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Stati Uniti, Donald Trump risponde alle accuse di Barak Obama

Stati Uniti, immediata risposta di Donald Trump alle accuse di Barak Obama. Il Presidente americano: "Lui e Joe Biden meriterebbero la galera". Intanto licenzia l'ispettore generale del Dipartimento di Stato

Stati Uniti, Donald Trump risponde alle accuse di Barak Obama. Dopo le pesanti accuse di Barak Obama, è arrivata immediata la risposta del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. L’ex Presidente, infatti, ieri aveva definito l’attuale Presidente come una persona incapace di gestire la pandemia dovuta al Coronavirus. Secondo Obama, inoltre, Trump e la sua amministrazione non saprebbero neanche far finta di sapere cosa fare. L’ex Presidente dovrebbe essere a sostegno di Joe Biden, avversario del tycoon alle prossime presidenziali di novembre.

Così, come riferito da Ansa.it, Donald Trump avrebbe risposto ai suoi avversari in una intervista su Fox News. Agli interlocutori, il tycoon avrebbe dichiarato che Obama e Biden sono corrotti e responsabili del più grande scandalo della storia americana. Il riferimento dell’attuale Presidente sarebbe al Russiagate ed il caso Flynn, ribattezzato da Trump come Obamagate in un post su Twitter. Addirittura dall’attuale Presidente degli Stati Uniti sarebbe stata evocata la possibilità del carcere sia per Obama sia per Biden. “Se tutto andrà per il verso giusto molte persone la pagheranno. Se io fossi un democratico, molti sarebbero in carcere già da diverso tempo“.

Prosegue la guerra verbale tra Barak Obama e Donald Trump

Nel frattempo, l’attuale Presidente degli Usa avrebbe licenziato l’ispettore generale del Dipartimento di Stato, Steve Linick. Proprio Barak Obama gli aveva affidato quell’incarico nel 2013. Linick avrebbe avuto un ruolo importante nell’impeachment di Donald Trump. Quest’ultimo lo avrebbe licenziato giustificando la decisione in mancanza di fiducia. Una decisione che, però, non avrebbe convinto i democratici americani. La comunicazione sarebbe già arrivata al Congresso. Un licenziamento condannato anche dalla speaker della Camera, Nancy Pelosi.

Il Presidente della Commissione Affari Esteri della Camera, Eliot Engel, come riportato da Il Fatto Quotidiano, avrebbe così accusato il tycoon di vendetta. Linick, infatti, stava indagando sul Segretario di Stato di Donald Trump, vale a dire Mike Pompeo. La piena rimozione dell’ormai ex ispettore del Dipartimento di Stato sarà comunque effettiva tra non meno di 30 giorni. Lo scorso mese di aprile, Trump aveva licenziato anche l’ispettore generale dell’Intelligence, Michael Atkinson. A questo punto, l’impressione è che nonostante manchino ancora diversi mesi, la temperatura sia già calda in America per l’elezione del prossimo Presidente.

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