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Open Arms, ecco l’esito del voto della Giunta su Salvini

Open Arms, la Giunta del Senato vota contro il processo a Matteo Salvini. Decisiva l'astensione di 3 senatori di Italia Viva di Matteo Renzi

Open Arms, ecco l’esito del voto della Giunta su Salvini. Ieri mattina la Giunta per le autorizzazioni si è ritrovata a votare sul possibile processo a Matteo Salvini sul caso Open Arms. A favore della relazione del Presidente di Giunta, Maurizio Gasparri di Fratelli d’Italia, si sarebbero registrati 13 voti favorevoli, 7 contrari e 3 astenuti. Questi ultimi, decisivi, apparterrebbero ad Italia Viva, il partito politico di maggioranza guidato da Matteo Renzi.

Tra i voti favorevoli ci sarebbero anche quelli dell’ex senatore del Movimento 5 Stelle, Michele Giarrusso, e dell’attuale senatrice dei penta-stellati, Alessandra Riccardi. Tra gli altri voti favorevoli i 5 della Lega, i 4 di Forza Italia, uno di Fratelli d’Italia ed uno delle Autonomie. Immediato il commento, tramite una diretta Facebook, dello stesso leader della Lega Matteo Salvini. Quest’ultimo, infatti, avrebbe dichiarato che la Giunta del Senato avrebbe giudicato come lui abbia fatto il suo dovere, agendo per interesse pubblico e non privato.

Open Arms, la Giunta per il Senato nega autorizzazione a procedere su Matteo Salvini

L’ex Ministro dell’Interno, inoltre, ha voluto ringraziare i due senatori del Movimento 5 Stelle. Adesso la palla passerà all’aula del Senato, dove occorreranno 161 voti: Salvini avrebbe dichiarato di voler vedere se Movimento 5 Stelle e Pd continueranno ad insistere sulla loro voglia di processarlo. Intanto il capo gruppo di Italia Viva, Francesco Bonifazi, subito dopo l’astensione che avrebbe di fatto assolto il leader della Lega, avrebbe dato la versione del suo partito dei fatti.

Secondo Bonifazi, infatti, era necessario ricevere notizie di rischi reali di terrorismo e sullo stato di salute delle imbarcazioni bloccate in mare. Notizie che, invece, non sarebbero arrivate. Italia Viva, dunque, non avrebbe partecipato al voto in quanto avrebbe ritenuto troppo complessa la documentazione prodotta. Inoltre, sembrerebbe evidente come le decisioni prese dall’allora Ministro dell’Interno Matteo Salvini abbiano sempre incontrato l’avallo del Governo di cui faceva parte.

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