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Asse Parigi-Berlino sul Recovery Fund: sarà di 500 miliardi di euro

Merkerl e Macron approvano il Recovery Fund da 500 miliardi di euro. 100 saranno destinati all'Italia. Dubbi dai paesi del Nord Europa

Asse Parigi-Berlino sul Recovery Fund: sarà di 500 miliardi di euro. E’ la più grave crisi economica dal dopoguerra ad oggi e servono misure straordinarie per affrontarla. Imprese e negozi con serrande abbassate, frontiere chiuse e migliaia di morti. Il governo Italiano chiede da mesi l’attivazione di un Recovery Fund imponente e, soprattutto, senza condizioni. I Paesi del Nord Europa però sono scettici, non vogliono elargire soldi a fondo perduto. Ieri arriva la svolta: Germania e Francia approvano la misura del Recovery Fund da 500 miliardi di euro. In parole semplici, un Recovery Fund è un fondo garantito dal bilancio dell’Unione Europea.

Angela Merkel sottolinea che questi non saranno soldi dati in prestito, quindi nessuna condizione e che non dovranno pesare sul debito dei paesi gravemente colpiti dal Covid-19. Inoltre, assicura la Merkel, la Germania contribuirà al 27% del fondo.

Recovery Fund da 500 miliardi di euro: ecco come funziona

Il “Bazooka” in arrivo viene finanziato con bond continentali emanati dalla Commissione Europea e saranno a fondo perduto. Per essere approvato, il piano dovrà essere presentato alla Commissione Europea e dovrà essere votato all’unanimità per essere ratificato. La Presidente, Ursula von der Leyen, ha dichiarato di essere concorde con l’iniziativa che verrà presentata in commissione il prossimo 27 maggio.

Il piano così proposto cerca di essere un ponte tra le richieste dei paesi del Sud Europa (Italia e Spagna) che chiedevano almeno 1000 miliardi e i più rigorosi del Nord. Con il piano franco tedesco si va ad introdurre una sorta di debito comune: la Commissione va a prendere il denaro in prestito sui mercati in nome dell’Unione Europea.

Soddisfazione dell’Italia. Da Palazzo Chigi arrivano note confortanti sul piano appena proposto: da mesi, infatti, il premier Conte aveva chiesto all’Unione Europea una presa di coscienza della situazione critica. Nessuno in parlamento, soprattutto nelle fronde del Movimento 5 stelle, avrebbe accettato il MES (Meccanismo Europeo di Stabilità) che avrebbe comportato un indebitamento maggiore del nostro paese. Sono arrivate però delle critiche dalle opposizioni, poiché credono che non possano essere Francia e Germania a decidere l’ammontare del prestito.

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