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Joe Biden, candidato USA 2020, nega le accuse di Tara Reade

Il candiato Joe Biden si pronuncia per la prima volta contro le accuse mosse da Tara Reade, ex assistente, di molestie sessuali del 1993. Biden è l'attuale concorrente principale di Trump alle prossime elezioni USA 2020 per il Partito Democratico. Ecco la sua versione

Joe Biden, candidato USA 2020, nega le accuse di Tara Reade. L’attuale candidato in pectore per il Partito Democratico alle elezioni presidenziali USA 2020 si è confessato ieri su Medium. Ha parlato della violenza sulle donne ed ha negato le accuse mosse a suo carico da parte di Tara Reade per violenze sessuali subite nel 1993. Stiamo parlando di Joe Biden, politico statunitense, 77 anni, ex vicepresidente USA nell’era di Obama. Joe ha parlato sulla piattaforma di Evan Williams esprimendosi per la prima volta sulle accuse ricevute e ripercorrendo la sua carriera da bravo politico. La figura di Biden sembra aver un buon consenso popolare, soprattutto se lo si confronta con quello di Trump, suo rivale nelle elezioni. Ma cerchiamo di fare chiarezza sulla vicenda.

La versione di Biden

Joe Biden: “Questo non è mai successo”

La convinzione che le donne dovrebbero essere ascoltate è stata alla base di una legge che ho scritto più di 25 anni fa“, esordisce così Biden su Medium. Fa riferimento al cosiddetto Violence Against Women Act, una legge federale del 1994 approvata sotto la presidenza di Bill Clinton. La legge in sé tutelava maggiormente la donna nei casi di crimini e violenze subite, istituendo un fondo per le indagini in merito ed introducendo nuove regole per risarcimento danni e processo. Negli anni, tale legge è stata modificata e migliorata, proteggendo maggiormente i diritti delle donne. Ma tornando al nostro caro Joe, batte molto su questo punto. Sul fatto che sia stato uno dei primi promotori in politica ad evidenziare il “problema” e su come abbia combattuto negli anni per questi diritti.

Ricordando anche la campagna “It’s on Us“, da vicepresidente all’epoca di Obama, promossa nei campus universitari per diffondere il messaggio tra i giovani e coinvolgere i ragazzi, Biden afferma che ancora si deve cambiare qualcosa. “Nei 26 anni trascorsi dalla legge, la cultura e le percezioni sono cambiate ma non abbiamo ancora finito“, continua Biden. E proprio per questo, per la sua figura, per la sua esposizione su questo tema molto delicato ha deciso. “Voglio rispondere alle accuse di un ex membro del personale per cattiva condotta commessa 27 anni fa. Non sono vere. Questo non è mai successo“.

Due cose non sono complicate

Prima di questa dichiarazione c’erano state alcune novità sull’indagine, che Biden definisce “complicata“. Però afferma che esistono due punti che non lo sono. La prima fa riferimento alla dignità e al rispetto che si dovrebbe avere verso le donne. La seconda, invece, verte sull’adeguatezza delle indagini in merito alle loro storie. E dopo questo pensiero condivisibile da ogni donna in questo pianeta, Joe Biden inizia ad evidenziare “prove”. Le lamentele riportate dall’ex assistente allo staff dell’epoca non sono state confermate. Anzi, alcuni membri dello staff hanno negato che Tara fosse venuta da loro a raccontargli l’episodio. Le testate giornalistiche americane hanno intervistato gli impiegati e non hanno trovato uno solo tra questi che confermasse il fatto. E, in aggiunta, hanno parlato di un ufficio in cui non si potevano tollerare le molestie. Tutto ciò è perfettamente in linea con la figura e le posizioni intraprese da Biden.

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E poi, arriva il momento clou. Biden scrive che l’ex membro del personale, Tara Reade appunto, ha dichiarato di aver presentato una denuncia nel 1993 ma senza registrazione. I documenti personali dei senatori, per prassi, vengono raccolti in una biblioteca di documenti personali per tracciare tutto a livello politico e amministrativo. Per cui, l’unico posto in cui si può trovare una denuncia di questo tipo è l’Archivio Nazionale. Da qui la richiesta di Joe Biden: “Chiedo che il Segretario del Senato chieda agli Archivi di identificare qualsiasi traccia della denuncia che sostiene di aver presentato e mettere a disposizione della stampa qualsiasi documento di questo tipo“.

Le promesse del candidato

Il candidato democratico continua il suo discorso virtuale lanciando qualche frecciatina a Trump e assumendosi le responsabilità che gli spettano come potenziale futuro presidente. Si ritiene responsabile nei confronti del popolo americano. Ciò che, invece, recrimina al suo competitor. “Credo che essere responsabili significhi avere conversazioni difficili, anche quando sono scomode“, aggiunge Biden. Il candidato afferma di essere consapevole dell’importanza dei diritti delle donne, delle pari opportunità per cui lottano. Durante la sua carriera, ha sempre lottato per questo e continuerà a farlo. Vuole continuare ad imparare dalle donne, ad ascoltarle e sostenerle.

Infine, Biden si esprime sul lavoro che farà. Vuole affrontare tutti i problemi della violenza domestica, degli abusi, dello stalking, delle molestie online. Si impegna a proteggere le comunità più emarginate, le donne trans e di colore. “La violenza di genere è una priorità assoluta. Mi impegno a finire il lavoro iniziato 25 anni fa con il Violence Against Women Act“.

La politica. Sempre in mezzo

Una lettera davvero significativa. Piena di valori importanti. Una rappresentazione di sè stesso che porta avanti il pensiero di “bravo ragazzo” confermato da vari colleghi americani e dallo stesso Obama, con cui ha lavorato alcuni anni. Però? Beh ci sarà un però. C’è sempre. La certezza che sia davvero così non si può avere. Non potrebbe aver già controllato l’Archivio Nazionale? Non potrebbe aver parlato con i suoi collaboratori prima che fossero intervistati per avere conferma sui fatti raccontati da Tara? Sono pur sempre passati più di 25 anni. Gli interrogativi sono molteplici e molti resteranno irrisolti. Senza dubbio, la candidatura influenza molto le scelte di azione di Biden. Ed il popolo americano si trova comunque a scegliere. La volontà di non rivedere Trump al comando può inficiare su una vicenda tanto importante come le molestie su una donna?

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