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Tara Reade, i dettagli sulle accuse di molestie sessuali a Biden

In queste ultime settimane Tara Reade, ex assistente del politico statunitense Joe Biden, ha confessato le molestie sessuali subite proprio da Biden. Le indagini del New York Times hanno portato ad alcuni risvolti che ledono la posizione di Biden alle prossime elezioni presidenziali USA contro Trump

Tara Reade, i dettagli sulle accuse di molestie sessuali a Biden. Non è la prima nè l’ultima volta che si parla di abusi sessuali o violenze sul luogo di lavoro. Rientra quasi nella normalità, nonostante non rappresenti un’azione “normale”. Le donne che subiscono violenze sessuali ogni giorno sono ancora troppe, anche se solo una sarebbe “troppo”. In base ad uno studio delle Nazioni Unite sull’omicidio e la violenza sul genere femminile nel 2018, sono circa 379 milioni le donne che hanno subito violenza sessuale. Questo dato è abbastanza sufficiente per inquadrare il problema. Inutile aggiungere che 15 milioni sono le ragazzine tra i 15 e i 19 anni. Proseguiamo.

Un caso americano, di cui si sta parlando molto in questi giorni, è quello di Alexandra Tara Reade, ex assistente del candidato alle elezioni presidenziali USA 2020 Joe Biden. Tara ha accusato il politico statunitense di molestie sessuali. La vicenda risale al 1993 ma è stata raccontata dalla donna solo recentemente.

La versione di Tara Reade

Le accuse

Fine marzo 2020. Il Post narra la vicenda nel dettaglio. Reade confessa l’episodio che la vide coinvolta con Biden al NY Times. 1993. Tara lavora nello staff di Joe Biden, senatore per il Delaware. Biden spinge contro il muro Reade, le bacia il collo, le infila una mano sotto la gonna e la penetra con le dita, chiedendole se vuole andare da un’altra parte con lui. Reade lo respinge. Biden si stupisce e afferma: “Dai, ho sentito che ti piaccio“. Poi le punta il dito contro e le dice che non vale niente per lui. La prende per le spalle e le dice: “Stai bene, non è successo nulla“.

Il comitato elettorale di Biden ha confermato tutto quanto. Ah no. No ovviamente il comitato ha negato i fatti. Ha anche sottolineato l’impegno di Joe durante la sua carriera politica contro la violenza sulle donne con il Violence Against Women Act. L’anno scorso alcune donne, insieme a Tara, hanno confessato comportamenti inappropiati che le riguardavano. Non si tratta in questo caso di molestie sessuali ma di approcci inconsueti che le mettevano a disagio. Donne che credono alla storia di Tara, come hanno affermato lo scorso mese sempre al Times. Però queste lamentele erano già state assorbite da Biden. Che, quando erano uscite, si era scusato dicendo che le sue intenzioni erano benigne e sarebbe stato attento allo spazio altrui.

Il New York Times ha indagato sulla questione in maniera approfondita. Ha parlato con Tara e con alcuni avvocati che hanno seguito il caso. Interrogato persone che hanno lavorato con entrambi in quegli anni. Ma nulla. Non hanno scoperto nulla. Né altre storie simili né collaboratori che confermassero l’accaduto. Successivamente, emerse che dopo questo episodio la Reade subì un cambiamento nelle mansioni lavorative, che vennero ridotte improvvisamente. E per concludere venne esclusa dallo staff di Biden, non riusciendo poi a trovare lavoro in ambito politico a Washington. Le novità però giungono lo scorso mese.

Tara Reade, i dettagli sulle accuse di molestie sessuali a Biden
Tara Reade, i dettagli sulle accuse di molestie sessuali a Biden

I testimoni

A inizio aprile Reade presenta una denuncia, alla polizia di Washington, per violenza sessuale senza citare però Biden per “tutelarsi“. Sa bene che il reato da lei raccontato ormai è caduto in prescrizione. I collaboratori, come detto prima, hanno smentito il fatto, però, il New York Times e l’Associated Press hanno individuato due amici di Reade, rimasti anonimi, che hanno confermato la confessione fattagli. Tara ha anche poi aggiunto di aver presentato una denuncia al Senato nel 1993 contro Biden. Denuncia di cui non ha una copia e che non è stata ancora trovata.

A questo si aggiunge la chiamata della madre. In che senso? La madre di Reade è morta nel 2016. Però nel 1993, quest’ultima chiamò il talk show Larry King Live di CNN e raccontò – stando a quanto scrive The Intercept – che sua figlia aveva dovuto lasciare il lavoro per un importante senatore. Perché? Non sopportava i problemi che aveva avuto con lui. Inoltre, Tara aveva confessato l’episodio spiacevole alla stessa madre subito dopo che era accaduto, e questo spiega la chiamata.

Ma non è tutto. Business Insider ha scritto che la donna ha delineato l’evento a due persone. Lynda LaCasse, sua vicina negli anni 90, e Lorraine Sanchez, sua collega di lavoro quando lavorava per un altro senatore. E queste non sono le uniche persone a cui Tara ha confessato tutto. Marianna Baker, assistente esecutiva di Biden dal 1982 al 2000, Dennis Toner e Ted Kaufman, due consulenti di lavoro, sono altre persone a cui Tara denunciò l’accaduto. La prima negò di aver ricevuto simili lamentale, in base a quanto detto dal New York Times. I due, allo stesso modo, non ricordano nulla di tutto ciò. In molti, al contrario, definivano l’ambiente di lavoro “incoraggiante” per le donne, compresa un’altra assistente di Biden, Melissa Lefko.

La situazione politica attuale

Dopo il ritiro di Bernie Sanders come candidato al Partito Democratico, Joe Biden rimane l’unico papabile per il Partito. E, nonostante la non ufficialità, verrà confermato con probabilità come punta. Le accuse di Tara e le indagini infinite in merito, però, hanno scalfito la posizione di Biden, che è stato criticato duramente. Se da un lato c’è chi non crede ad una singola parola della donna e difende a spada tratta il politico, dall’altro lato ci sono alcune femministe che gli vanno contro. Anche perché Biden non è proprio il “bravo ragazzo” che si descrive. Nella prima parte della sua carriera aveva preso posizioni conservatrici sull’aborto. Inoltre, era stato accusato di complicità nel trattamento ad Anita Hill. Si tratta di una donna che denunciò molestie sessuali da Clarence Thomas, nel 1991, colui che stava per divenire giudice della Corte Suprema.

Per cui, attualmente negli USA, ci sono due candidati principali entrambi accusati di violenze sessuali. La differenza sta nel fatto che Trump è stato accusato da molte più donne e di reati più gravi. O, quantomeno, questa sarebbe la situazione se si volesse fare un confronto. In realtà, se le accuse di Tara Reade sono fondate – ancora non ci sono prove evidenti – Biden non sta su un piano inferiore rispetto a Trump. Sono della stessa pasta. Forse l’attuale Presidente americano è più viscido e più odiato, ma risultano entrambi irrispettosi delle donne. Agli occhi delle donne, femministe o meno, lo sono.

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