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Conte: “Oggi è il tempo dell’azione dalla quale nessuno può fuggire”

Conte: "Oggi è il tempo dell'azione dalla quale nessuno può fuggire"
Conte: "Oggi è il tempo dell'azione dalla quale nessuno può fuggire"

Conte: “Oggi è il tempo dell’azione dalla quale nessuno può fuggire”. Nuova diretta e nuovo discorso del Presidente del Consiglio Conte in Senato. Sembra ormai essere diventata una prassi consolidata la diretta sui profili ufficiali di Conte al momento di uno dei suoi discorsi. Senza dubbio il governo italiano sta sfruttando gli strumenti tecnologici a disposizione nel mondo. Questo plauso va riconosciuto. Ma tornando alle parole del Presidente Conte, vediamo quali sono le novità di cui ha parlato. Quale messaggio stavolta è arrivato al popolo italiano.

Il momento dell’azione

L’incipit, purtroppo per le vittime che aumentano, è sempre lo stesso: si ringraziano le migliaia di persone che stanno lottando sul campo contro il nemico invisibile chiamato Coronavirus. “Un nemico che è come il vento” per citare Conte. Si ringrazia ad ogni occasione utile e si chiede di non dimenticare tutto questo e tutte queste persone che si stanno sacrificando sul campo. Questo l’inizio del discorso del Presidente Giuseppe Conte che, qualche ora fa al Senato, ha espresso la sua informativa per il potenziale nuovo decreto che vedrà una collaborazione più intensa tra tutte le parti del governo. “Oggi è il momento dell’azione e della responsabilità, dalla quale nessuno può fuggire. La responsabilità massima compete senz’altro al Governo. Ma la responsabilità, proprio per le caratteristiche del nostro nemico, è di tutti i cittadini. E quindi anche voi membri del Parlamento. Tutti siamo tenuti a contribuire per il bene comune.

https://www.facebook.com/GiuseppeConte64/videos/702881653789188/

L’unione di tutte le forze politiche è essenziale

Niente di nuovo sotto il sole fino a qui. Un excursus storico anticipa poi quelle che dovrebbero essere le novità che hanno spinto il Presidente a tenere l’ennesimo discorso, stavolta in Senato. Dalla dichiarazione di stato d’emergenza del Paese dello scorso 31 gennaio, passando dal primo paziente positivo di Codogno del 21 febbraio, fino ai decreti di questo mese, Conte ripercorre le scelte dello Governo.

Adesso, in vista del nuovo decreto, il premier afferma: “Nel lavoro per il decreto di marzo abbiamo incontrato i leader dell’opposizioni e nel testo sono state raccolte alcune delle loro indicazioni, e anche ieri alla Camera ho ricevuto ampie aperture al confronto. Ora c’è un nuovo decreto e possiamo riprodurre questa metodologia di lavoro.” In più, “il governo è favorevole ad un percorso di condivisione con le forze politiche” ha specificato il premier in riferimento alle misure da adottare.

In Europa si vince tutti insieme o saremo tutti a perdere

La lotta, la battaglia, la sfida, che al momento non ha fine, si sta svolgendo non solo in Italia, ma anche in Europa ed in tutto il mondo. Infatti, lo stesso Conte afferma: “In Europa si vince tutti insieme altrimenti a perdere saremo tutti. Ribadirò questa posizione fra qualche ora, ad una video conferenza a livello di G20 e poi al vertice del Consiglio europeo.” Poi proseguendo dichiara che “l’Italia è favorevole allo strumento dei Covid-bond, anche se preferirei chiamarli European Recovery bond.” In conclusione, “La nostra unione monetaria uscirà vincitrice solo se le sue istituzioni saranno rafforzate nel segno della solidarietà e dell’unità.

Renzi chiede una commissione d’inchiesta

Tra gli interventi, Renzi si è fatto notare, ed elogiando il Presidente, ha avanzato una proposta. “Penso che Conte abbia fatto bene a venire in Parlamento, oggi voglio dare atto al presidente del Consiglio di essere qui in Aula e di essersi aperta una discussione vera e chiara. Lei presidente, ha fatto una citazione manzoniana, ‘del senno di poi son piene le fosse’. C’è un’altra citazione manzoniana, sempre nel capitolo della peste, che ‘il buon senso c’era ma se ne stava nascosto per paura del senso comune’. Mi domando se non sia successo questo. Propongo di istituire una commissione d’inchiesta. Si sono fatte commissione d’inchiesta su tutto, penso si possa fare di fronte a 8 mila morti.

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