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Conte, Churchill non lo avrebbe mai fatto

La conferenza stampa di ieri sera del premier Conte ha segnato probabilmente un momento di spaccatura netta all'interno del panorama politico, c'era bisogno?

Conte, Churchill non lo avrebbe mai fatto. Al premier Conte è tanto piaciuto paragonarsi a Winston Churchill nell’ora più buia“. Il primo ministro inglese all’epoca della seconda guerra mondiale tutto avrebbe fatto men che uno show propagandistico come quello effettuato dal premier Giuseppe Conte (E per inciso Churchill riteneva i tedeschi il problema dell’Europa, non la soluzione…). Ci si aspettava risposte sulla fase 2, risposte sulle voci riguardanti il MES che circolavano nella giornata di ieri e tante altre risposte a domande che i cittadini si pongono in questi giorni difficili. Molte di queste sono arrivate puntuali e precise, anche se ormai sono tutte parole e pochi i fatti reali.

La vetta più alta del discorso viene toccata nel momento in cui cita, con nome e cognome, due dei principali esponenti dell’opposizione. Trattasi di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, rei di aver attaccato il premier per aver firmato per il MES, cosa non vera a quanto pare. Un attacco imprevisto e inutile quello del premier Conte. Tanto imprevisto che alla fine della trasmissione, Enrico Mentana, direttore del tg La7, dopo aver mandato in diretta la conferenza, si è scusato perché non era a conoscenza di questa parte di discorso e avendolo saputo non l’avrebbe mandata in onda di certo.

Errori gravi

Evidentemente il premier Conte si deve essere sentito attaccato su qualcosa a lui caro per rispondere con veemenza e decisione, come dimostrato ieri. Il problema però è che il ruolo dell’opposizione è creare dibattito con il governo, il ruolo del governo è ben diverso. I poteri e i doveri del governo sono ben altri. Lo stesso premier ha ripetuto per settimane di non voler creare divisione nel paese, inutile in questo momento. Con questa sua uscita il risultato è stato proprio quello.

Cosa ancor più grave, per un paladino della democrazia, è aver nominato e attaccato l’opposizione senza possibilità di contraddittorio. Averlo fatto in diretta nazionale su varie emittenti, tra cui anche quella di stato, rende la cosa ancor più cupa, degna di regimi totalitari che all’Italia non piacciono e non sono mai piaciuti.

A voler essere pignoli poi, Conte ha citato la Meloni in riferimento al governo del 2012, quando in realtà era presieduto da Monti. Inoltre nella votazione per il MES, in quell’anno, la stessa Meloni non votò e la Lega di Matteo Salvini, anch’egli citato dal premier, fu uno dei pochi partiti a votare a sfavore.

Passiamo ai fatti

Venuta meno l’eleganza e l’istituzionalità, di cui indirettamente o meno si è sempre fatto vanto il premier, quel che ci si aspetta ora è che si passi dalle parole ai fatti. La voglia di creare discussioni al momento rimane pari a zero. Ciò che serve al momento è davvero coesione, in aiuto a milioni di cittadini e tante imprese in difficoltà. Iniziare a litigare in diretta su tv di stato ha poco senso, se non per rivendicazioni di autorità e di voglie personali di rivalsa. Ora vorremmo passare alle cose concrete, agli aiuti veri e propri, senza proclami e conferenze. La crisi è in atto da più di un mese, ma di un aiuto da parte dello stato neanche l’ombra.

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