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Francesco Guccini compie 80 anni e festeggia sui social in anticipo

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Francesco Guccini compie 80 anni e festeggia sui social in anticipo

Francesco Guccini compie 80 anni e festeggia sui social in anticipo. Con una settimana di anticipo, un mostro della musica come Francesco Guccini, compie 80 anni. Il cantautore bolognese, infatti, è nato il 14 giugno 1940, ma avrebbe deciso di anticipare ad oggi la festa. Si tratterà di un evento tutto social. Tra gli “invitati” anche Luciano Ligabue ed il Presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini.

Nel frattempo la giuria del Premio Campiello avrebbe inserito Guccini tra i cinque finalisti con il brano Tralummescuro, Ballata per un paese al tramonto. Il riconoscimento sarebbe per il Guccini scrittore, visto che il cantautore bolognese ormai da diversi anni scrive anche libri. L’ormai ottantenne, infatti, si è ritirato dalle scene musicali già da diversi anni per dedicarsi esclusivamente alla scrittura. Modenese che incarna al meglio la tradizione delle Osterie Bolognesi, è soprannominato il Maestrone.

Francesco Guccini festeggia sui social con una settimana di anticipo i suoi 80 anni

Francesco Guccini ha passato gran parte della sua vita a fare l’insegnante, ma è stato anche cronista e pubblicitario, da giovane, alla Gazzetta di Modena. Uomo dal grande bagaglio culturale, dagli anni 70 è diventato uno dei personaggi più amati ed ascoltati. La sua musica e le sue poesie hanno accompagnato la stagione dell’impegno, mentre i suoi concerti erano un mix di musica e monologhi con accenti del miglior cabaret. Diversi i suoi successi, ancora oggi immortali.

Si passa infatti da brani come Auschwitz, Dio è morto, ad altri come La Locomotiva, Il Vecchio e il Bambino, Canzone per un’amica, L’avvelenata. Ma immensi sono stati i suoi successi nel corso degli anni, così come le sue collaborazioni, come ad esempio quella con l’Equipe 84 o i Nomadi. Guccini, tra gli altri, è stato autore anche di grandi successi della cantante Caterina Caselli. Nella sua carriera musicale ha pubblicato 26 album, di cui 16 registrati in Studio, 3 Raccolte e 7 Live.

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Jarabe De Palo: si spegne a 53 anni Pau Dones, da tempo lottava contro il cancro

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Jarabe De Palo: si spegne a 53 anni Pao Dones, da tempo lottava contro il cancro

Jarabe De Palo: si spegne a 53 anni Pau Dones, da tempo lottava contro il cancro. Frontman degli Jarabedepalo, Pau Dones aveva annunciato nel 2015 la sua malattia: “Il cancro, quando è arrivato, si è dovuto abituare alla vita da musicista, non sono stato io ad essermi adeguato a lui. Io ho messo le cose in chiaro fin da subito: se vieni con me, allora tu devi fare la mia vita.” Pau Dones si è spento oggi all’età di 53 anni, nell’Ospedale de la Vall Di Hébron, Istituto Catalano di Oncologia. A darne il triste annuncio la famiglia con un post su Instagram: nel messaggio ha voluto ringraziare tutto lo staff dell’ospedale. (altro…)

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Attualità

Andrea Bocelli: “Ho avuto il Covid-19, donerò il plasma”

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Andrea Bocelli: "Ho avuto il Covid-19, donerò il plasma"

Andrea Bocelli: “Ho avuto il Covid-19, donerò il plasma”. Andrea Bocelli avrebbe annunciato di avere avuto nelle settimane passate il Covid-19: il cantante, così, dopo la guarigione, si è recato ieri mattina a donare il suo plasma. Lo ha fatto al centro prelievi dell’Ospedale Cisanello di Pisa. Lo studio sul plasma è coordinato dall’Azienda ospedaliero-universitaria di Pisa. L’artista aveva scoperto di essere positivo al virus lo scorso 10 marzo e, con lui in famiglia, sarebbero stati positivi anche la moglie e i due figli.

Ai giornalisti fuori dall’ospedale, come riportato da Ansa.it, Bocelli avrebbe riferito di avere avuto soltanto un po di febbre, ma che sarebbe praticamente da considerare un asintomatico. Anche la moglie del cantante avrebbe poi donato il suo plasma. La donazione del plasma, appunto, sarebbe uno degli studi come possibile cura nella lotta contro il Coronavirus.

Andrea Bocelli, dopo aver avuto il Covid-19, ha donato con la moglie il suo plasma. A Pasqua aveva tenuto un concerto sul sagrato del Duomo di Milano

Lo scorso 12 aprile, giorno della vigilia della Santa Pasqua, il cantante si era esibito su invito del Sindaco di Milano Giuseppe Sala sul sagrato del Duomo, completamente deserto. Per l’estate erano previste tre grandi date. Bocelli, infatti, si sarebbe dovuto esibire il prossimo 21 giugno a Roma, al Teatro del Silenzio di Lajatico il 24 ed il 26 luglio, e nella Piazza Castello di Marostica il 26 settembre.

Per quanto riguarda Roma e Lajatico, i concerti saranno rinviati esattamente di un anno e recuperati negli stessi giorni del 2021, ancora da definire invece la possibile nuova data per Marostica. Nel lungo periodo di quarantena il sessantunenne artista toscano è stato anche protagonista di diverse iniziative musicali. Tra queste è stato l’unico italiano insieme a Zucchero del cast globale di One World Together. Con loro, tra gli altri interpreti, anche Lady Gaga ed Elton John.

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Lana Del Rey, le donne contro le donne

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Lana Del Rey, le donne contro le donne

Lana Del Rey, le donne contro le donne. Lana Del Rey e i social. Non sono grandi amici ma si può sempre rimediare. Qualche giorno fa, la cantante statunitense ha pubblicato una lettera abbastanza corposa sul suo profilo Instagram. Lana non è solita utilizzare i social in questo modo, raramente mostra il suo pensiero in maniera così decisa. Eppure si è sentita di scrivere qualche parola per rispondere ad alcune critiche ricevute nel corso della sua carriera. In molti hanno scritto su di lei e su questo episodio focalizzandosi su alcuni punti piuttosto che altri, così come molti fan hanno commentato contrariati il post. Si parla anche di polemica e putiferio ma sappiamo bene come funziona il mondo della comunicazione offline e online per cui partiamo dal principio. Riportiamo qui il testo integrale pubblicato da Lana Del Rey e un commento.

Conosci Lana Del Rey?

Prima di addentrarci nella traduzione di quella che è una lettera che non si legge tutti i giorni sul giornale è opportuno inquadrare e contestualizzare il personaggio che l’ha scritta. Lana Del Rey è molto famosa ma il suo stile musicale non è tra quelli che stanno sempre in trend, se così possiamo dire. No, non canta e balla canzoni spagnole e non fa trap.

Lana Del Rey nasce a New York il 21 giugno 1985. A 20 anni intraprende la carriera musicale che sboccia nel 2012 con l’album Born To Die. Con più di sette milioni di copie vendute, debutta al primo posto in 13 paesi. Non male per un album misto tra l’indie pop e il soul. Dopo il successo di Born To Die, i successivi album sono stati un capolavoro dopo l’altro, da Ultraviolence a Honeymoon, da Lust for Life fino al recente Normal Fucking Rockwell, che la critica individua come uno dei migliori album dell’anno 2019. Grazie a Born To Die, la quasi 35enne è la terza donna nella storia della musica a rimanere presente con un album più di 300 settimane nella classifica statunitense. Con più di 16 milioni di album venduti ha ricevuto candidature e premi importanti per i BRIT Awards, i Golden Globe e i Grammy Awards.

Lana Del Rey, le donne contro le donne

Lana Del Rey, le donne contro le donne

La sua musica è un pò cinematografica e “antica”, fa molto riferimento alla cultura degli anni cinquanta e sessanta. Si ispira a David Bowie e Prince per lo stile musicale e ad artisti contemporanei come Elvis Presley, Amy Winehouse, Frank Sinatra e altri. Ma anche artisti italiani come Patty Pravo per la gestualità. Definire lo stile musicale di Lana non è facile perché non ne ha uno che possa rientrare in una categoria specifica. Tocca diversi generi con la prevalenza di testi cupi accompagnati da melodie malinconiche e tempi lenti, un pò da “da film” appunto. La critica la fa rientrare principalmente nell’alternative rock. Genericamente in molti a primo impatto criticano l’artista per i testi troppi tristi e le musiche inclini al malumore, alcuni li considerano depressivi. Chiaramente nessuno piace a tutti però lo stile elegante e raffinato associato ad una fanciulla fragile è stato da pochi compreso appieno.

La sua lettera sui social: un attacco al sistema o un grido d’aiuto?

Domanda per la cultura

L’incipit della mega lettera di Lana parte da una domanda che ha fatto il giro del web in pochi secondi e suscitato diverse reazioni. “Ora che Doja Cat, Ariana (Grande), Camila (Cabello), Cardi B, Kehlani e Nicki Minaj e Beyoncè hanno raggiunto il numero uno con le canzoni sull’essere sexy, spogliarsi, scopare, tradire ecc. – posso per favore tornare a cantare sul sentirmi bella se innamorata anche se la relazione non è perfetta, o sul ballare per soldi – o qualunque cosa io voglia – senza essere crocifissa o dire che sto rendendo glamour gli abusi?” Il che rende facilmente intuibile perché è nato il putiferio dopo questo post. Citare le sue colleghe ha provocato una reazione dei relativi fans che hanno difeso a spada tratta le loro eroine e attaccato Lana Del Rey. Ma prima di saltare a conclusioni affrettate, proseguiamo con la lettera.

“Penso sia patetico…”

Lana va avanti e si sfoga su ciò che ha sentito e subito in merito alla sua musica e al suo stile. Si dichiara stanca delle critiche e ritiene patetico che la sua espressione lirica basata sulle emozioni dei rapporti diffusi in tutto il mondo l’abbia fatta accusare di aver portato la figura della donna indietro di 100 anni.

Lana Del Rey, le donne contro le donne

Lana Del Rey, le donne contro le donne

Sono stufa delle scrittrici e delle cantanti alternative che affermano che rendo glamour gli abusi quando in realtà sono solo una persona affascinante che canta sulle realtà di ciò che tutti noi vediamo, ora sono rapporti emotivamente molto diffusi in tutto il mondo.
Con tutti gli argomenti che le donne possono finalmente esplorare, voglio solo dire che negli ultimi dieci anni penso sia patetico che la mia piccola esplorazione lirica, che dettaglia i miei ruoli talvolta sottomessi o passivi nelle mie relazioni, abbia spesso fatto dire alle persone che ho riportato le donne indietro di centinaia di anni.

Sia chiaro, non sono una femminista – ma deve esserci un posto nel femminismo per le donne che appaiono e si comportano come me – il tipo di donna che dice no ma gli uomini sentono sì – il tipo di donne che sono programmate senza pietà per essere il loro io autentico e delicato. Il tipo di donne a cui vengono strappate le proprie storie e voci da donne più forti o da uomini che odiano le donne“.

Spoiler di due libri e la data del nuovo album

Lana continua nel suo sfogo parlando della sua musica e di come questa sia legata alle esperienze e alle relazioni che ha vissuto. Afferma di aver dato voce a quelle donne che vivono storie come le sue e punta il dito contro chi l’avrebbe definita isterica all’inizio della sua carriera se avesse espresso un minimo di tristezza nei suoi brani. In conclusione, confessa di aver scritto due libri di poesie in cui sarà possibile leggere i suoi pensieri e le sue emozioni in merito a tutto ciò. Annuncia a sorpresa anche la data di uscita del nuovo album, il 5 Settembre.

Sono stata onesta e ottimista per la relazione difficile che ho avuto.
Notizia FLASH! È così per molte donne. E quella è stata purtroppo la mia esperienza fino al punto in cui sono stati fatti quei dischi. Quindi voglio solo dire che sono passati 10 lunghi anni di recensioni di cazzate fino a poco tempo fa e ho imparato molto da loro, ma sento anche che ho spianato la strada ad altre donne per smettere di “indossare una faccia felice” e di essere in grado di dire qualunque cosa diavolo volessero fare nella loro musica – a differenza della mia esperienza in cui se avessi persino espresso una nota di tristezza nei miei primi due dischi, sarei stata letteralmente isterica come se fossimo negli anni ’20.

Comunque nulla di tutto ciò ha a che fare con molto, ma nei dettagli dei miei prossimi due libri di poesie (soprattutto il secondo) parlerò di alcuni dei miei sentimenti con Simon e Schuster. Sì, sto ancora effettuando riparazioni personali con i proventi dei libri per la mia scelta delle fondazioni Native American di cui sono molto felice. E sono sicura che ci saranno sfumature di ciò su cui ho riflettuto nel mio nuovo album che uscirà il 5 settembre“.

https://www.instagram.com/p/CAcQPuBJdir/?utm_source=ig_web_copy_link

L’interpretazione e le reazioni

Donne Powerfull

La prima reazione è stata quella di difendere le altri cantanti citate – anzi criticate in base agli utenti – da Lana Del Rey, in quanto chiamate in causa affibbiando il loro successo all’enfatizzazione della sessualità. La prima domanda che sorge qui è: non è la verità? Tutte le donne nominate sono cantanti di fama internazionale che raccontano – anche – di sessualità femminile, che cantano sui palchi di tutto il mondo muovendo il posteriore in modo sexy. Non si può negare, è un dato di fatto. Ma non deve essere una critica. Nelle perfomance di Nicki Minaj o Beyoncè puoi vedere anche questo aspetto, oltre il talento musicale e la potenza sonora. Si perché si tratta anche di donne con un certo potere musicale, powerfull in tutti i sensi. Una loro caratteristica, un loro modo di esprimersi. E a tutti va bene così.

Donne Fragili

Poi prendi Lana Del Rey. Fine in qualsiasi occasione, elegante, quasi sofisticata. Musiche malinconiche e teatrali. Carattere delicato. Insomma, l’esatto opposto di tutte loro – anche se in comune hanno il talento. E dunque, anche qui un dato di fatto. Il confronto mostra evidenti differenti ma la domanda iniziale di Lana si basa su un punto diverso. Non vuole criticare il loro modo, lo evidenzia come dato di fatto per definire il loro stile e sottolineare che non subiscono tutte le critiche che subisce lei. Lei che, invece, racconta e canta in maniera diversa, ma esprime le emozioni e i pensieri delle donne fragili come lei. Ma, come abbiamo anticipato, la reazione e l’interpretazione non è stata questa. Le critiche che il mondo ha inteso sono arrivate a definire Lana come una razzista, considerando che 6 donne su 7 da lei nominate sono di colore.

Lana Del Rey, le donne contro le donne

Lana Del Rey, le donne contro le donne

Le donne che appaiono come me

E allora Lana Del Rey risponde, mette in chiaro ancor di più le cose. A chi la accusa di essere razzista o di passare per la bianca privilegiata che sminuisce il lavoro delle sue colleghe penalizzate dal colore della pelle durante gli anni di attività, replica con fermezza. “Avrei potuto letteralmente citare chiunque, ma ho scelto le mie fottute persone preferite. E questo è il problema con la società oggi, non tutto riguarda qualunque cosa tu voglia che sia. È esattamente il punto del mio post: ci sono alcune donne che per cultura non dovrebbero avere una voce, ma questo potrebbe non avere a che fare con la razza o con non so che altro. Non mi interessa più, ma non mi faccio mai e poi mai chiamare razzista perché è una cazzata“.

E infine, sempre in merito agli attacchi incentrati sul white privilege, Lana risponde sul punto in cui scrive <le donne che appaiono come me>. “Intendevo le persone che non sembrano forti o necessariamente intelligenti, che non hanno il controllo. Si tratta di sostenere una personalità più delicata, non una donna bianca“. Ricordiamo che Lana ha duettato con una delle cantanti citate, Ariana Grande, nel brano Don’t Call Me Angel, insieme anche a Miley Cyrus. Un’artista internazionale come Lana Del Rey che motivo avrebbe a scrivere una lettera del genere attaccando le sue colleghe? Ma soprattutto le critiche a queste dove sono? Non si legge nulla di irrispettoso o di stampo razzista.

Un post controverso non tanto controverso

Lana Del Rey non ha apprezzato le critiche ricevute dopo la sua lettera – e ci mancherebbe. Ha voluto quindi precisare, riportando altri suoi pensieri, che rimane ferma nella sua posizione, dopo aver ricevuto vari feedback, anche da persone che aveva citato come Ariana e Doja Cat. Il punto del suo post era “l’importanza dell’autopromozione della personalità femminile più delicata e spesso respinta, più morbida, e che deve esserci spazio per quel tipo, in quella che potrebbe essere una nuova ondata di femminismo che si sta avvicinando“. Si voleva soffermare anche sul fatto che ci sono alcuni artisti che “si dissociano dalla propria fragilità e sessualità rimproverando altri artisti più sessualmente liberi come me e le donne che ho citato“.

Lana si esprime in conclusione sulla critica razziale. “Parlare della razza come un problema dice molto di più su di voi che su di me: volete il dramma, non volete credere che una donna possa essere bella, forte e fragile allo stesso tempo.
Niente di nuovo qui nella vostra reazione. Come dieci anni fa, quando un milione di persone pensava che fingevo fragilità emotiva o che mentivo sul fatto che non avevo soldi quando quella era la verità.
Il mio obiettivo e il mio messaggio sono chiari. Che ho il controllo della mia storia. Se le donne che menziono non vogliono essere associate a me, va assolutamente bene per me“.

https://www.instagram.com/p/CAghpnsJ8Sm/?utm_source=ig_web_copy_link

Insomma, Lana è stata molto chiara. Le interpretazioni variano in base alla simpatia e all’antipatia verso quella persona, in base ai modelli d’ispirazione o in base al proprio carattere ma interpretare erroneamente certi messaggi non fa bene a nessuno. Non fa bene soprattutto alle donne.

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Dear Class of 2020, la cerimonia di laurea in streaming con gli Obama, Beyoncè, BTS e Lady Gaga

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Dear Class of 2020, la cerimonia di laurea in streaming con gli Obama, Beyoncè, BTS e Lady Gaga

Dear Class of 2020, la cerimonia di laurea in streaming con gli Obama, Beyoncè, BTS e Lady Gaga. Se ti dicessero che alla tua cerimonia di laurea parteciperanno personaggi come Barack e Michelle Obama, Beyoncè, Jennifer Lopez, Lady Gaga e molti altri ci crederesti? Beh, questo è quello che succederà il 6 Giugno per le lauree americane. In occasione della cerimonia di laurea del 2020, che avverrà virtualmente, gli studenti riceveranno messaggi d’auguri e d’incoraggiamento per il traguardo raggiunto. La cerimonia di laurea nello stile americano non sarà uguale agli altri anni, non ci saranno abbracci, festeggiamenti in grande con famiglia e amici, ma non poteva mancare il tradizionale discorso di fine anno. Anche se virtuale, un discorso di Barack Obama e altri artisti non potrà essere dimenticato. E non è tutto. Oltre i messaggi di personaggi illustri, vi saranno anche brevi esibizioni di stelle musicali come i BTS, Maluma, Lady Gaga, Camilla Cabello e molti altri.

Dear Class of 2020

Dear Class of 2020 è la cerimonia virtuale che verrà trasmessa in streaming su YouTube per rendere indimenticabile le lauree americane ai tempi del Covid-19. Solitamente questa cerimonia in America è presieduta da un personaggio importante del panorama USA che tiene un discorso d’apertura. Quest’anno è toccato a Barack Obama e a sua moglie Michelle. La coppia americana, però, sarà accompagnata nel discorso da altre star, quali Beyoncè, Lady Gaga, BTS. Ma non solo artisti del mondo della musica, Barack ha chiamato anche Robert M. Gates, Segretario della Difesa sotto la Presidenza di Bush e dello stesso Obama, e Sundar Pichai, l’amministratore delegato di Google. La cerimonia avrà luogo il 6 giugno dalle 21:00 su YouTube, che ha svelato su Twitter le partecipazioni confermate al momento.

Insomma, una cerimonia di laurea del genere non capita tutti gli anni. Susanne Daniels, responsabile globale dei contenuti per YouTube, si era pronunciata a inizio maggio in merito all’evento, come riporta Hollywood Reporter. La laurea in America, così come in tutto il mondo, è un evento unico, e anche “una tradizione che studenti e famiglie non vedono l’ora che arrivi“. La sua speranza era quella di riunire “relatori degni di nota insieme ad artisti internazionali per incoraggiare gli studenti che hanno lavorato così duramente per arrivare fin qui“. Sicuramente, l’evento avrà un impatto grandioso e sarà d’ispirazione per gli studenti americani. Secondo noi, Susanne ha perfettamente raggiunto l’obiettivo.

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Europe Shine a Light, l’Italia rappresentata da Diodato

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Europe Shine a Light, l'Italia rappresentata da Diodato

Europe Shine a Light, l’Italia rappresentata da Diodato. Diodato canterà in un’Arena di Verona deserta la sua Fai Rumore per l’Europe Shine a Light – Accendiamo per la musica, la versione online dell’European Song Contest. Con la chiusura dei confini europei e il divieto agli assembramenti sembra impossibile fare un concerto, se non si optasse per quelli a distanza. Così, dopo ben 64 anni, si ferma anche l’European Song Contest, la più famosa gara europea di musica.

A partecipare quest’anno per l’Italia è Diodato, vincitore dell’ultimo festival di Sanremo, con il brano Fai Rumore. Era già tutto pronto a Ahoy Rotterdam nei Paesi Bassi ma la pandemia ha trasformato il contest in Europe Shine a Light – Accendiamo per la musica. La serata andrà comunque in onda stasera sabato 16 marzo 2020, giorno previsto per la finale, omaggiando tutti e 41 i cantanti che avrebbero dovuto parteciparvi.

Diodato canta Fai Rumore in una Arena di Verona vuota

Sabato 16 marzo dalle 20.35 in una scenografia spettacolare, l’Arena di Verona, Diodato si esibirà con la sua Fai Rumore al Europe Shine a Light – Accendiamo per la musica. A condurre la serata Flavio Insinna e Federico Russo e sarà trasmessa live su Rai Uno, Rai Radio2, Rai4 e Rai Play. Anche se virtualmente, l’Italia torna nei Paesi Bassi, 62 anni dopo la partecipazione di Domenico Modugno con “Nel Blu Dipinto di Blu”. Diodato, fresco vincitore del David di Donatello con il brano “Che vita meravigliosa”, non nasconde l’emozione: cantare da solo nella splendida cornice dell’Arena di Verona la canzone che lo ha fatto trionfare a Sanremo è la realizzazione di un sogno.

Europe Shine a Light, quali sono le novità e gli ospiti

Ideato per sostituire l’European Song Contest 2020, il programma verrà trasmesso in Eurovisione e tramite il canale YouTube della kermesse. Alla serata partecipano anche tutti gli altri 41 cantanti, ognuno ovviamente dal proprio paese di origine. Ma non solo: per l’Italia ci saranno anche i partecipanti alle scorse edizioni, tra cui Mahmood, Francesco Gabbani e Il Volo. I cantanti in gara proporranno sia i brani di quest’anno che le Hit delle scorse edizioni.

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Cultura

Addio ad Ezio Bosso: il grande artista aveva solo 48 anni

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Addio ad Ezio Bosso: il grande artista aveva solo 48 anni

Addio ad Ezio Bosso: il grande artista aveva solo 48 anni. Dopo la liberazione di Silvia Romano sembrava che il 2020 ci avesse offerto una chance di rinascita, ma oggi è arrivata una notizia tristissima. All’età di 48 anni è venuto a mancare Ezio Bosso, noto pianista italiano nonché grande direttore d’orchestra. Ezio Bosso lottava dal 2011 con una malattia neurodegenerativa, scoperta dopo un tumore al cervello. Le sue ultime apparizioni in pubblico sono state in occasione della serata evento Che storia è la musica, dedicata alla Quinta e Settimana sinfonia di Beethoven e, successivamente a Natale, aveva diretto un concerto su Rai 3. Era diventato molto noto al pubblico italiano dopo la sua esibizione a Sanremo 2016 con la sua Following a Bird.

Ezio Bosso lascia un grande vuoto non solo come musicista, ma anche come persona. Ogni volta che si parlava della sua malattia, non ha mai mostrato tristezza ma dava forza e coraggio a tutti coloro che lo ascoltavano. La musica è stata la sua ancora di salvataggio: era solito ripetere che senza la musica non sarebbe riuscito ad affrontare la malattia né a distogliere i pregiudizi che lo inseguivano fin da piccolo.

Addio ad Ezio Bosso, uno dei più grandi pianisti del nostro secolo

Ezio Bosso nasce a Torino il 13 settembre 1971 e riesce ad avvicinarsi alla musica all’età di 4 anni grazie ad una prozia pianista e a suo fratello musicista. Nel 2011 viene sottoposto ad un intervento di esportazione di una neuroplasia, da cui scaturirà la malattia. Tutto ciò non riesce a fermarlo: parteciperà a numerosi concerti, sia in Italia che all’estero. Terrà dei corsi di musica in Giappone e a Parigi. Dirigerà la London Symphony di Londra, l’Orchestra del Teatro Reggio di Torino e l’Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli. Ezio Bosso ha avuto anche modo di esprimersi sul grande schermo, firmando la colonna sonora per i film di Gabriele Salvatores Io non ho paura e Il ragazzo invisibile.

Come compositore, Ezio Bosso ha firmato negli anni alcune raccolte come Fantasia per violino e orchestra nel 2014 e The 21th Room il suo primo disco. Bosso ha regalato al mondo la sua arte ma, soprattutto, il suo sorriso e la sua forza. Sarà sempre ricordato come un artista pieno di forza e di vita, che ha saputo trarre dalla malattia una carica positiva inimmaginabile.

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Luciano Ligabue compie 30 anni di carriera e festeggia sui social VIDEO

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Luciano Ligabue compie 30 anni di carriera e festeggia sui social

Luciano Ligabue compie 30 anni di carriera e festeggia sui social. Ha sessant’anni ma ovviamente non li dimostra, soprattutto quando sale sul palco e inizia a cantare. Nato il 13 marzo 1960 a Correggio, Luciano Ligabue viene scoperto da Pierangelo Bertoli che include il brano “Sogni di Rock’n Roll” in un suo album, Tra me e me, nel 1988. Nel maggio del 1990 esce il primo album, intitolato “Ligabue” ed è quello che segna l’inizio di una carriera in ascesa. Lambrusco e popcorn, Ho messo via, A che ora è la fine del mondo?, Balliamo sul mondo e Miss mondo 99, sono titoli e testi che lo consacrano sullo scenario musicale italiano.

La svolta, però, arriva nel 1995 con Buon Compleanno Elvis, album in cui trova luce uno dei manifesti della musica italiana, Certe Notti. Il Liga sbarca anche sul grande schermo con il film Radio Freccia, interpretato da un giovanissimo Stefano Accorsi, film in cui nascono testi come Ho messo Via e Metti in circolo il tuo amore. Nel 1992 Luciano Ligabue torna dietro la macchina da presa alla regia di Da Zero a Dieci, film che lo candida ad un Nastro d’Argento.

Luciano Ligabue festeggia 30 anni di carriera e annuncia un mega concerto evento già soldout.

In un momento di blocco totale nessuno pensa ai concerti, ma Ligabue si. Per consacrare la sua trentennale carriera, ha annunciato una data unica per il suo “compleanno” artistico. Il 12 settembre prossimo sarà alla Rcf Arena di Reggio Emilia di Campovolo ed è già sold-out, con 100 mila biglietti venduti. “30 anni in un giorno” sarà il primo evento nella Rcf Arena, un polo musicale realizzato per ospitare 100.000 spettatori e con una pendenza del parterre di 5 cm per permettere a tutti una visuale ottimale.

Luciano Ligabue compie 30 anni di carriera e festeggia sui social

Luciano Ligabue compie 30 anni di carriera e festeggia sui social – copertina Facebook

Già dal 2 marzo infatti, sono disponibili sul sito di Luciano Ligabue tutte le informazioni su come arrivare, dove alloggiare e le varie attrazioni previste per la giornata. Campovolo e tutta l’Emilia Romagna hanno da sempre un posto speciale per Ligabue. Nel settembre del 2012, dopo un terremoto che ha sconvolto la regione, Luciano organizza Italia Loves Emilia, un concerto evento dove raggruppa i più grandi nomi della musica italiana, da Jovanotti a Renato Zero, per una grande raccolta fondi.

Sempre a Campovolo, nel concerto evento “Campovolo” del 2005, era riuscito a superare il record europeo di spettatori paganti per un concerto, record che però gli è stato strappato via nel 2017 da Vasco Rossi nel suo Modena Park per celebrare i suoi 40 anni di carriera. Il record verrà ribaltato di nuovo a settembre? Questo non ci è dato sapere, ma di sicuro sarà uno degli eventi più attesi dell’anno.

https://www.facebook.com/Ligabue/videos/172083790795178/

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Musica

Stevie Wonder, compie oggi 70 anni il genio della black music

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Stevie Wonder, compie oggi 70 anni il genio della black music

Stevie Wonder, compie oggi 70 anni il genio della black music. Compie oggi 70 anni Stevie Wonder, genio e leggenda della black music. Stevland Hardaway Morris, nato in Judkins, è di Saginaw, nel Michigan. L’artista americano ha iniziato la sua carriera molto giovane, a soli 11 anni. Con la casa discografica di Detroit, la Motown, inventò “The Sound of Young America”. Stevie Wonder si è da sempre contraddistinto per grandi doti vocali. E’ stato innovatore inoltre della musica Black e Pop, con la capacità di creare un mix di sound unici e molto imitati. L’artista è stato anche un’icona nella lotta per i diritti dei neri americani, della Pace e della solidarietà in Africa.

https://www.youtube.com/watch?v=M9BNoNFKCBI

A soli 13 anni era già primo nelle classifiche con il brano “Fingertips“, un’improvvisazione live con l’armonica. Tante le canzoni presenti nel suo repertorio che hanno avuto un successo impressionante nel corso degli anni. “Superstition“, “For Once in My Life“, “Master Blaster“, “Overjoyed” e, forse la più conosciuta tra tutte, “Isn’t She Lovely“. Tanti anche gli Album resi immortali dall’artista, come “Talking Book“, “Innervision” e “Songs in The Key of Life“.

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Stevie Wonder compie 70 anni: icona dei diritti americani e della società in Africa, tra i suoi successi più famosi “Isn’t She Lovely”

Stevie Wonder, nella sua quasi sessantennale carriera, ha venduto oltre cento milioni di copie. L’artista ha vinto inoltre 25 Grammy Awards. Insieme a Frank Sinatra, inoltre, è l’unico ad aver vinto 3 Grammy consecutivi per i suoi album. Tra le sue collaborazioni il celebre brano per la pace nel mondo, “We are the world“. Tanti gli strumenti che hanno contraddistinto la sua carriera musicale; il settantenne americano, infatti, si è fatto conoscere per la sua capacità di suonare l’armonica (come nel celebre brano “There must be an Angel“), il pianoforte, la tastiera, il basso, la chitarra ed anche la batteria.

https://www.youtube.com/watch?v=x9gXgiHSskk

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Morto Little Richard, padre di Tutti Frutti e del Rock ‘n Roll

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Morto Little Richard, padre di Tutti Frutti e del Rock 'n Roll

Morto Little Richard, padre di Tutti Frutti e del Rock ‘n Roll. E’ morto nella giornata di ieri Little Richard, cantante reso celebre dal brano Tutti Frutti e tra i padri del Rock ‘n Roll. Americano di 87 anni, l’annuncio è stato dato dal figlio per poi essere ripreso dalla rivista Rolling Stone.  Vero nome Richard Danny Pennimen divenne celebre nell’America anni ’50 per via dei suoi look trasgressivi ed il suo stile travolgente al piano. Tra i suoi maggiori successi, oltre a Tutti i Frutti, anche “Long Tall Sally“, “Lucille” e “Good Golly Miss Molly“.

Little Richard, nel mondo della musica, si è sempre fatto chiamare “The Original King of Rock ‘n Roll”. In fondo, lui su quel genere musicale ebbe un grande impatto al punto da esserne praticamente l’artefice. Il suo Tutti Frutti venne ripreso da grandi interpreti come Elvis Presley, i Queen, T-Rex ed anche Elton John. L’inizio era rappresentato da una frase onomatopeica che rappresenterebbe un passaggio musicale fatto alla batteria.

Morto Little Richard, padre del Rock’n Roll e di Tutti i Frutti. Personaggio eccentrico, era stato spesso vittima di razzismo e di episodi di omosessualità

Little Richard dovette spesso scontrarsi con episodi di razzismo e di omosessualità, dovuti soprattutto al suo essere eccessivo, a volte provocatorio. Spesso, infatti, si presentava con abiti sgargianti, con testi un po’ arroganti, trucco e pettinatura spesso composti da vistosi brillantini. Ebbe qualche anno di stop alla fine degli anni ’50, per via di una conversione al cristianesimo, che lo vedrà tornare agli inizi degli anni ’60.

Il treno del Rock’n Roll, però, era già passato. Aveva però un gran fiuto per i grandi musicisti, al punto da ingaggiare, nel 1964, addirittura Jimi Hendrix. Negli anni seguenti Little Richard continuerà nella sua produzione e nei suoi concerti, e comparirà anche in alcuni film. Nel corso della sua carriera ha influenzato diversi artisti, come James Brown, Rod Stewart, David Bowie e Freddie Mercury.

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Tanti auguri a Bono Vox: la voce degli U2 compie oggi 60 anni

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Tanti auguri a Bono Vox: la voce degli U2 compie oggi 60 anni

Tanti auguri a Bono Vox: la voce degli U2 compie oggi 60 anni. Compie oggi 60 anni un’icona della musica: si tratta di Bono Vox, leader del gruppo rock irlandese U2. Vero nome Paul Hewison, da bambino tra le altre cose odiava quel nome che oggi lo rende una celebrità in tutto il mondo. Nella musica sta avendo successo anche il terzogenito del cantante, Eli, leader e frontman degli Inhaler. Bono Vox aveva iniziato la sua carriera con i Lipton Village, gruppo irlandese in cui tutti i componenti dovevano avere un soprannome.

Il cantante degli U2 scelse il suo prendendo spunto da un negozio di apparecchi acustici a Dublino, chiamato “Bonavox”. Il nome Bono Vox, in latino, significa “bella voce“, così Paul Hewison ha definitivamente accettato quel soprannome che oggi lo ha reso molto famoso. Il prossimo 20 ottobre, inoltre, gli U2 festeggeranno i loro 40 anni di carriera, nel giorno in cui uscì il loro primo singolo, chiamato “Boy”.

Bono Vox, il prossimo 20 ottobre si festeggeranno anche i 40 anni di carriera degli U2

Dunque ad ottobre, Bono Vox e gli U2, festeggeranno quattro decenni di una carriera inossidabile e piena di successi. Il cantante, inoltre, nel corso degli anni avrebbe dimostrato un grande carisma, in grado di riuscire a dialogare con i grandi capi di Stato della Terra. Paul Hewison, inoltre, è tra i pochi in grado di richiamare l’attenzione su temi molto importanti per la sopravvivenza dell’intero pianeta, al punto da essere paragonabile quasi ad una guida spirituale.

Il cantautore irlandese è anche diventato uno degli ambasciatori di cause umanitarie come la lotta all’Aids e nella raccolta fondi contro la povertà. Nel 2015 ha partecipato ad un evento all’Expo di Milano, a sostegno dell’iniziativa del World Food Program realizzato dalle Nazioni Unite. Lo scorso 22 aprile, Giornata Mondiale della Terra, Zucchero lo ha omaggiato con un duetto virtuale dal Colosseo di Roma sulle note della canzone di Bono Vox “Let Your Love Be Know”.

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