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Il caso Giovanna Botteri, un botta e risposta infinito tra lettere e video della Hunziker

Il caso Giovanna Botteri non sembra voglia fermarsi. Dopo il servizio di Striscia La Notizia in cui si ironizzava sullo stile di Giovanna Botteri, i media sono esplosi prendendo posizioni e schierandosi a favore della gionalista, che, di tutta risposta, ha scritto una lettera con l'auspicio di eliminare dei modelli "stupidi"

Il caso Giovanna Botteri, un botta e risposta infinito tra lettere e video della Hunziker. Un botta e risposta infinito quello scatenato da un servizio di meno di due minuti su Striscia La Notizia. Tutti i media ne parlano. Non si capisce quando si arriverà ad un punto conclusivo sulla questione. Ma sembrerebbe che il caso Giovanna Botteri sia ricco di contenuti. Il tutto ha inizio con un servizio andato in onda sul programma di Antonio Ricci in merito allo stile di Giovanna Botteri, giornalista della RAI, inviata a Pechino in questo periodo causa Covid-19. Proprio oggi, che è la Giornata Mondiale della Libertà di Stampa e si celebra la libertà di parola, vi raccontiamo la vicenda di una giornalista che ha sempre sfruttato questa libertà per raccontarci la guerra in Iraq al fronte, per fare un esempio.

Il caso Giovanna Botteri

Il servizio di Striscia La Notizia

Qualche giorno fa, sul programma satirico Striscia La Notizia, è stato mandato in onda un servizio in cui si faceva riferimento al look molto semplice della giornalista Giovanna Botteri.

La Hunziker anticipa il servizio dicendo: “Amici, molti spettatori ci hanno segnalato una piacevole notizia dal mondo del telegiornalismo“. E Gerry Scotti commenta con un “non ci posso credere che sia piacevole“, mentre il servizio viene lanciato. La Hunziker prosegue dicendo che nei giorni scorsi Giovanna Botteri era stata “presa di mira” sui social da coloro che avevano notato il medesimo stile ad ogni intervento. Si evidenzia il fatto che l’inviata RAI avesse sempre lo stesso “abito nero, attirando a sé “critiche ed ironie“. Poi si sofferma sulla grande decisione di Giovanna di “farsi uno shampoo” per sfoggiare una chioma “curata e vaporosa” in risposta alle tante frecciate velenose. Per concludere con fotomontaggi che vedono la giornalista immersa in una vasca con acqua e bolle di sapone. A fine servizio, Gerry Scotti elogia il lavoro di Giovanna Botteri invitandola a continuare tralasciando “chi sta a guardare il capello“.

Il caso Giovanna Botteri, un botta e risposta infinito tra lettere e video della Hunziker
Il caso Giovanna Botteri, un botta e risposta infinito tra lettere e video della Hunziker

La risposta di Giovanna Botteri

Dopo qualche giorno, sul sito dell’USIGRAI, Unione Sindacale Giornalisti Rai, viene pubblicato un comunicato dal titolo “Botteri: body shaming, scardinare modelli stupidi“. Nel comunicato si legge una dichiarazione dell’Usig, che esprime solidarietà alla giornalista, e una lettera di Giovanna Botteri, che vi riportiamo qui.

Mi piacerebbe che l’intera vicenda, prescindendo completamente da me, potesse essere un momento di discussione vera, permettimi, anche aggressiva, sul rapporto con l’immagine che le giornaliste, quelle televisive soprattutto, hanno. O dovrebbero avere secondo non si sa bene chi…

Qui a Pechino sono sintonizzata sulla Bbc, considerata una delle migliori e più affidabili televisioni del mondo. Le sue giornaliste sono giovani e vecchie, bianche, marroni, gialle e nere. Belle e brutte, magre o ciccione. Con le rughe, culi, nasi orecchie grossi. Ce n’è una che fa le previsioni senza una parte del braccio. E nessuno fiata, nessuno dice niente, a casa ascoltano semplicemente quello che dicono. Perché è l’unica cosa che conta, importa, e ci si aspetta da una giornalista.

A me piacerebbe che noi tutte spingessimo verso un obiettivo, minimo, come questo. Per scardinare modelli stupidi, anacronistici, che non hanno più ragione di esistere. Non vorrei che un intervento sulla mia vicenda finisse per dare credibilità e serietà ad attacchi stupidi e inconsistenti che non la meritano. Invece sarei felice se fosse una scusa per discutere e far discutere su cose importanti per noi, e soprattutto per le generazioni future di donne.

La risposta della Hunziker

Sui social, neanche a dirlo, l’argomento ha visto commenti di ogni genere. In molti si affiancano alla Botteri, compresi suoi colleghi che hanno tweettato in suo favore. In davvero pochi si sono soffermati sul significato effettivo della lettera di Giovanna. Altri si sono scagliati contro Michelle Hunziker. E proprio lei ha cercato di placare le acque pubblicando un video sui suoi profili in cui precisa che non si tratta di body shaming ma semplicemente di una fake news. La presentatrice svizzera nega le offese nei confronti di Giovanna Botteri e precisa che, in realtà, il servizio era a favore di quest’ultima. “Questo non è attaccare una persona ma rimanere nei toni di Striscia come sempre“, conclude la Hunziker che rimanda ad un comunicato ufficiale di Striscia.

Anche la redazione, infatti, ha voluto precisare che si tratta di una fake news. Anche perché la frase conclusiva di Gerry Scotti dopo il servizio è più che positiva nei confronti della giornalista. Parla di un “servizio a favore di Giovanna Botteri“. E conclude così: “Insomma, parliamo di cose serie e certamente il body shaming lo è e va combattuto con ogni mezzo, ma non confondiamolo con una messa in piega“.

Ma non è finita. Si perché la Hunziker non molla. Pubblica un altro contenuto in cui si rivolge direttamente a Giovanna. “Cara Giovanna, a questo punto, mi rivolgo direttamente a te, perché sta succedendo un putiferio“, esordisce così Michelle. Ribadisce che la notizia è falsa, in merito al fatto che il servizio era contro di lei. “Tutti parlano ma secondo me non l’hanno nemmeno visto“, invitando anche Giovanna a visionarlo. E sottolinea le frasi conclusive di Gerry, per l’ennesima volta. In conclusione, dopo aver ripetuto nuovamente il concetto, chiede a Giovanna di farle sapere cosa ne pensa del servizio. Noti qualche riferimento alla lettera di Giovanna?

In attesa di una risposta, che non è detto ci sia, sui social la maggioranza, se non tutti, si sono schierati a favore della giornalista, evidenziando la presa in giro di Striscia. In molti hanno posto una domanda semplice “Non bastava chiedere scusa?

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