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Coronavirus, Boccia: “Pretendiamo chiarezza, altrimenti non c’è scienza”

Dal 4 maggio dovrebbe partire la fase 2 in Italia. Sono tanti i dubbi ancora, a manifestarli più apertamente è il ministro Boccia

Coronavirus, Boccia: “Pretendiamo chiarezza, altrimenti non c’è scienza”. Da oggi 14 aprile riaprono le librerie e i negozi di abbigliamento per bambini insieme a tante altre aziende di settori più specifici. Dal 4 maggio invece ci sarà il via per una vera e propria fase 2, della quale si è ancora capito poco, ma bisogna avere fede, al massimo il 2 o il 3 maggio sapremo qualcosa. Nel frattempo il ministro degli Affari regionali e delle Autonomie, Francesco Boccia, chiede “alla comunità scientifica, senza polemica, di darci certezze inconfutabili e non tre o quattro opzioni per ogni tema” e poi continua “Chi ha già avuto il virus, lo può riprendere? Non c’è risposta”. Certo, se la comunità scientifica lo sapesse crediamo non ci avesse pensato così tanto tempo per riferirlo al governo, ci piace pensare che la scienza abbia i suoi tempi e non ci siano dietrologie strane.

Non possiamo stare fermi finché non arriva il vaccino

“Pretendiamo chiarezza, altrimenti non c’è scienza”. Queste le parole del ministro Boccia nell’intervista pubblicata dal Corriere della Sera. Torna poi sul tema responsabilità e vaccino: “Noi politici ci prendiamo la responsabilità di decidere, ma gli scienziati devono metterci in condizione di farlo. I test sierologici sono affidabili?. Non possiamo stare fermi finché non arriva il vaccino”. Ormai la storia è sempre la medesima. Pare che il paese sia fermo da un mese e mezzo perché la scienza sia lenta.

In seguito cerca di chiarire la posizione, difendendo anche la strada intrapresa dal premier francese Macron che ha prolungato il lockdown fino all’11 maggio. Siamo “nella fase in cui vediamo le prime luci e dobbiamo difendere i risultati raggiunti. Capisco la voglia di uscirne, ma i numeri ci dicono che siamo ancora dentro l’emergenza. Se il presidente Emmanuel Macron prolunga il lockdown all’11 maggio, è perché sa che senza salute non c’è economia”. Insomma, è tutto nelle mani degli scienziati e dei numeri.

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