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Economia, perchè il MES non è la strada giusta

Economia, perchè il MES non è la strada giusta
Economia, perchè il MES non è la strada giusta

Economia, perchè il MES non è la strada giusta. L’Italia e tutto ciò che comprende il nostro sistema democratico, di cui spesso ci vantiamo, deve essere messo di nuovo “al centro del villaggio”. Si torni a discutere i provvedimenti all’interno delle aule, si torni a ritenere il confronto la vera arma della democrazia e si dia l’esempio nei confronti di chi, come i rider e gli infermieri, sono al fronte senza tutele e con stipendi da fame: il Parlamento torni attivo per il bene del paese.

La crisi economica adesso spaventa tutti gli italiani: imprenditori, lavoratori dipendenti e liberi professionisti. L’umore del paese è basso e i cittadini si aspettano un intervento da parte dello Stato. Il Governo ha incontrato le opposizioni che, da destra a sinistra, continuano a ribadire il loro disaccordo nei confronti del MES. La paura dell’adozione di questo strumento e dell’accensione del “bazooka”, citando il Presidente Conte, spaventa per le conseguenze che potrebbero derivarne. Le opposizioni sono convinte che lo Stato non debba piegarsi ancora alla volontà dell’Unione Europea e che, nonostante si proverà a strappare un accordo privo di condizioni, il MES sia la definitiva capitolazione del nostro paese. Il Governo sembra convinto, invece, di questa strada e sembra sempre più convinto di voler trattare contro il potente asse del Nord che, di contro, sembra non essere incline alle discussioni. Ammesso, però, che il Governo riesca a strappare un accordo con Germania e Olanda, siamo così sicuri che il MES sia sciolto da qualunque vincolo?

Economia, le insidie del MES

Se ne parla da tempo: il MES potrebbe essere il nuovo mezzo del Governo per trovare la liquidità da investire nel sistema economico. Ci sarebbero, però, due aspetti da considerare prima di prendere questo tipo di decisione. Il primo, lo scrive Marco Palombi su IlFattoquotidiano, è la centralità del Parlamento in materia finanziaria. Insomma: per approvare il MES è obbligatorio il passaggio alle Camere. Un mancato coinvolgimento dell’intero arco parlamentare rappresenterebbe un grosso illecito e, soprattutto, un gigantesco autogol per un Governo già accusato di essere stato poco coinvolgente. In secondo luogo, poi, ci sarebbe un “tranello” europeo. Il MES, qualora venisse adottato, si trasformerebbe in un prestito senior, quindi in un prestito che avrebbe la precedenza su tutti, anche sui detentori di BTP. Un aspetto che, qualora lo Stato si trovasse in difficoltà nella restituzione del denaro, potrebbe costringere il Governo ad adottare le misure (ra)comandate dallo stesso Fondo Salva Stati che, come ogni creditore, deve rientrare della cifra prestata. La ristrutturazione del debito per onorare gli impegni del MES vorrebbe dire una sola cosa: tagli alla spesa pubblica, alle pensioni e alla sanità.

Economia, BCE come la Federal Reserve

La soluzione più semplice e quella, probabilmente, più rapida ed efficace potrebbe essere il ricorso alla BCE. La Banca Centrale Europea, sulla falsa riga di quello che si starebbe apprestando a fare la Federal Reserve, la Banca Centrale degli USA, potrebbe iniziare ad acquistare ILLIMITATAMENTE i titoli di Stato dei paesi membri per garantire immediata liquidità. Una manovra di questo tipo garantirebbe una maggiore libertà di movimento e quindi una maggiore presenza dello Stato nell’economia reale. Attraverso questi passaggi sarebbe più facile intraprendere la strada dell’Helicopter money, che molti economisti ormai ritengono essere necessaria.

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Written by Federico Mossolino

Sono nato a Roma e sono diplomato a liceo classico "Aristofane".

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