fbpx

Perché in Europa decidono solo Germania e Francia?

MES light, BEI e Sure le nuove misure che potrebbe adottare l'Europa e nessun ombra degli eurobond. Ma chi decide allora?

Perché in Europa decidono solo Germania e Francia? Il popolo italiano recrimina il dominio franco-tedesco in Europa, puntando il dito contro il governo italiano. Sembrerebbe, infatti, che il nostro continente sia giunto ad un accordo per la soluzione alla crisi economica attuale. Accordo però non proprio in linea con le richieste del nostro Presidente. Ieri sera, alcune agenzie di stampa italiane hanno riportato un’indiscrezione dell’agenzia DPA. Stando all’agenzia tedesca, la Germania e la Francia si sarebbero accordate in vista dell’atteso incontro dell’Eurogruppo, fissato martedì 7 aprile.

La stessa Francia che inizialmente era d’accordo con noi sull’emissione di bond europei comuni per tutti gli Stati. Sbirciando la bozza emergono due nuovi elementi a fianco del MES: la BEI e il Sure. La Banca Europea degli Investimenti (BEI) dovrebbe creare un fondo di garanzia di 25 miliardi e offrire fino a 200 miliardi di liquidità agli Stati europei. Invece, il Sure, il sistema contro la disoccupazione europea, dovrebbe prevedere un’immissione di 100 miliardi per la cassa integrazione. Queste novità saranno supportate dal famoso MES, che dovrebbe assumere vincoli light. Si tratta di ipotesi non ancora confermate, per le quali dovremo, ancora una volta, aspettare. Ma saranno adeguate per il quadro post-crisi?

Quanto conta l’Italia in Europa?

Da circa un mese si parla del Meccanismo Europeo di Stabilità, il famoso MES. Il Fondo Salva-Stati potrebbe essere l’unica ancora di salvezza per la crisi economica europea. Come si è comportata finora l’Italia? Facciamo un passo indietro. A marzo, il nostro Conte si è pronunciato inizialmente a favore di tale fondo, chiedendo aiuto all’Europa. Dopo qualche tono agitato e videoconferenze ripetute, l’Europa ha iniziato ad aprire gli occhi e si è resa disponibile. Di contro, i partiti del nostro Paese si sono opposti all’adozione del MES. E Conte, non potendo non ascoltarli totalmente, ha dato retta a loro regredendo sulla richiesta, per poi, qualche giorno fa, parlare del MES con condizioni differenti.

Ma l’Italia che ruolo ha nell’organo decisionale del MES? Tale organizzazione intergovernativa approva le decisioni in merito ai bisogni finanziari grazie ad un Consiglio dei Governatori. Tale Consiglio è composto da 19 Ministri dell’Economia dell’area euro che partecipano alle votazioni in base alle quote versate nel Fondo. L’Italia ha una quota di contributo pari al 17%, preceduta da Francia con il 20% e Germania con il 27%. Inoltre, il Management Board consta di 7 membri principali tra i 19 Ministri. Questi individui sono capitanati da Klaus Regling, economista tedesco. E tra questi sei nessuno proviene dall’Italia.

MES: si o no?

Maggior chiarezza può servire a capire se il MES è uno strumento valido per le condizioni attuali o meno. Il MES nasce per risolvere i problemi simmetrici di uno stato membro in difficoltà economica. Dunque, il MES agisce nel momento in cui un Paese perde l’accesso al mercato in mancanza di credibilità. Può erogare due linee di credito in base a chi lo chiede. Una di questa è valida per gli Stati che superano il rapporto debito PIL del 60%. Sapete a quanto ammonta quello italiano? Al 134%. E le condizionalità? Lo Stato deve firmare un memorandum negoziato con la Commissione Europea che impone delle riforme per migliorare l’economia. Ad esempio? Stimoli alla crescita economica, riforme fiscali e, se necessari, tagli alla spesa pubblica o privatizzazioni. In altre parole, l’Europa ti presta i soldi per uscire dalla crisi ma devi assicurargli la restituzione. Si tratta, perciò, di un mega prestito. Il dubbio sollevato nell’ultimo periodo riguarda proprio la caratteristica di asimmetria singolare di uno stato, sottostante all’esistenza del MES. Nel caso che stiamo vivendo si delinea una simmetria comune. Si possono applicare dunque le stesse condizioni?

Il vicolo cieco

Tirando le somme, la situazione europea vede gli Stati con un debito pubblico discreto in una condizione di serenità. Ad esempio, Germania (61%) e Paesi Bassi (52,4%), in base ai dati del FMI. Possono indebitarsi mediante il meccanismo del MES, avendo una certa stabilità economica interna. Gli Stati come il nostro, che cammina a braccetto con Spagna (97,6%) e Francia (98,4%), rischiano un crollo economico totale. Il nostro debito pubblico potrebbe arrivare al 150%. Ecco perché la decisione Europea stenda ad arrivare a differenza di Cina e America. Ecco perché l’Italia sta insistendo sugli eurobond. In quel caso, un eventuale debito condiviso potrà essere ripagato da tutti gli Stati membri, quindi anche da quelli più ricchi. Forse adesso è più chiaro perché l’UE non trova un accordo comune.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui