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Barbara D’Urso fenomeno Social: quando la polemica diventa audience

Barbara D'Urso si commuove sui social
Barbara D'Urso si commuove sui social

Barbara D’Urso (Maria Carmela D’Urso per gli incoscienti) il fenomeno più esplorato dai pandemici del web, quelli che, a ragion vedute, proseguono in una vita quotidiana “fatta di fatti”, critiche, discussioni e ispirazioni. Bhè oggi quel fenomeno soprannaturale (in termini di audience) chiamato Barbara D’urso è l’esatta rappresentazione del web blogging attraverso i social, in gergo: “piattaforme interattive aperte anche ai meno esperti”, insomma, accessibili proprio a tutti.

E quando si costruisce fama e gloria attraverso i social, prima della televisione, allora è anche piuttosto giusto stare un attimo ad approfondire la situazione; soprattutto quando questo stesso fenomeno – che incrementando – potremmo tranquillamente definire soprannaturale ottiene quasi le stesse visite di un certo Giuseppe Conte,  il Presidente del Consiglio, insomma colui che oggi decide in Italia. Ecco che, ad esempio, Barbara D’Urso prova a “spiegare” agli italiani come ci si lava le mani, come si indossa una mascherina e, peggio ancora, come disinfettare le zampe dei migliori amici dell’uomo e che oggi per colpa di affermazioni incaute, subiscono ripercussioni non certo poco dolorose.

Ecco questa è Barbara D’Urso ai tempi del Coronavirus, ectoplasma mediatico che potrebbe tranquillamente essere contrapposta all’affermazione esatta di genio del male, quello dei social quindi, quello che cerca propaganda attraverso i massimi strumenti di concessione popolare e che, mediante critiche e disillusioni, arriva allo scopo, ottenendo appunto fama e gloria; indiretta, questo è certo, ma che potranno confermare uno stipendio di milioni di Euro anche per le prossime stagioni.

Non è la D’Urso: magari fosse

Magari fosse Non è la D’Urso, il problema è che è la D’Urso e come: pianti fasulli e gaffe a fare da padroni all’apoteosi giornaliera da Coronavirus. E dunque se ogni giorno si deve intorno alle 18 fare i conti con positivi, deceduti e popolazioni a rischio poi dover anche sottostare ad una mediazione televisiva fatta di sotterfugi per arrivare a maggior popolante inganno, ecco questo magari andrebbe discusso un pochino. E quando si ottengono conferme e populismo ecco che Facebook richiama all’ordine e lei, la stessa propagandista di male, torna sul web per lanciare la nuova bufala di mercato.

Chiamiamolo sfogo, di concetto, in un momento in cui certo servirebbe maggiore attenzione ai problemi di popolo, di Stato, di Nazione costretta alla reclusione per il male invisibile e obbligata alle tenebre del dopo guerra, quello della normalità che tornerà inevitabilmente a bussare alle case di tutto il popolo italiano: “Signori della giuria popolare, signori giudici, signori d’Italia…aho!” ecco magari siamo caduti nello stesso tranello e discutibilmente continuiamo a parlare di lei…ecco questo è proprio quello che non bisognerebbe fare. Barbara D’Urso è morta? Macchè,  mediaticamente parlando – senza fraintendimenti di male affare – sarebbe anche ora di concedere l’ultimo saluto e di dire addio ad uno dei visi italiani più seguito e più sbagliato dell’intero stato Italia.

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