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Coronavirus: si riunisce l’Eurogruppo ma con idee divise

Oggi si riunisce di nuovo l'Eurogruppo. Dopo il nulla di fatto di qualche settimana fa, la speranza dell'Italia è che si prenda una decisione. Il no al MES è perentorio

Coronavirus: si riunisce l’Eurogruppo ma con idee divise. Dopo l’ultima conferenza stampa in cui il Presidente del Consiglio ha annunciato l’ultimo provvedimento a favare delle imprese, oggi riunirà l’Eurogruppo per decidere come uscire dalla crisi. “MES no, Eurobond sì“. Conte è stato chiaro, non vuole sentir parlare di nessun tipo di provvedimento che non siano gli Eurobond. I toni si stanno alzando e le preoccupazioni dei paesi più colpiti diventano ogni giorno sempre più forti e importanti. Le posizioni, però, per usare un eufemismo, come confermato da Paolo Gentiloni, sarebbero molto più che distanti. Gli schieramenti sono quelli dell’ultima riunione dell’Eurogruppo: Germania, Austria e Olanda da una parte e i paesi del Mediterraneo dall’altra. L’incognita, la mina vacante è rappresentata dalla Francia che però sembra essersi avvicinata alle posizioni delle “formiche”.

La strada che la Germania, insieme ai suoi alleati, sembra voler continuare a battere resta quella del MES con l’ausilio di altri due strumenti finanziari: lo Sure e la Bei. Insomma, prestiti. L’Eurozona, secondo la cancelliera tedesca, Angela Merkel, si salverà grazie ai prestiti di questi istituti comunitari.

Coronavirus, i paesi del Nord: Mes light, Sure e Bei

Germania, Olanda, Austria e, in parte, anche la Francia, sono certe che l’utilizzo di questi tre strumenti sia il più efficace per aiutare i paesi demoliti dagli effetti del coronavirus. L’ipotesi degli Eurobond non piace, mentre quella del MES light sembra essere la strada maestra. Un MES che, stando a quanto proposto, dovrebbe essere molto meno stringente rispetto a quello che è stato attivato in Grecia ma che sarebbe vincolato solamente ai provvedimenti tesi a risolvere i problemi causati dall’emergenza sanitaria. Secondo quanto riporta IlFattoQuotidiano, al MES potrebbero accedere tutti gli stati chiedendo prestiti fino al 2% del PIL, nel caso dell’Italia 36 miliardi. I dubbi all’interno del Governo restano specie sugli effetti futuri di questo meccanismo. Il MES, essendo un prestito senior, potrà mettere mano alla politica interna? Potrà “consigliare” i tagli alla spesa pubblica per rientrare del prestito? Il MES non piace, specie al Movimento 5 Stelle.

Non finisce qui, però, perché oltre al Fondo Salva Stati ci sarebbero altri due istituti da analizza: lo Sure e la Bei. Lo Sure verrà utilizzato ingrandire i fondi destinati alla cassa integrazione dei 27 stati membri. Questo istituto sarà capace di muovere fino a 100 miliardi i euro, partendo da 25 miliardi di euro di garanzie comuni. Dulcis in fundo c’è la Bei, la Banca Europea degli Investimenti. Un fondo di garanzia da 25 miliardi ideato per dare la possibilità alle imprese europee di fare investimenti fino a 200 miliardi.

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