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“Stupro tua sorella”, il gruppo Telegram pedopornografico che devi segnalare

Scoperto su Telegram un gruppo con circa 50.000 membri dal nome "Stupro tua sorella" in cui gli utenti si scambiavano foto di minorenni, video e invitavano allo stupro e al femminicidio

“Stupro tua sorella”, il gruppo Telegram pedopornografico che devi segnalare. Il mondo del web è ormai infinito e la mole di informazioni che girano ogni giorno su internet è inimmaginabile. Per questo è necessario prestare molta attenzione, soprattutto quando si tratta di dati sensibili. Grazie alla segnalazione di molti utenti su Twitter è stato scoperto un gruppo su Telegram con un numero consistente di utenti,circa 50.000, dal nome “Stupro tua sorella“.

Precisiamo che l’indicazione del gruppo con il nome specifico ha lo scopo di invitarti a segnalare questo gruppo e tutte le sue copie. Si, parliamo di copie perché dopo la mega segnalazione il mega gruppo è stato bannato. Ma questo all’amministratore e agli utenti non è interessato e ne hanno ricreati altri con lo stesso nome seguito dal numero 2.0 o 3.0 come se fossero nuovi versioni. Gli utenti, specialmente donne, hanno iniziato a riempire Twitter di notifiche a Telegram con la richiesta di un’azione immediata. Qualcuno ha interpellato la Polizia di Stato. L’unione sul web per difendere i diritti delle donne, non ancora affermati a quanto pare, si è riversata ovunque. Sarà utile?

“Vendo mia figlia”

Dagli screen dei vari utenti, entrati nel gruppo per segnalarlo, è stato possibile risalire ai contenuti pubblicati nella chat. Non solo foto e video, ma anche numeri di telefono e contatti social della vittima per avere l’occasione di “stuzzicarla” anche personalmente. Contenuti pedopornografici scambiati come fossero figurine dell’album Panini. “Chi ha dodicenni?”, “Uscite le minorenni“, “Passate le giornate a farvi le foto da tr***. Siate felici se la gente si seg* sulle vostre foto“, “Cerco un’amica sotto i 17 anni“, “Scambio pedo“, “Vendo mia figlia“, “Come faccio a stuprare mia figlia senza farla piangere?“, sono solo alcuni dei messaggi che vengono scambiati in queste chat da brivido.

La tua segnalazione potrebbe essere importante. Che decidi di fare? Ricordati che informare anche la Polizia di Stato potrebbe agevolare l’eliminazione del problema alla radice.

Siamo nel 2020

Una mole di circa 30 mila messaggi ogni giorno. Una chat di gruppo accessibile a tutti con un semplice tasto. Un luogo virtuale di scambio di qualche foto, qualche video e la condivisione di qualche pensiero. Detto così non sembra esserci nulla di male. Ci sono degli utenti che interagiscono in una chat, una cosa comune nel 2020. Bene, il problema qui sta nel contenuto di questo scambio. Nei messaggi che esprimono concetti che esistevano prima che entrassimo negli anni 2000. Che esistevano anche nel Medioevo. Forse anche ai tempi del Paleolitico. Insomma, concetti che, ancora oggi, nel 2020, non sono svaniti.

Si tratta di foto e video erotici condivisi senza il consenso delle vittime, come fossero le nuove ricette per cucinare il pollo. Un luogo che rappresenta lo stupro verbale e fisico espresso virtualmente. Un luogo che esprime le perversioni di utenti malati che istigano al femminicidio e alla pedofilia. Ma, se ci pensi bene, tutto quello che hai appena letto, ti sembra davvero una novità?

Il problema grave qui non sta tanto nella nascita di queste chat, di cui Stupro tua sorella ne rappresenta solo una su migliaia nel mondo, ma tanto nel problema in sé. Non è né la prima né l’ultima volta che si verificano episodi del genere. Perché allora si ripresentano? Nel 2020 non si riesce a bloccare il sistema per cui la condivisione online avviene per qualsiasi contenuto. Che si tratti di una partita a calcetto o la ricetta della lasagna vegana o la foto di una 12enne nuda poco importa.

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