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Coronavirus, l’Europa insiste: avanti tutta sul MES

L'Europa svolta, o meglio, l'Europa trova la strada grazie alla Francia. Uno dei nostri maggiori alleati torna a strizzare l'occhio alla Germania. Il MES si fa sempre più concreto

Coronavirus, l’Europa insiste: avanti tutta sul MES. L’impresa di riuscire a far valere la propria posizione sembra essere sempre più difficile. Germania e Francia sarebbero tornate a condividere molte delle strategie per salvare il futuro prossimo dell’Europa e della sua economia. Il motivo delle discordie è sempre quello, il MES. L’Europa, almeno inizialmente, sembrava divisa in due blocchi geografici e politici: il Sud contro il Meccanismo Europeo di Stabilità e il Nord favorevole. Le carte in tavola, però, a pochi giorni dalla prossima riunione dell’Eurogruppo, sembrano drasticamente cambiate.

Il nostro più importante alleato, e il principale motivo per il quale la discussione di è aperta, ovvero la Francia, sta iniziando a avvicinarsi sempre di più alle posizioni dell’asse del Nord. Un rinnovamento ed alleggerimento delle clausole, dei vincoli e delle condizionalità del MES potrebbero convincere l’Eliseo a accettare questo strumento. Dalla Germania continuano a ripetere che gli strumenti presenti sono sufficienti, basterebbe modificarli e renderli il più congrui possibile alla situazione di emergenza che stiamo vivendo.

Coronavirus, ecco il nuovo MES

Zero condizionalità, zero Troika e zero vincoli“. Sarebbero queste le novità presenti nuovo MES che però continuano a non convincere né Conte né Gualtieri, ma questo sembra un fattore secondario. L’asse franco-tedesco sembra essersi ricollegato e riavvicinato nuovamente e a tessere le fila di questa nuova intesa sarebbero stati i rispettivi ministri delle finanze, Le Maire Scholz. Il primo punto del nuovo piano di rilancio europeo quindi è il MES che, però, non sarà l’unico protagonista.

Stando a quanto riporta il FattoQuotidiano, oltre ad un MES con condizionalità vantaggiose e crediti più generosi (fino 2% del PIL di ogni paese), l’Europa avrebbe pensato ad un prepotenze ingresso della BEI (Banca degli investimenti europei) e allo Sure. Sarebbero questi i tre pilastri del rilancio tedesco per “venire incontro” ai paesi più colpiti. Se il ruolo del MES è chiaro, come è chiaro quello dello Sure (il fondo per i lavoratori in cassa integrazione), meno chiaro sarebbe quello della BEI. Quest’ultima, infatti, potrebbe garantire investimenti fino a 200 miliardi per gli stati membri con lo stanziamento di una garanzia da 25 miliardi. Cifra a cui saranno chiamati a contribuire tutti i paesi.

L’Europa va avanti da sé e continua ad ignorare le richieste di uno dei paesi fondatori; continua a non voler cambiare prospettiva e continua a voler percorrere la strada dei prestiti. Il fattore meno incoraggiante è che le urla di ConteGualtieri sembrino ingabbiate in una stanza insonorizzata.

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