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Coronavirus, Sgarbi: “Ecco perché chiedo scusa”

Coronavirus, Sgarbi: "Ecco perché chiedo scusa"
Coronavirus, Sgarbi: "Ecco perché chiedo scusa"

Coronavirus, Sgarbi: “Ecco perché chiedo scusa”. Il suo modo di comunicare è sempre stato fuori dalle righe, nel bene o nel male. Esperto critico d’arte, quando lo senti parlare, nel campo che gli compete, non puoi far altro che ascoltarlo e appassionarti a tua volta. Il problema si pone quando nei suoi discorsi, oltre all’arte entrano anche argomenti non di sua competenza. In un’intervista pubblicata su Il giornale spiega di aver sbagliato, ma di averlo fatto anche perché sbagliati erano i discorsi che vari virologi di sua conoscenza facevano. Lui si scusa, la buona fede lo ha sempre accompagnato e anche la volontà di trasmettere ottimismo a tutti quanti.

“È stato da irresponsabile”

“Mi scuso raramente perché raramente sbaglio, generalmente ho ragione…” Di certo possiamo affermare che la modestia non sia tra le sue doti più grandi, e poi continua: “In questo caso io ho ascoltato svariati virologi che hanno, almeno sino al 9 marzo, stimato il pericolo del covid-19 come relativo… Poi la situazione è stata valutata diversamente. È stato da irresponsabile perché non dovevo far circolare informazioni rassicuranti che esulano dalla mia competenza. Però è anche vero che io sono irresponsabile di quelle informazioni la cui responsabilità ricade sui competenti che le davano. E che non mi pare si scusino.”

In merito alle affermazioni quando chiedeva a tutti di andare a Codogno si spiega così: “Non volevo incitare nessuno a violare nessuna normativa. Ho parlato con persone della zona e anche di Piacenza. Si sentivano trattate come appestati. Io volevo veicolare un messaggio di carità cristiana, ai malati si sta vicini. Ovviamente senza violare quarantene e andando quando la zona veniva indicata come bonificata. Non volevo fare nessuna provocazione o violazione. Volevo trasmettere ottimismo e che questa malattia non è come la peste. Ma di nuovo sono stato frainteso e quindi mi scuso.”

Chi è senza peccato scagli la prima pietra è una frase di carattere religioso ma che in qualsiasi situazione può essere ripresa. Condannare le parole di Sgarbi è un gesto corretto, accogliere le scuse anche. Nella speranza che la prossima volta ci pensi almeno per dieci secondi prima di parlare, data anche la sua visibilità.

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