci svela dei dettagli sulla pellicola

Assassinio sul Nilo, Kenneth Branagh ci svela dei dettagli sulla pellicola. Agatha Christie è riconosciuta mondialmente come una delle più grandi gialliste della storia. La scrittrice inglese deceduta ormai 44 anni fa, ci ha lasciato in eredità, una quantità di romanzi pazzesca. Moltissimi di questi, trattano le avventure di un personaggio specifico tra cui spunta diverse volte la figura di Hercule Poirot, detective francese dall’intuito geniale.

Dell’investigatore, sono state fatte in passato diverse rappresentazioni cinematografiche ma col passare del tempo, si era nettamente persa la volontà di riprodurne le gesta. Nel 2017 però, Kenneth Branagh decise di riaccendere le luci dei riflettori sui gialli della Christie, dirigendo e interpretando il ruolo da protagonista nella pellicola Assassinio sull’Orient Express. Il successo del lungometraggio fu tale, da imporre un seguito e proprio di questo ha voluto parlare il succitato attore e regista britannico.

Kenneth Branagh parla di un Assassinio sul Nilo dalle tinte molto oscure…

I romanzi dedicati ad Hercule Poirot sono numerosi ma se dobbiamo citare i più celebri, non faticheremo a nominare Assassinio sull’Orient Express e Poirot sul Nilo. Da quest’ultimo ripartirà il prossimo film che vedrà vestire i panni del detective baffuto a Kenneth Branagh. L’attore britannico, intervenuto in un podcast di The Fourth Wall ha parlato del lungometraggio e delle sfaccettature che Agatha Christie ha inserito nel romanzo. L’interprete, ha infatti sottolineato come la scrittrice amasse mettere nei libri che creava, degli aneddoti accaduti nella propria vita.

Il cinquantanovenne da Belfast ha poi rivelato che Assassinio sul Nilo tratterà in particolar modo il tema dell’amore eccessivo, sentimento che a volte, può diventare pericoloso. Branagh ha infine confessato che il film ci trasporterà in luoghi meravigliosi ed affascinanti ma che avrà delle tinte molto oscure, grazie alle quali il pubblico entrerà in contatto con emozioni dure come la gelosia o la brama di possesso.

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Attualità

Filippo di Edimburgo compie 99 anni, lunga vita al marito della Regina Elisabetta

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Filippo di Edimburgo compie 99 anni, lunga vita al marito della Regina Elisabetta

Filippo di Edimburgo compie 99 anni, lunga vita al marito della Regina Elisabetta. Il 10 giungo 1921 nasce a Corfù Filippo Mounthbatten, duca di Edimburgo, principe di Grecia e Danimarca, nonché marito della regina Elisabetta II di Inghilterra. Per celebrare il compleanno, Buckingham Palace ha diffuso una foto del principe in compagnia della sovrana, in posa nel castello di Windsor. La coppia reale si trova infatti nel castello per precauzione, causa Covid-19. I due regnanti sono in splendida forma, malgrado le voci che si sono rincorse nei mesi scorsi, Infatti, alcuni tabloid inglesi, avevano insinuato che il principe fosse morto e che il palazzo non volesse diffondere la notizia in un momento così delicato.

Un compleanno sobrio, lontano da palazzo e senza colpi di cannone

Filippo, che nel 2017 ha abbandonato le uscite pubbliche, non ama particolarmente il giorno del suo compleanno. Il portavoce del ministero della difesa britannica ha dichiarato che quest’anno non ci saranno i tradizionali colpi di cannone a salve. Il duca e la regina passeranno questa giornata insieme, facendo videochiamate con i parenti lontani per via del Coronavirus. Intanto la Regina sta già pensando al prossimo compleanno, quello del 2021, quando Filippo compirà 100 anni: lì non potrà tirarsi indietro ai festeggiamenti e al chiasso.

Chi è Filippo di Edimburgo, l’uomo che ha rubato il cuore alla più longeva reale di tutti i tempi

Nipote del Re di Grecia Costantino I, Filippo a causa della guerra tra Grecia e Turchia trascorse pochi anni nella terra natia, trasferendosi dapprima in Francia e poi in Inghilterra. Ha avuto una brillante carriera in marina, forgiandosi di medaglie e riconoscimenti. Conobbe la regina nel 1939 e, nel 1946, Filippo chiese a Re Giorgio VI la mano della figlia Elisabetta. Per il matrimonio, Filippo rinunciò ai suoi titoli nobiliari greci e danesi e si convertì alla religione anglicana. Adottò il cognome di suo zio, Mounthbatten. Il matrimonio avvenne il 20 novembre 1947 e lì Filippo venne insignito della carica di Duca di Edimburgo. Divenne principe solo per editto della Regina Elisabetta nel 1957.

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Dracula, il nuovo film della Universal introdotto direttamente dalla regista

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Dracula, il nuovo film della Universal introdotto direttamente dalla regista

Dracula, il nuovo film della Universal introdotto direttamente dalla regista. Nelle scorse settimane, noi di Smartopic vi avevamo informato riguardo un nuovo trend cinematografico che stava lentamente prendendo piede in quel di Hollywood, la mostro mania! Già perché il grande successo che ha riscontrato recentemente ai botteghini L’uomo invisibile, aveva convinto quelli della Universal a spingere sul pedale dell’acceleratore. La nota casa di produzione, aveva infatti messo nel proprio rollino di marcia, il supporto di altre pellicole dedicate alle creature che tanto spaventavano i nostri genitori. Prima è stato il turno dell’Uomo lupo, che peraltro sarà interpretato da un bello impossibile come Ryan Gosling, poi quello di Dracula. Ma andiamo a scoprire maggiori dettagli insieme!

Universal: Dracula torna in vita… per l’ennesima volta!

Dracula, in quanto creatura del male, è stata una di quelle più riprodotte nel mondo del cinema. Tuttavia, se proprio dovessimo menzionare la più celebre, di certo nomineremmo quella tratta dal romanzo di Bram Stoker e diretta da Francis Ford Coppola. Proprio da quest’ultima ripartirà la regista a cui sarà affidata la direzione del prossimo film sul noto vampiro, Karyn Kusama. L’americana, che ha preso parte ad un podcast messo in scena da The Kingcast, ha rivelato diverse indiscrezioni sulla struttura narrativa della sua futura opera.

La cinquantaduenne da Brooklyn ha confessato che il lungometraggio sul quale metterà mano, si ispirerà fortemente al libro scritto da Stoker. La Kusama ha poi affermato come nel romanzo ci siano diversi punti di vista analizzati, ma l’unico a cui nessuno ha mai pensato, è proprio quello di Dracula. Dunque, stando alle parole della regista, la sua versione del film sarà si un adattamento, ma con una visione del vampiro totalmente diversa rispetto al passato.

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Oggi la Giornata mondiale dell’ambiente: “non c’è più tempo, si deve agire”

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Oggi la Giornata mondiale dell'ambiente: "non c'è più tempo, si deve agire"

Oggi la Giornata mondiale dell’ambiente: “non c’è più tempo, si deve agire”. Mesi di lockdown forzato hanno fatto emergere un dato di fatto imprescindibile: stavamo uccidendo il nostro pianeta. La pandemia ha solo intensificato di più quello che ormai era evidente: nei mesi di stop, le acque sono tornate cristalline, i monti visibili, l’aria più pulita e gli animali padroni del loro territorio. Noi, esseri umani, stiamo distruggendo un patrimonio di biodiversità immenso: milioni di specie animali e vegetali che rischiano l’estinzione, anche se alcune siano già scomparse. E quel che è peggio, rischiamo l’estinzione anche noi, per malattie o disastri naturali più volte provocati dalla mano dell’uomo.

Giornata mondiale dell’ambiente: l’uomo sta uccidendo il mondo, perché bisogna agire adesso e non basta più solo parlarne

Secondo gli scienziati, l’uomo sta accelerando la distruzione del pianeta terra con una proporzione che è passata da 100 a 1000 volte: ciò vuol dire che abbiamo incrementato la sparizione di specie animali e non del 10% in più negli ultimi anni. Le cause che maggiormente portano a questi atti sono l’inquinamento, lo sfruttamento eccessivo delle  terreni e l’introduzione di specie aliene invasive.

Un team di scienziati tedeschi ha evidenziato che c’è stata una riduzione del 75% della biomassa degli insetti mentre, nel report Global Assessment Report on Biodiversity and Ecosystem Services dell’IPBES (Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services dell’ONU) è stato evidenziato come il 75% della terra e il 66% del mare abbiano subito danni irreversibili.

Innalzamento della temperature e delle acque sono campanelli di allarme che non possono restare inascoltati

Uno dei fenomeni che destano più preoccupazione è l’innalzamento della temperatura terrestre. Nel 2019 l’inverno Artico ha visto un aumento di 6°C rispetto alle medie stagionali. Un’enormità se si pensa più che altro alla velocità con cui è avvenuto. Tutta colpa dell’effetto serra: i gas introdotti nell’atmosfera stanno assottigliando sempre più la calotta polare e innalzano le temperature.

Questo fenomeno ne comporta un altro altrettanto preoccupante: l’innalzamento del livello del mare. I ghiacciai infatti per effetto delle alte temperature si sciolgono, riversandosi in mare. Tutto ciò non solo porta ad un aumento del livello delle acque ma l’acqua dolce che si immette in quantità cosi grandi nell’acqua salata del mare comporta degli squilibri nelle correnti, cosa che aumenta il rischio di tifoni e tornado.

Madre Terra soffre e anche noi ne paghiamo le conseguenze, l’uomo deve agire adesso

Non fosse solo per i cambiamenti che la Terra sta subendo, dobbiamo anche noi fare i conti con questi disastri. Le acque stanno sommergendo le nostre città: nello scorso anno Venezia ha raggiunto il limite di acqua alta registrata in questi anni, distruggendo case e preziosi monumenti. Il surriscaldamento globale sta facendo aumentare i fenomeni come i tornado negli USA, che sono sempre meno preparati alla violenza con cui si abbattono sulle coste. Alluvioni, frane, incendi e malattie sono solo alcune delle conseguenze che si abbattono sul nostro vivere quotidiano. Gli Accordi di Parigi sul clima nel 2015 ha posto come obiettivo di tenere il riscaldamento globale sotto i 2°C ma se non si applica subito non sarà più sufficiente.

Storia della giornata mondiale dell’ambiente, come è nata e quali sono gli obiettivi

La Giornata Mondiale dell’Ambiente è stata indetta per la prima volta nel 1972 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e festeggiata ogni anno il 5 giugno. La prima celebrazione avvenne per la prima volta nel 1974 con lo slogan “Only One Heart” (Una Sola Terra). Quest’anno invece il tema centrale è “E’ il momento per la Natura”, che celebra la biodiversità. Il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto lanciare un messaggio in questa giornata: “Le recenti drammatiche vicende che toccano tutto il nostro pianeta ci impongono di di prendere atto del legame imprescindibile che esiste tra l’equilibrio della natura e la nostra sopravvivenza”.

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Cinema

Ridley Scott e quella scena di Alien che terrorizzò tutto il set VIDEO

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Ridley Scott e quella scena di Alien che terrorizzò tutto il set

Ridley Scott e quella scena di Alien che terrorizzò tutto il set. I piccoli dettagli rappresentano spesso e volentieri quell’asticella che permette ad un prodotto, in qualsiasi ambito, di fare il salto di qualità che gli vale la consacrazione definitiva. Ovviamente nello scrupoloso mondo del cinema hollywoodiano, questo mantra vale doppio, poiché sono tantissimi i competitor e contraddistinguersi con originalità equivale a sopravvivere e di conseguenza farsi una nomea.

Chi ai giorni d’oggi non conosce ad esempio Ridley Scott? Il famosissimo regista ora è uno dei pezzi grossi, ma per arrivare a tali livelli, anche lui ha dovuto differenziarsi con idee innovative e geniali. Proprio una di queste gli venne in mente con Alien, noto lungometraggio uscito a fine anni 70 di cui l’inglese ha raccontato un divertente e curioso aneddoto. Andiamo a scoprirlo insieme.

Ridley Scott: “Per una scena di Alien mi chiamò persino Kubrick”

Ridley Scott non ha certo bisogno di presentazioni. Stiamo parlando infatti di uno dei registi più famosi e talentuosi al mondo. L’ottantaduenne inglese ha diretto davvero moltissime pellicole tra cui spuntano dei mostri sacri del cinema. Alien certamente rientra di diritto in questa categoria elitaria. Il lungometraggio che narra di una squadriglia spaziale braccata da una creatura raccapricciante, ha davvero conquistato il mondo. Alcune scene del film sono infatti rimaste nell’immaginario collettivo e tra le molte spicca senza dubbio quella che riprende la nascita dell’Alien. Se non ricordate bene, stiamo parlando del momento nel quale un baby Xenomorfo viene fuori dal petto di un John Hurt preso dalle convulsioni.

Ridley Scott in una recente intervista rilasciata al Los Angeles Times, ha confessato di aver girato una sola volta quella sequenza per il tanto sangue finto sparso per la location, affermando poi di non aver avvertito gli attori sul set per ottenere una reazione naturale di puro terrore. Inoltre, il regista britannico ha rivelato di aver ricevuto all’epoca una chiamata da Stanley Kubrick, il quale non si capacitava di come fosse riuscito a dare vita ad una scena simile.

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