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Unhortodox, la miniserie di Netflix: la donna tra religione e violenza

Esce in questi giorni per Netflix la mini serie in quattro puntate: Unorthodox. Basato sul romanzo di Deborah Feldman, il prodotto di home entertainment si prefigge l'obiettivo di corrodere intimamente le coscienze degli spettatori. Immagini crude al limite del docureality, il prodotto di Anna Winger e Alexa Karolinski colpisce per l'autenticità dei suoi personaggi e delle loro storie

Unhortodox, la miniserie di Netflix: la donna tra religione e violenza. Magari non ci avrete fatto caso ma il catalogo di Netflix si è arricchito in questi giorni di una nuova miniserie in quattro puntate che non vi lascerà per nulla delusi. Al bando la banda del Professore che svaligia banche spagnole o le galattiche avventure di capitan Picard. Il nuovo prodotto del colosso americano dell’intrattenimento domestico Netflix vi colpirà in pieno stomaco senza troppi giri di parole e rassicuranti messaggi di pace, amicizia e solidarietà.

Unhortodox di Netflix è tutto quello che non avreste mai voluto sapere sui complicati rapporti tra coniugi uniti in matrimoni fin da giovanissimi, famiglie ultra religiose e fin troppo presenti nella vita di coppia e tradizioni millenarie che si rivalgono con fiera brutalità sul corpo e sulla mente della donna.

Unorthodox, la mini serie di Netflix sulla setta chassidica che scuote gli animi degli spettatori

Unhortodox è tutto questo. Un mix esplosivo di regole, tradizioni, dettami di fede e tanta, troppa violenza. Una violenza che riverbera direttamente dalle pagine del romanzo autobiografico dell’americana Deborah FeldmanUnorthodox: The Scandalous Rejection of My Hasidic Roots”, edito nel 2012 e di cui ammiriamo la trasposizione cinematografica.

L’autrice narra, attraverso le pagine del suo lavoro, il percorso che va dal rifiuto delle “regole del clan” della setta chassidica di tradizione ebraica fino al suo disperato tentativo di sfuggire alle angherie in privato e in pubblico scappando a Berlino dalla madre. Una madre (anch’essa volata via dagli Stati Uniti) espulsa dalla setta anni prima. Al netto di alcuni aggiustamenti nello script del programma TV, la storia rimane comunque fedele a quella vissuta dalla stessa Deborah anni prima. Ma chi sono questi ultra ortodossi chassidici protagonisti del romanzo e della serie TV?

La donna prigioniera e vittima di regole secolari

Il chassidismo nasce come costola dell’ebraismo più ortodosso su impulso del taumaturgo Yisrāēl ben Ĕlīezer. Le comunità nate seguendo i suoi studi e dettami hanno finito per spostarsi dalla originaria Polonia prevalentemente negli Stati Uniti. E’ qui che rappresentano una delle più larghe fette di tradizione ebraica sul suolo americano. Riti e dinamiche interpersonali sono strettamente definiti da un canone rigidissimo e secolare.

Inutile dire che le più penalizzate siano le donne su cui si accanisce il pieno controllo da parte dell’universo maschile e delle cariche religiose. Ecco che si arriva a instaurare un vero e proprio regime in cui finiscono tutti gli aspetti del vivere comune. Un rigoroso dress code, braccia e gambe sempre coperte e pantaloni assolutamente vietati, fino a rivalersi anche sull’aspetto fisico. Si imporrà alla donna la completa rasatura del capo che dalle nozze in poi verrà coperto da una parrucca (sheitel) o un copricapo.

Unhortodox La donna prigioniera e vittima di regole secolari
Unhortodox: La donna prigioniera e vittima di regole secolari

Unorthodox, oscurantismo e ignoranza per tenere schiave le donne

Lo spettatore di Unorthodox verrà risucchiato all’interno di un crescendo di angoscia e senso di soffocamento. Infatti, la serie è girata completamente in Yiddish, la lingua originaria d’Israele. Il completo rifiuto della tecnologia e la netta separazione tra gli ambienti maschili e quelli femminili anche tra le mura domestiche colpisce. Come un urlo di dolore in piena notte. L’impossibilità di leggere testi diversi da quelli prescritti o di coltivare passioni personali annichiliscono ogni arricchimento personale.

La donna rimasta ignorante è più facilmente assoggettabile da parte della famiglia. E’ così tanto estranea alla società da non poter neppure pensare ad una vita all’infuori della ristrettissima cerchia nella quale è tenuta prigioniera. Iconico, invece, il messaggio di sdoganamento della città di Berlino che nell’immaginario di una ebrea passa da essere luogo dell’orrore a unica via di scampo. Una sorta di terra delle libertà contrapposta agli Stati Uniti che di quella stessa menzione si sono fatti sempre (e a torto) vessillo. Berlino riabilitata dopo l’abominevole esecrazione del nazismo che diventa la casa di una ebrea tenuta ostaggio della liberalissima America. Twist concept di una serie TV che non lascerà nessuno indifferente.

Unorthodox, oscurantismo e ignoranza per tenere schiave le donne
Unorthodox, oscurantismo e ignoranza per tenere schiave le donne

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