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Il premier Conte promette: “Estate senza quarantena ma nel nostro Paese”

Oggi, Conte si è espresso sull'estate italiana, promettendo le vacanze nel nostro Paese al mare e in montagna con le dovute accortezze e cautele, facendo un pò il punto sul panorama attuale. Ha parlato anche della bella notizia della liberazione di Silvia Romano

Il premier Conte promette: “Estate senza quarantena ma nel nostro Paese” Il premier Conte si sofferma sull’estate italiana e ci promette che non staremo ai nostri balconi come qualche settimana fa. “Potremo andare al mare, in montagna, godere delle nostre città e della loro bellezza“, così Conte si pronuncia sulla stagione estiva ormai alle porte. In un’intervista in apertura sul Corriere della Sera, Giuseppe Conte crede che le ferie si debbano passare in Italia, non rinunciando alle vacanze e seguendo le regole e le opportune cautele. Si attendono comunque i nuovi numeri del “quadro epidemiologico“, insomma capire quale andamento assume la curva dei contagi, aumentano o diminuiscono? Sulla base di questo, in base a quanto dice Conte, si potrà definire il percorso completo con date e programmazione dell’estate italiana, sicuramente diversa dalle altre.

Le parole del Premier

Su Silvia Romano

Il Presidente del Consiglio dei Ministri non può che non commentare la splendida notizia della liberazione di Silvia Romano, dichiarandosi “felice“. Silvia era stata rapita in Kenya nel novembre 2018. Si trovava là come volontaria. Finalmente libera, la giovane milanese non vede l’ora di tornare in Italia, “Sono stata forte ed ho resistito, sto bene“. Oggi atterrerà nel suo Paese alle 14:00, a Ciampino. Un bellissimo regalo per la festa della mamma che cade proprio oggi. Conte ha tweettato ieri la notizia ed ha ringraziato i servizi di intelligence, l’autorità giudiziaria per il lavoro investigativo e l’attenzione nel caso da parte dei Ministri Di Maio e Guerini.

Le conseguenze economiche

Secondo Conte, l’estate italiana ingloba comunque dei “mesi molto difficili“. Assisteremo ad una brusca caduta del PIL e le conseguenze economiche saranno “dolorose“. Diciamo che tutto ciò non dovrebbe stupirci più di tanto, il PIL è già caduto e stiamo ancora cercando di capire come curarci le ferite economiche. Il premier si esprime anche sul panorama europeo: “Sulla nuova linea del MES sono arrivate parole chiare dall’Eurogruppo. Ora attendiamo i regolamenti attuativi e poi veluteremo in Parlamento“. Ammette anche che le risorse del Mes, della Bei e del Sure da sole non basteranno. Per cui stanno discutendo con la Commissione Europea per l’introduzione di un “Recovery Fund di notevoli dimensioni“. Anche qui si parla di attesa sostanzialmente, nulla di certo al momento.

Le Regioni e il potere decisionale

No alle iniziative avventate. Conte specifica che, dopo la valutazione della curva epidemiologica, si potrà considerare “la differenziazione geografica” in merito ai provvedimenti anti-Coronavirus. In altre parole, vedere se in base ai numeri di ogni regione si potrà fare più spazio alle singole regioni in merito al potere decisionale, senza procedere “in ordine sparso“. Poi sulla scuola parla di prudenza e gestione unitaria del rientro. Col ministro Azzolina stanno valutando le opzioni per il rientro, anche se un esempio potrebbe essere la Cina, che ha studiato un metodo per “sanificare i bambini”.

Anticipo in programma?

Sulla richiesta di anticipare la riapertura di bar e ristoranti, invece, Conte rimane cauto. Tutte le decisioni prese finora ed anche questa, nell’ipotesi in cui si possa confermare, fanno riferimento ai dati. Per cui si sta lavorando sul monitoraggio degli ultimi proprio per capire se quest’anticipazione è possibile o no. Chiaramente occorrerà che venga seguito un protocollo specifico, come già succede per la sanificazione nelle attività che hanno riaperto il 4 maggio. Nel caso in cui il quadro sarà positivo, “potremo concordare con le Regioni alcune anticipazioni“, commenta Conte. Il ministro ci tiene a precisare che i monitoraggi devono essere puntuali, onde evitare “imprudenze che pagheremmo con costi enormi“.

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