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Coronavirus, Conte a fianco dell’Italia: il nuovo budget è sufficiente?

Il sostegno economico italiano alle famiglie in difficoltà arriva con il nuovo DPCM firmato ieri da Conte: 4,3 miliardi di euro previsti per i Comuni e 400 milioni in più per i buoni spesa

Coronavirus, Conte a fianco dell’Italia: il nuovo budget è sufficiente? La situazione in Italia non sembra migliorare. Anzi, piuttosto che fare passi avanti, sembrerebbe che se ne facciano indietro, visto il malcontento in molte città italiane. Non grava solamente la situazione d’emergenza sanitaria ma anche quella economica, che sta mettendo in difficoltà numerose famiglie.

L’ancora di salvezza sembra essere stata lanciata proprio ieri da Giuseppe Conte, durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi. Il nuovo decreto DPCM, già firmato, prevede 4,3 miliardi di euro per i Comuni e lo stanziamento di buoni spesa per le famiglie in difficoltà, di 300 o 400 euro. Il Premier ha sottolineato la sua volontà di restare a fianco degli italiani e di battersi fino all’ultima goccia del suo sudore. Ma, nonostante l’apprezzamento delle sue decisioni governative, in molti si chiedono quando arriveranno concretamente questi soldi e se basteranno.

Il punto sulla povertà in Italia

Si spera che le nuove disposizioni possano risollevare la situazione economica delle famiglie italiane. In molti però si chiedono se il budget stanziato dal governo sia sufficiente. Basandoci su alcuni dati ufficiali a disposizione, abbiamo provato a rispondere a questa domanda. Premesso che le condizioni, i criteri e le specifiche relative alla distribuzione del nuovo budget si omettono in questo metodo di calcolo basato su ipotesi puramente induttive.

Inoltre, si specifica che si considera solo una parte della popolazione, quella povera. In base agli ultimi dati ISTAT in riferimento all’anno 2018, sono circa 5 milioni le famiglie italiane in povertà assoluta e ben 9 milioni quelle che vivono in povertà relativa. Focalizzandoci semplicemente sulla spesa alimentare e dei beni essenziali, l’italiano in media spende tra i 400 e i 500 euro al mese, in base alla regione. Quindi se le famiglie povere sono 14 milioni e la spesa media mensile in Italia è pari a 450 euro, l’ammontare necessario sarebbe pari a 6.3 miliardi di euro circa.

Il confronto con il nuovo DPCM

Posto che tali dati sono dedotti da semplici ipotesi e che nell’arco di due anni i valori avranno subito dei cambiamenti, la cifra comunque individuata non si avvicina a quella definita dal Premier Conte, di cui riportiamo qui le parole di ieri: “Ho appena firmato un DPCM che dispone di 4.3 miliardi a valere sul fondo di solidarietà dei Comuni. Con ordinanza della Protezione Civile aggiungiamo 400 milioni, un ulteriore anticipo che destiniamo ai comuni col vincolo di destinarlo alle persone che non hanno i soldi per fare la spesa. Da qui nasceranno buoni spesa ed erogazioni di generi alimentari.

La destinazione dei 4.3 miliardi è riservata ai Comuni mediante il Fondo sopracitato ai fini di aiuti alimentari. Per cui, se consideriamo i buoni spesa derivanti dai 400 milioni bonus, raggiungiamo la cifra di 4,7 miliardi di euro. Il confronto con la cifra prima individuata porta ad un gap di 1,6 miliardi di euro. Ribadendo l’incertezza dei dati ed eventuali cambiamenti temporali, credete che tale gap sia giustificato? Inoltre, se volessimo allargare l’orizzonte, la spesa di cui abbiamo parlato di riferisce solo ai beni alimentari ed essenziali. E le bollette? L’affitto? Le rate dei mutui?

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