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Conte sulla fase 2: “Riaprire ora sarebbe irresponsabile”

Conte si esprime sui social sulla fase 2: si avvierà dal 4 maggio ed entro questa settimana comunicherà il piano nazionale su cui verterà. Il Governo frena le richieste di anticipare la riapertura e specifica che non si possono assumere decisioni estemporanee considerando i molteplici fattori in gioco

Conte sulla fase 2: “Riaprire ora sarebbe irresponsabile”. Quando inizia la fase 2? Cosa cambierà nuovamente? Il Presidente Conte si esprime sui suoi profili social al riguardo. Ma le risposte che cerchiamo non sono così concrete. Ancora una volta la certezza è solo una: aspettare. Questa attesa inizia a sembrare infinita. Dal primo focolaio ad oggi, il verbo più utilizzato è stato aspettare probabilmente. Ma è ingiusto? Non è nelle nostre possibilità avanzare nel futuro facendo passare tutto, per cui ci tocca.

E Conte conferma tutto ciò. Anche perché trovare una soluzione univoca che piaccia all’intero Paese non è così facile come si pensa. Ci sono imprese che stanno precipitando ed hanno bisogno di ripartire. Ci sono regioni che hanno un tasso di contagi molto basso e vorrebbero ripartire con qualche attività. Come c’è chi in politica, dalla sua comoda poltrona, spinge per una riapertura anticipata rispetto al 4 maggio. Il “lavoro senza sosta del Governo” mira a trovare un accordo che vada bene a tutti.

Accontentare tutti è possibile?

Da un lato, i cittadini non ce la fanno più e sono stanchi – di restare a casa? – dall’altro, le imprese e le attività bloccate hanno bisogno di ripartire in qualche modo. Con aiuti economici concreti o un protocollo di sicurezza, ma senza dubbio devono. La riapertura del domani, comunque, non rientra tra i piani del Premier italiano. “Mi piacerebbe dire: riapriamo tutto, subito“. Si esprime così Conte sulla fase 2. La priorità assoluta è la salute del cittadino italiano, motivo per cui riaprire subito “sarebbe irresponsabile“. La riapertura immediata inietterebbe nuova linfa nel sistema produttivo ed economico del Paese e, allo stesso tempo, farebbe spiccare il volo al numero dei contagi. E allora che senso avrebbe avuto il lockdown fino ad oggi?

Più che ragionevole l’osservazione di Conte, quasi indiscutibile. Bisogna agire con criterio e prudenza. E soprattutto con un piano d’azione ben definito. Niente improvvisazione. Prendere decisioni drastiche che sostengano una parte dell’opinione pubblica e affossino l’altra non avrebbe senso. E Conte lo sa bene. “Non possiamo affidarci a decisioni estemporanee“.

La necessità di un programma serio

L’allentamento delle misure ristrettive rincorso da tutti avverrà. Ma non senza un “piano strutturato e articolato“. Un programma che permetta di mantenere il rischio dei contagitollerabile“, secondo il Premier Conte, e un programma che consideri tutti i particolari, focalizzandosi sulle strutture ospedaliere. La riapertura anche di una singola impresa, con tanto di misure di sicurezza obbligatorie, ingloba conseguenze indirette quali il flusso di lavoratori che si sposterebbero, con la macchina o con i mezzi pubblici. E se fossero due, tre o dieci, si moltiplicherebbe il tutto. Sembra abbastanza chiaro perché il governo non può riaprire senza un calcolo di tutte queste variabili. In più, se si aggiunge la morfologia e le peculiarità di ogni regione, ci si rende conto che davvero si tratta di un “piano nazionale” importante.

La responsabilità delle decisioni

Conte prosegue nel suo monologo social ringraziando tutti i dottori e gli esperti che sono al suo fianco e lavorano ogni giorno contro il Covid-19, da Borrelli ad Colao. Afferma che questi giorni saranno cruciali per la stesura e l’analisi del piano nazionale della fase 2. E, nonostante l’aiuto degli esperti, afferma l’assunzione della “responsabilità delle decisioni” del Governo. Quasi come a rimarcare questo concetto. Quasi a voler far entrare nelle teste di tutti che il Governo decide sulla base di molteplici fattori e punta all’unione nazionale e alla protezione dei cittadini italiani. Che decide “nell’esclusivo interesse del Paese“. La marcia solidale verso un unico obiettivo comune continua.

Infine, Giuseppe Conte comunica che entro questa settimana il piano sarà pronto e lo illustrerà. E la data di applicazione: il 4 maggio. Niente anticipazioni dunque. Ci tocca resistere nuovamente, anche se non dovrebbe essere più una novità. La prudenza del governo è incoraggiante ma si spera che le decisioni studiate lo siano altrettanto.

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