fbpx

Coronavirus, politica vs Instagram: si è ribaltato tutto

Qualche anno fa, e non serve tornare troppo indietro, in Italia c'era chi per questioni politiche era pronto a morire. Adesso blogger, influencer ed instragrammer riescono ad essere più convincenti.

Il mondo sembra essersi ribaltato. Si sono ribaltati i valori e le personalità a cui si dà ascolto. La raccolta fondi iniziata da Chiara Ferragni e da Fedez sta avendo un successo incredibile. La somma di denaro che si sta raccogliendo potrebbe diventare una cifra da capogiro che testimonia quanto ormai queste personalità siano davvero influenti nel mondo contemporaneo. Chiara Ferragni ha creato un mestiere e, forse, ha creato uno stile di vita più che una professione. Con il tipico, e sempre più deriso, dilemma del “oggi non so cosa mettermi” ha annullato le distanze e si è avvicinata al mondo reale. La diretta Instagram del matrimonio ed il film Unposted ha reso partecipe il pubblico della sua vita privata e della forma più intima del rapporto con il marito. I social hanno annullato una distanza che la politica, nascondendosi nei proprio palazzi istituzionali, non è riuscita e non riesce ad annullare.

La contro risposta, la prova empirica c’è stata questa notte. Il popolo è più vicino alle celebrità che, nonostante abbiano conti in banca a molti zeri, sembrano essere più sociali che social. Il Governo, il Presidente del Consiglio e lo Stato, rappresentato dai medici, hanno chiesto aiuto: “Rimanete a casa più che potete. Aiutateci a contenere i contagi”. La risposta? Un assalto ai supermercati degno della prima ora del Black Friday. La politica dovrebbe tornare ad essere respirata dal popolo e dalla cittadinanza che, oltre a dovere applicare le norme e le richieste dello Stato, però, dovrebbe essere aiutata e compresa. Se bisogna fare un passo verso chi è più in difficoltà, lo devono fare tutti: politici, attori, calciatori ed influencer. Tutti devono sfruttare la loro forza comunicativa, avvicinarsi al popolo e dimostrarsi italiani.

Basta poco, basta uno smartphone

La politica ha perso il suo effetto persuasivo, non riesce a penetrare nelle idee della gente e del popolo. I cittadini, ormai, sono delusi da un mondo che sentono di non poter più gestire e per il quale credono non valga più la pena combattere. I tavoli istituzionali e il Parlamento non sono più sacri, anzi. Adesso fanno paura, o peggio, fanno rabbrividire. Meglio quindi, nascondersi dietro un smartphone, vedere cosa pensano e cosa dicono quelle persone che non hanno contribuito a questo scollamento sociale fra istituzioni e popolo. Si è ribaltato tutto: lo smartphone è la voce della verità; lo Stato, invece, non è più credibile. La follia di questa notte, qualora non fosse ancora chiaro, è l’ennesima dimostrazione di questa sfiducia. La politica dovrebbe iniziare a fare dell’autocritica e cercare di riconquistare la fiducia del popolo. D’altronde basta poco, basta uno smartphone.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui