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BCE, USA, Cina: il confronto è impari

BCE, USA, Cina: il confronto è impari
BCE, USA, Cina: il confronto è impari

BCE, USA, Cina: il confronto è impari. Ci siamo riempiti la bocca per molto, forse troppo tempo, di parole come “stabilità”, “coperture” e “rapporto deficit-PIL”. Ci siamo talmente ubriacati di questi dogmi che anche in un momento in cui il pubblico, a differenza del passato, dovrebbe tornare centrale non riusciamo ad invertire la tendenza. In molti, ormai, anche i più fedeli a questi teorie, si sono convinti che qualcosa andrebbe cambiato e che sarebbe ora di fare un passo in avanti. Il primo, a sorpresa, è stato Massimo Giannini, colui che i colleghi chiamano “l’uomo delle coperture“. Tempo fa, in un approfondimento su Repubblica, anche Giannini ha dovuto aprire alla possibilità di una strategia economica che non fa delle coperture il suo credo principale: l’Helicopter money.

Le risposte che stanno dando i paesi che si trovano ai nostri estremi, e dai quali l’Europa deve difendersi, Cina ed USA, sono incredibili e hanno come obiettivo lo stesso del nostro Governo: “nessuno può rimanere indietro”. Cosa cambia? La strada scelta e la forza con cui si è intrapresa. E’ vero, le colpe non possono essere addossate ad un unico Stato perché adesso è l’UE che deve rispondere con decisione. I nostri competitor, termine non proprio esatto perché potrebbero doppiarci, non si stanno facendo pregare e starebbero per azionare un esercito indistruttibile. Altro che bazooka.

Economia, Cina: piano 7500 miliardi di Yuan

La Cina riparte con un piano economico senza precedenti che punta a riportare il paese sul podio delle potenze economiche mondiali. Il Politburo del Partito Comunista è pronto ad emettere titoli di stato per 7550 miliardi di Yuan che saranno acquistati dalla banca Centrale di Pechino. Il progetto molto ambizioso di Pechino è quello di reinvestire immediatamente la cifra in nuove infrastrutture già nel 2020 e garantire allo stesso tempo un reddito a tutti coloro che si trovano in difficoltà. Una manovra di questo tipo dovrebbe garantire una grande quantità di liquidità che il Governo cinese potrà investire in maniera sempre maggiore. L’obiettivo? Rilanciare il paese e neutralizzare immediatamente l’insoddisfazione generale.

Economia, USA: garantisce la Federal Reserve

Sono pronti a seguire una strategia simile anche gli Stati Uniti. Oltre oceano, però, il momento è ancor più complicato rispetto a quanto accade in Cina perché l’epidemia è appena arrivata. Se da una parte, però, ci si concentra sulla crisi sanitaria; dall’altra la Casa Bianca e il Congresso non vogliono e non possono trascurare la recessione economica. Nel discorso della settimana scorsa, il Presidente Trump ha annunciato un piano da circa 2 mila miliardi che, stando a quanto riporta Federico Fubini su Il Corriere della Sera, potrebbe essere addirittura implementato. In un paese in cui democratici e repubblicani si confrontano anche con toni molto accesi, l’obiettivo è lo stesso: ripartire il prima possibile. Gli Stati Uniti lo faranno con l’aiuto della Federal Reserve che, da Banca Centrale, sarà compratrice di ultima istanza e monetizzerà il debito americano. Anche qui, come per la Cina, questa strategia garantirà una grandissima liquidità. Lo schiaffo morale all’Italia e alla Cina? Gli assegni da 1200 dollari, che il Governo ha stanziato per ogni cittadino in difficoltà, o per il quale si paventi una crisi, potranno essere incassati anche attraverso moneta digitale.

La BCE sta a guardare e non si muove. Esplora, studia, temporeggia e non interviene anche se l’economia europea rischia di crollare. Un indizio? Le stime governative sulla crescita economica, che gli Stati avrebbero dovuto presentare fra due settimane, non saranno esaminate a testimonianza del fatto che la situazione è critica. L’Europa temporeggia e rischia di affogare circondata da due potenze inarrestabili. E’ il momento di cambiare prospettiva e di prendere decisioni diverse, decisioni in grado di fare la differenza e di rimettere in carreggiata un intero continente che rischia la deriva.

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Written by Federico Mossolino

Sono nato a Roma e sono diplomato a liceo classico "Aristofane".

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