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Genova, uomo prende a martellate la moglie nel sonno

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Genova, uomo prende a martellate la moglie nel sonno

Genova, uomo prende a martellate la moglie nel sonno. Dramma sfiorato a Genova, dove nella scorsa notte un uomo ha colpito a martellate nel sonno la moglie. La donna, al momento, si troverebbe in prognosi riservata ma, secondo i medici, non sarebbe in pericolo di vita. Il fatto è avvenuto in Via Teglia: l’uomo, un settantaduenne, ha poi tentato di soccorrere la moglie per poi darsi alla fuga in stato confusionale. La donna, una settantenne, è riuscita così ad avvisare un parente che abita nello stesso condominio, per poi avvertire i soccorritori.

La coppia era sposata da 47 anni e, secondo il racconto dei vicini, non avrebbe mai avuto problemi o discussioni. Interrogata dagli agenti, la donna ferita avrebbe raccontato di non riuscire a spiegarsi il motivo dell’aggressione da parte del marito. L’uomo, nel frattempo, sarebbe stato rintracciato poco dopo l’aggressione in via Polonio, vicino una fermata dell’autobus, in evidente stato di shock. E’ stato quindi arrestato e trasferito nel carcere di Pontedecimo.

Non solo a Genova: uomo picchia una donna a Chiavari pretendendo rapporti sessuali durante il lockdown

Un altro episodio, sempre in Liguria, è andato in scena a Chiavari. Un trentacinquenne italiano, infatti, sarebbe stato accusato di maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti della compagna, una donna di 40 anni. I due erano andati a convivere lo scorso dicembre. Sin dall’inizio l’uomo avrebbe cominciato a picchiarla e a pretendere rapporti sessuali. In questo periodo di quarantena a causa del lockdown per il Coronavirus, inoltre, gli episodi di violenza erano stati sempre più frequenti.

Alla fine dell’isolamento, la donna il 4 maggio si è immediatamente recata dai carabinieri di Bargagli raccontando la vicenda e sporgendo denuncia. Così, in base a quanto previsto dal codice rosso, le indagini si sono svolte piuttosto celermente concludendosi con l’arresto dell’uomo e la fine dell’incubo per la donna.

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Cultura

Auguri Giovanna Botteri, la “nostra” inviata compie oggi 63 anni

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Auguri Giovanna Botteri, la "nostra" inviata compie oggi 63 anni

Auguri Giovanna Botteri, la “nostra” inviata compie oggi 63 anni. “Se la donna da soggetto diventa oggetto del racconto c’è qualcosa di sbagliato”. E’ con queste parole che Giovanna Botteri, storica giornalista italiana, ha stroncato tempo fa una critica nata da un servizio di Striscia la Notizia per il suo aspetto fisico. Determinata, caparbia e soprattutto Giornalista con la G maiuscola, oggi la Botteri compie 63 anni. Negli ultimi mesi è stata sul fronte cinese a raccontare in prima linea il disastro della Pandemia da Covid-19 nel focolaio di Wuhan. Una professionista che non si è mai tirata indietro da situazioni scomode ed a sempre raccontato le vicende del mondo con professionalità e umanità.

https://www.instagram.com/p/CAZ0r4NCZys/?utm_source=ig_web_copy_link

Chi è Giovanna Botteri, vita privata e professionale di un volto storico del giornalismo italiano

Figlia del giornalista Guido Botteri, Giovanna nasce a Trieste il 14 giugno 1957; la madre era originaria del Montenegro. Dopo la laurea in Filosofia e un dottorato in Storia del cinema alla Sorbona di Parigi, Giovanna decide di seguire le orme del padre e intraprende la carriera da giornalista. Inizia in piccoli quotidiani locali fino a quando nel 1985 lavora al fianco di Michele Santoro. Da lì, arriva un ruolo come corrispondente esteri per la redazione del Tg3, dove prende il via la sua carriera nel mondo. E’ stata sempre in prima linea nelle zone più calde del pianeta. Nel 1991 era presente durante il crollo dell’Unione Sovietica e, poi, nella guerra in Bosnia e Sarajevo. Ha lavorato con Miran Hrovatin, il fotografo ucciso insieme ad Ilaria Alpi. Ha seguito la Guerra del Golfo in Iraq e Afghanistan ed era in diretta quando iniziarono i bombardamenti a Baghdad nel 2003. Era a New York quando crollarono le Torri Gemelle e, adesso, è in Cina da quando è scoppiata la pandemia di Covid-19.

Non si sa molto della sua vita privata: ha una figlia nata dalla relazione con il giornalista Lanfranco Edwards Pace, con il quale si è separata da un pò di tempo.

Oltre a vincere molti premi giornalistici, due volte nel 2000 e nel 2003 il Premio Ilaria Alpi e il Premio Flaiano nel 2018, è anche Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal 2003.

Gli auguri a Giovanna Botteri, diventata simbolo della lotta al body shaming

Suo malgrado, Giovanna Botteri si è trovata nel mezzo di un servizio di Striscia La notizia, che la “redarguiva” per il suo aspetto poco curato. Giovanna, dal canto suo, non ha mai voluto aizzare le polemiche anzi: con grande classe, ha dato una lezione di stile sul ruolo della donna. Su Facebook Che Tempo Che fa, ha voluto farle gli auguri riportando proprio le parole che Giovanna ha usato per porre fine alla questione dell’aspetto fisico. E noi le riproponiamo, per fare gli auguri ad una grande donna ed una grande giornalista.

https://www.facebook.com/chetempochefa/posts/4138392056202879

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Non solo George Floyd, l’America protesta anche per la morte di Breonna Taylor

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Non solo George Floyd, l'America protesta anche per la morte di Breonna Taylor

Non solo George Floyd, l’America protesta anche per la morte di Breonna Taylor. Avrebbe compiuto 27 anni il 5 giungo Breonna Taylor, operatrice di pronto soccorso, che invece è stata uccisa dalla polizia nel suo appartamento il 13 marzo scorso. Gli agenti in borghese sono entrati nella sua casa a Louisville, in Kentucky, con un “no-knock warrant”, un mandato di arresto con il quale non c’è bisogno di identificarsi. Il tutto è avvenuto durante un’operazione antidroga contro un uomo sospettato di aver inviato delle sostanze a quell’indirizzo. Mentre entravano in casa, il compagno di Breonna, Kenneth Walker, pensava ad una rapina e ha sparato un colpo (con un’arma legalmente detenuta) ferendo un agente. Gli altri poliziotti hanno risposto al fuoco sparando circa 20 colpi alla cieca di cui 8 hanno ucciso Breonna. La cosa che l’accomuna a George Floyd? Anche lei afroamericana e anche lei uccisa dalla polizia.

La chiamata al 119 e le dichiarazioni mendaci dei poliziotti, Breonna muore nel sonno

“Qualcuno ha buttato giù la porta e hanno sparato alla mia ragazza. Aiuto!Bre…”. Con questo straziante messaggio Kenneth chiama il 119, ma ormai è troppo tardi. Durante l’interrogatorio, il ragazzo afferma che gli agenti non si sono identificati, mentre loro dichiarano il contrario. I vicini hanno confermato che i poliziotti non si sono identificati e hanno sfondato la porta senza preavviso. Inoltre, è sospetto che per una perquisizione abbiano dovuto usare la prassi del no-knock, che viene utilizzata molto raramente in questi casi. Il principale sospettato dell’operazione, Jamarcus Glover, era già stato arrestato e, infine, gli agenti non indossavano le telecamere come da procedura.

Nella casa di Breonna non sono state trovate sostanze. La famiglia di Breonna ha intentato causa alla polizia, mentre l’FBI ha aperto un’indagine. Gli agenti sono stati sospesi e, la settimana scorsa, il sindaco Fischer ha sospeso tutti i “no-knock warrant” e, inoltre, ha annunciato di voler rendere obbligatorie le telecamere durante tutte le perquisizioni.

La rabbia sui social e il ricordo di Breonna Taylor nel giorno del suo compleanno

Se non fosse stato per la morte di George molto probabilmente la vicenda di Breonna sarebbe finita nel dimenticatoio. Invece l’impatto mediatico ha fatto sì che questa orribile vicenda fosse conosciuta. Con l’hashtag #SayHerName, molti attivisti, tra cui la figlia di Martin Luther King, Bernice King, hanno voluto ricordare Breonna nel giorno del suo compleanno. “Dì il suo nome”, perché anche la vicenda di Breonna non venisse dimenticata.

Visualizza l'immagine su Twitter Altri attivisti e artisti su Twitter e Instagram si sono uniti alla lotta, ricordando chi era Breonna e cosa le è successo. In poco tempo su Instagram 36.000 post con gli hashtag #SayHerName e #JusticeForBreonna hanno invaso le homepage di Kerry Whashington, Viola Davis e Jennifer Aniston e tanti altri ancora. E’ stata anche lanciata una raccolta fondi per la famiglia di Breonna. Adesso,nelle manifestazioni, accanto al nome di George c’è anche quello di Breonna, divenuti loro malgrado fratelli di una lotta che sembra non sia ancora finita.

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Maddie McCann, svolta nelle indagini: è omicidio e c’è un sospettato

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Maddie McCann, svolta nelle indagini: è omicidio e c'è un sospettato

Maddie McCann, svolta nelle indagini: è omicidio e c’è un sospettato. Maddie McCann oggi avrebbe 16 anni: ne aveva 3 quando è scomparsa durante una vacanza con i suoi genitori. Da allora sia i media che le forze dell’ordine hanno diramato gli appelli più disperati per ritrovare la piccola, senza successo. Ormai la polizia ha dichiarato Maddie morta. La svolta però arriva oggi.

La procura tedesca di Stendal sta infatti seguendo una pista, collegata ad un’altra sparizione di una bambina tedesca di 5 anni, Inge, scomparsa nel nulla nella Sassonia-Anhalt. Il quotidiano tedesco Magdeburger Volksstimme ha riportato che il sospettato dell’omicidio di Maddie, già pregiudicato per reati sessuali, avrebbe acquistato una casa proprio vicino quella di Inge nel periodo in cui è scomparsa. Gli inquirenti però sono cauti: non ci sono ancora materiali sufficienti per spiccare un mandato d’arresto.

Maddie McCann, sparita nel nulla in vacanza tra i sospetti verso i genitori e l’impatto mediatico

Andiamo indietro nel tempo. Maddie aveva tre anni quando, il 3 maggio 2007, scomparve nel nulla. Era in vacanza in Portogallo a Praia De Luz con la famiglia: i genitori medici Kate Healy e Gerry McCann, il fratello Sean e la sorella Amelie. Quella sera i genitori avevano lasciato sola Maddie nel loro residence per andare a cena con altre coppie di amici: nelle indagini tutti dichiararono che non c’era nulla di preoccupante a lasciare i bambini da soli, tanto che a turno un genitore andava nel residence a controllare che tutto fosse tranquillo.

I poliziotti che seguirono le indagini, nel settembre 2007, misero tra i sospettati anche i genitori di Maddie, poiché in una loro casa in vacanza alcuni cani sentirono l’odore di Maddie e si pensò che proprio i genitori avessero ucciso la bambina, inscenando il rapimento. Scagionati nell’anno successivo, i McCann hanno fatto di Maddie un caso mediatico, rilasciando interviste e lanciando molte campagne di sensibilizzazione. Anche molte star internazionali hanno fatto vari appelli ai media affinché venisse ritrovata la piccola. Non bastasse i genitori hanno avuto anche un’udienza con il Papa Benedetto XVI  per pregare per il ritrovamento della figlia.

La svolta: c’è un sospetto nelle indagini di Maddie, che però ormai è dichiarata morta da anni

Nel maggio 2020 la svolta. C’è un nome per l’assassinio della piccola Maddie, ma la procura non vuole divulgarlo perché “non ci sono sufficienti prove”. A quanto pare il sospettato si trova già in carcere: è un quarantatreenne conosciuto come “L’uomo mascherato” con precedenti per violenza sessuale e minorile, nonché l’omicidio di tre bambini. Su di lui pendono accusa molto gravi: è stato già condannato 17 volte ed era stato arrestato a Milano nel settembre del 2018. Secondo l’indagini, l’uomo si sarebbe vantato con un amico in un bar di “sapere cosa era successo” a Maddie nel 2017. Sia la polizia tedesca che Scotland Yard stanno seguendo la pista. La polizia britannica lancia un appello: “Chi sa parli”.

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Tensione nella maggioranza Pd e M5s per Scuola e dossier Autostrade

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Tensione nella maggioranza Pd e M5s per Scuola e Dossier Autostrade

Tensione nella maggioranza Pd e M5s per Scuola e dossier Autostrade. Sembrava pace fatta in casa Pd e Cinque Stelle dopo le mozioni di sfiducia a Bonafede. Scampato il pericolo della caduta di governo, la maggioranza scricchiola di nuovo a causa di temi caldi: scuola e autostrade. Il Premier Giuseppe Conte cerca di mediare ma dal Pd avvertono: “Camminiamo su un crinale pericoloso”. Sullo sfondo, pesano le critiche della minoranza e l’incertezza della manifestazione del centrodestra per il prossimo 2 giugno a Roma.

Scuola: ritorno in aula e concorso docenti, il grande rebus

Tre mesi di blocco della didattica hanno messo in luce una delle fragilità del sistema scuola in Italia: la mancanza di docenti. Per questo il tanto agognato concorso per 25 mila unità poteva essere una boccata di ossigeno, ma ci sono delle ombre. Per Conte le rimostranze non hanno region d’essere in quanto il decreto scuola era già stato approvato da PD e Leu a dicembre e, quando la Ministra Azzolina ha redatto le regole per i concorsi, erano tutti d’accordo.

Di tutt’altro avviso il Pd, che ribadisce che ad oggi causa Coronavirus le condizioni originali non esistono più: chiedono di “bloccare” temporaneamente il concorso, prendendo per ora 40.000 docenti precari e solo dopo sottoporre un quiz per l’assunzione in pianta stabile. Il Movimento 5 stelle, dal canto suo, fa fronte comune attorno alla Ministra Azzolina e chiede di far svolgere come da accordi il concorso, perché non vogliono azzerare il lavoro fatto fin’ora.

Altro tasto dolente è il rientro a scuola a settembre: sarà possibile? A questa domanda sembra ancora non esserci risposta. Per far si che gli studenti rientrino in sicurezza si devono aumentare gli spazi e le aule o, come ha proposto la Ministra, fare degli ingressi scaglionati. Ma le mamme non ci stanno: in una manifestazione a Roma chiedono il ritorno in classe in tutta sicurezza degli alunni, cosa non facile.

Dossier Autostrade: Atlantia chiede un prestito, il M5s vuole la revoca

E’ ancora scontro sul tema autostrade in maggioranza. Dal giorno in cui è crollato il Ponte Morandi a Genova, il Movimento 5 stelle ha da subito chiesto la revoca delle concessioni ad Atlantia, cosa però non attuabile per via dei contratti in essere. Ieri, dopo che il Decreto Milleproroghe è stato varato con la modifica dei contratti in essere, i ministri di Italia Viva hanno voluto che si mettesse a verbale la loro contrarietà. Luigi Di Maio non fa giri di parole: le concessioni vanno cambiate. Secondo il Ministro, non si possono continuare a chiedere soldi ai cittadini se, chi deve tutelare sulla loro sicurezza, non rispetta gli accordi presi.

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Lana Del Rey, le donne contro le donne

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Lana Del Rey, le donne contro le donne

Lana Del Rey, le donne contro le donne. Lana Del Rey e i social. Non sono grandi amici ma si può sempre rimediare. Qualche giorno fa, la cantante statunitense ha pubblicato una lettera abbastanza corposa sul suo profilo Instagram. Lana non è solita utilizzare i social in questo modo, raramente mostra il suo pensiero in maniera così decisa. Eppure si è sentita di scrivere qualche parola per rispondere ad alcune critiche ricevute nel corso della sua carriera. In molti hanno scritto su di lei e su questo episodio focalizzandosi su alcuni punti piuttosto che altri, così come molti fan hanno commentato contrariati il post. Si parla anche di polemica e putiferio ma sappiamo bene come funziona il mondo della comunicazione offline e online per cui partiamo dal principio. Riportiamo qui il testo integrale pubblicato da Lana Del Rey e un commento.

Conosci Lana Del Rey?

Prima di addentrarci nella traduzione di quella che è una lettera che non si legge tutti i giorni sul giornale è opportuno inquadrare e contestualizzare il personaggio che l’ha scritta. Lana Del Rey è molto famosa ma il suo stile musicale non è tra quelli che stanno sempre in trend, se così possiamo dire. No, non canta e balla canzoni spagnole e non fa trap.

Lana Del Rey nasce a New York il 21 giugno 1985. A 20 anni intraprende la carriera musicale che sboccia nel 2012 con l’album Born To Die. Con più di sette milioni di copie vendute, debutta al primo posto in 13 paesi. Non male per un album misto tra l’indie pop e il soul. Dopo il successo di Born To Die, i successivi album sono stati un capolavoro dopo l’altro, da Ultraviolence a Honeymoon, da Lust for Life fino al recente Normal Fucking Rockwell, che la critica individua come uno dei migliori album dell’anno 2019. Grazie a Born To Die, la quasi 35enne è la terza donna nella storia della musica a rimanere presente con un album più di 300 settimane nella classifica statunitense. Con più di 16 milioni di album venduti ha ricevuto candidature e premi importanti per i BRIT Awards, i Golden Globe e i Grammy Awards.

Lana Del Rey, le donne contro le donne

Lana Del Rey, le donne contro le donne

La sua musica è un pò cinematografica e “antica”, fa molto riferimento alla cultura degli anni cinquanta e sessanta. Si ispira a David Bowie e Prince per lo stile musicale e ad artisti contemporanei come Elvis Presley, Amy Winehouse, Frank Sinatra e altri. Ma anche artisti italiani come Patty Pravo per la gestualità. Definire lo stile musicale di Lana non è facile perché non ne ha uno che possa rientrare in una categoria specifica. Tocca diversi generi con la prevalenza di testi cupi accompagnati da melodie malinconiche e tempi lenti, un pò da “da film” appunto. La critica la fa rientrare principalmente nell’alternative rock. Genericamente in molti a primo impatto criticano l’artista per i testi troppi tristi e le musiche inclini al malumore, alcuni li considerano depressivi. Chiaramente nessuno piace a tutti però lo stile elegante e raffinato associato ad una fanciulla fragile è stato da pochi compreso appieno.

La sua lettera sui social: un attacco al sistema o un grido d’aiuto?

Domanda per la cultura

L’incipit della mega lettera di Lana parte da una domanda che ha fatto il giro del web in pochi secondi e suscitato diverse reazioni. “Ora che Doja Cat, Ariana (Grande), Camila (Cabello), Cardi B, Kehlani e Nicki Minaj e Beyoncè hanno raggiunto il numero uno con le canzoni sull’essere sexy, spogliarsi, scopare, tradire ecc. – posso per favore tornare a cantare sul sentirmi bella se innamorata anche se la relazione non è perfetta, o sul ballare per soldi – o qualunque cosa io voglia – senza essere crocifissa o dire che sto rendendo glamour gli abusi?” Il che rende facilmente intuibile perché è nato il putiferio dopo questo post. Citare le sue colleghe ha provocato una reazione dei relativi fans che hanno difeso a spada tratta le loro eroine e attaccato Lana Del Rey. Ma prima di saltare a conclusioni affrettate, proseguiamo con la lettera.

“Penso sia patetico…”

Lana va avanti e si sfoga su ciò che ha sentito e subito in merito alla sua musica e al suo stile. Si dichiara stanca delle critiche e ritiene patetico che la sua espressione lirica basata sulle emozioni dei rapporti diffusi in tutto il mondo l’abbia fatta accusare di aver portato la figura della donna indietro di 100 anni.

Lana Del Rey, le donne contro le donne

Lana Del Rey, le donne contro le donne

Sono stufa delle scrittrici e delle cantanti alternative che affermano che rendo glamour gli abusi quando in realtà sono solo una persona affascinante che canta sulle realtà di ciò che tutti noi vediamo, ora sono rapporti emotivamente molto diffusi in tutto il mondo.
Con tutti gli argomenti che le donne possono finalmente esplorare, voglio solo dire che negli ultimi dieci anni penso sia patetico che la mia piccola esplorazione lirica, che dettaglia i miei ruoli talvolta sottomessi o passivi nelle mie relazioni, abbia spesso fatto dire alle persone che ho riportato le donne indietro di centinaia di anni.

Sia chiaro, non sono una femminista – ma deve esserci un posto nel femminismo per le donne che appaiono e si comportano come me – il tipo di donna che dice no ma gli uomini sentono sì – il tipo di donne che sono programmate senza pietà per essere il loro io autentico e delicato. Il tipo di donne a cui vengono strappate le proprie storie e voci da donne più forti o da uomini che odiano le donne“.

Spoiler di due libri e la data del nuovo album

Lana continua nel suo sfogo parlando della sua musica e di come questa sia legata alle esperienze e alle relazioni che ha vissuto. Afferma di aver dato voce a quelle donne che vivono storie come le sue e punta il dito contro chi l’avrebbe definita isterica all’inizio della sua carriera se avesse espresso un minimo di tristezza nei suoi brani. In conclusione, confessa di aver scritto due libri di poesie in cui sarà possibile leggere i suoi pensieri e le sue emozioni in merito a tutto ciò. Annuncia a sorpresa anche la data di uscita del nuovo album, il 5 Settembre.

Sono stata onesta e ottimista per la relazione difficile che ho avuto.
Notizia FLASH! È così per molte donne. E quella è stata purtroppo la mia esperienza fino al punto in cui sono stati fatti quei dischi. Quindi voglio solo dire che sono passati 10 lunghi anni di recensioni di cazzate fino a poco tempo fa e ho imparato molto da loro, ma sento anche che ho spianato la strada ad altre donne per smettere di “indossare una faccia felice” e di essere in grado di dire qualunque cosa diavolo volessero fare nella loro musica – a differenza della mia esperienza in cui se avessi persino espresso una nota di tristezza nei miei primi due dischi, sarei stata letteralmente isterica come se fossimo negli anni ’20.

Comunque nulla di tutto ciò ha a che fare con molto, ma nei dettagli dei miei prossimi due libri di poesie (soprattutto il secondo) parlerò di alcuni dei miei sentimenti con Simon e Schuster. Sì, sto ancora effettuando riparazioni personali con i proventi dei libri per la mia scelta delle fondazioni Native American di cui sono molto felice. E sono sicura che ci saranno sfumature di ciò su cui ho riflettuto nel mio nuovo album che uscirà il 5 settembre“.

https://www.instagram.com/p/CAcQPuBJdir/?utm_source=ig_web_copy_link

L’interpretazione e le reazioni

Donne Powerfull

La prima reazione è stata quella di difendere le altri cantanti citate – anzi criticate in base agli utenti – da Lana Del Rey, in quanto chiamate in causa affibbiando il loro successo all’enfatizzazione della sessualità. La prima domanda che sorge qui è: non è la verità? Tutte le donne nominate sono cantanti di fama internazionale che raccontano – anche – di sessualità femminile, che cantano sui palchi di tutto il mondo muovendo il posteriore in modo sexy. Non si può negare, è un dato di fatto. Ma non deve essere una critica. Nelle perfomance di Nicki Minaj o Beyoncè puoi vedere anche questo aspetto, oltre il talento musicale e la potenza sonora. Si perché si tratta anche di donne con un certo potere musicale, powerfull in tutti i sensi. Una loro caratteristica, un loro modo di esprimersi. E a tutti va bene così.

Donne Fragili

Poi prendi Lana Del Rey. Fine in qualsiasi occasione, elegante, quasi sofisticata. Musiche malinconiche e teatrali. Carattere delicato. Insomma, l’esatto opposto di tutte loro – anche se in comune hanno il talento. E dunque, anche qui un dato di fatto. Il confronto mostra evidenti differenti ma la domanda iniziale di Lana si basa su un punto diverso. Non vuole criticare il loro modo, lo evidenzia come dato di fatto per definire il loro stile e sottolineare che non subiscono tutte le critiche che subisce lei. Lei che, invece, racconta e canta in maniera diversa, ma esprime le emozioni e i pensieri delle donne fragili come lei. Ma, come abbiamo anticipato, la reazione e l’interpretazione non è stata questa. Le critiche che il mondo ha inteso sono arrivate a definire Lana come una razzista, considerando che 6 donne su 7 da lei nominate sono di colore.

Lana Del Rey, le donne contro le donne

Lana Del Rey, le donne contro le donne

Le donne che appaiono come me

E allora Lana Del Rey risponde, mette in chiaro ancor di più le cose. A chi la accusa di essere razzista o di passare per la bianca privilegiata che sminuisce il lavoro delle sue colleghe penalizzate dal colore della pelle durante gli anni di attività, replica con fermezza. “Avrei potuto letteralmente citare chiunque, ma ho scelto le mie fottute persone preferite. E questo è il problema con la società oggi, non tutto riguarda qualunque cosa tu voglia che sia. È esattamente il punto del mio post: ci sono alcune donne che per cultura non dovrebbero avere una voce, ma questo potrebbe non avere a che fare con la razza o con non so che altro. Non mi interessa più, ma non mi faccio mai e poi mai chiamare razzista perché è una cazzata“.

E infine, sempre in merito agli attacchi incentrati sul white privilege, Lana risponde sul punto in cui scrive <le donne che appaiono come me>. “Intendevo le persone che non sembrano forti o necessariamente intelligenti, che non hanno il controllo. Si tratta di sostenere una personalità più delicata, non una donna bianca“. Ricordiamo che Lana ha duettato con una delle cantanti citate, Ariana Grande, nel brano Don’t Call Me Angel, insieme anche a Miley Cyrus. Un’artista internazionale come Lana Del Rey che motivo avrebbe a scrivere una lettera del genere attaccando le sue colleghe? Ma soprattutto le critiche a queste dove sono? Non si legge nulla di irrispettoso o di stampo razzista.

Un post controverso non tanto controverso

Lana Del Rey non ha apprezzato le critiche ricevute dopo la sua lettera – e ci mancherebbe. Ha voluto quindi precisare, riportando altri suoi pensieri, che rimane ferma nella sua posizione, dopo aver ricevuto vari feedback, anche da persone che aveva citato come Ariana e Doja Cat. Il punto del suo post era “l’importanza dell’autopromozione della personalità femminile più delicata e spesso respinta, più morbida, e che deve esserci spazio per quel tipo, in quella che potrebbe essere una nuova ondata di femminismo che si sta avvicinando“. Si voleva soffermare anche sul fatto che ci sono alcuni artisti che “si dissociano dalla propria fragilità e sessualità rimproverando altri artisti più sessualmente liberi come me e le donne che ho citato“.

Lana si esprime in conclusione sulla critica razziale. “Parlare della razza come un problema dice molto di più su di voi che su di me: volete il dramma, non volete credere che una donna possa essere bella, forte e fragile allo stesso tempo.
Niente di nuovo qui nella vostra reazione. Come dieci anni fa, quando un milione di persone pensava che fingevo fragilità emotiva o che mentivo sul fatto che non avevo soldi quando quella era la verità.
Il mio obiettivo e il mio messaggio sono chiari. Che ho il controllo della mia storia. Se le donne che menziono non vogliono essere associate a me, va assolutamente bene per me“.

https://www.instagram.com/p/CAghpnsJ8Sm/?utm_source=ig_web_copy_link

Insomma, Lana è stata molto chiara. Le interpretazioni variano in base alla simpatia e all’antipatia verso quella persona, in base ai modelli d’ispirazione o in base al proprio carattere ma interpretare erroneamente certi messaggi non fa bene a nessuno. Non fa bene soprattutto alle donne.

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Buon compleanno Venere Nera, Naomi Campbell compie 50 anni

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Buon compleanno Venere Nera, Naomi Campbell compie 50 anni

Buon compleanno Venere Nera, Naomi Campbell compie 50 anni. Naomi Elaine Campbell nasce a Londra il 22 maggio 1970 dalla giovane Valerie Morris; non ha mai conosciuto il padre, la cui identità è rimasta segreta per volere di entrambi i genitori. La sua prima apparizione nel 1986 sulla copertina di Elle e, nel 1987, sul calendario Pirelli. E’ la prima donna di colore ad apparire sulla copertina di Vogue e Time Megazine. Viene riconosciuta da People come una delle 50 donne più belle del mondo.

Le passerelle e il soprannome “Venere Nera”

In 35 anni di carriera Naomi ha sfilato per i più grandi marchi e stilisti di alta moda: Prada, Roberto Cavalli, Valentino, Armani, Dolce e Gabbana, Dior, Versace e Fendi. Tutti l’ammiravano: quando sfilava la sua “falcata” faceva rimanere i presenti senza fiato. Da qui nasce soprannome che l’ha resa ancora più famosa: Venere Nera. La Campbell ha posato per più di 500 copertine, osando i look più stravaganti. Nel 2017 è tornata eccezionalmente sulla passera con Donatella Versace insieme alle colleghe Carla Bruni, Claudia Schiffer, Cindy Crawford e Helena Christensen per omaggiare Gianni Versace, a cui la Campbell era molto legata.

Vita amorosa e scandali legali

Naomi Campbell non è mai stata sposata, ma ha avuto alcune relazioni con importanti uomini d’affari e dello spettacolo. Nel 1993 ha incontrato e si è innamorata del bassista degli U2, Adam Clayton, ma la relazione finì l’anno successivo. Nel 1998 invece Naomi ha iniziato a frequentare l’imprenditore italiano Flavio Briatore, con una relazione altalenante che terminò nel 2003. Di lei, Briatore ha sempre parlato bene e sono rimasti ottimi amici.

Naomi Campbell ai tempi della relazione con Flavio Briatore

Naomi Campbell ai tempi della relazione con Flavio Briatore

La vita di Naomi è però costellata da brutti episodi di tossicodipendenza e alcool:  nel 1999 la top model è entrata in un programma di riabilitazione. Naomi Campbell poi è stata anche protagonista di svariati guai con la giustizia. Nel 1998 e nel 2005 due sue assistenti hanno accusato la top model di averle colpite alla testa con un telefonino e di averle insultate pesantemente: in questi casi un lauto risarcimento e delle scuse pubbliche bastarono a placare le acque. Ma nel 2008 Naomi Campbell non ha potuto evitare le manette: a Londra, all’aeroporto di Heathrow, la modella ha aggredito due poliziotti. La causa? Era stato smarrito il suo bagaglio. Alla condanna, si aggiunse l’esclusione della modella da tutti i voli British Airways.

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Boom di gravidanze VIP ai tempi del Coronavirus

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Boom di gravidanze VIP ai tempi del Coronavirus

Boom di gravidanze VIP ai tempi del Coronavirus. In questi mesi di quarantena abbiamo assistito impotenti alle migliaia di morti che il Covid-19 ha mietuto nel nostro Paese. Ci sono state però anche nascite, fiocchi rosa e blu che hanno allietato un pò questo periodo. Tra queste è boom di gravidanze nel mondo Vip, in Italia ma anche all’estero.

Future mamme Vip in Italia, da Alice Campiello a Giorgia Palmas, gravidanze felici nonostante la pandemia

Nel panorama italiano spiccano le future mamme “sportive“, compagne di calciatori e nuotatori che daranno alla luce i “figli della quarantena”. Michela Persico, presentatrice sportiva, è in dolce attesa del primo figli con il compagno Daniele Rugani, calciatore della Juventus. Non è stata una gravidanza semplice per la coppia, dato che il calciatore era positivo al Covid-19 ed ha dovuto passare la quarantena lontano dalla compagna. Sempre nel mondo del calcio, dolce attesa anche per la coppia Morata – Campello: dopo i gemelli, sarà un altro maschietto ad allietare la vita familiare.

https://www.instagram.com/p/CAKrrHbqndm/

https://www.instagram.com/p/CAGhHmRqSsP/

Lasciando il calcio, nel mondo del nuoto c’è una bella novità: la popolare coppia Filippo Magnini e Giorgia Palmas saranno presto genitori. La coppia aveva annunciato l’annullamento temporaneo del loro matrimonio causa lockdown, promettendo di rimediare al più presto. Pochi giorni fa la sorpresa: in una foto viene ritratta la Palmas con un bel pancione, abbracciata dal suo Filippo.

https://www.instagram.com/p/CANrWVLotWW/

Ultimi ma non meno importanti, Gianluca Vacchi e Sharon Fonseca hanno annunciato il lieto evento. Si tratta del primo figlio per l’influencer più famoso e longevo di Italia.

https://www.instagram.com/p/CABD65EjNpl/

Cicogne in arrivo anche per i Vip di oltreoceano

Non solo in Italia, anche nel resto del mondo i Vip annunciano fiocchi rosa e blu. Primi fra tutti Katy Perry e Orlando Bloom. La coppia sembra aver messo alle spalle la crisi di qualche anno fa, che li dava in dirittura di arrivo. Nei primi mesi della pandemia ecco invece apparire un’iconica foto della Perry, che fiera mostra il suo bel pancione.

https://www.instagram.com/p/CATbzU7HEet/

Altra coppia Vip ad annunciare l’arrivo di un baby è quella formata da Gigi Hadid e Zayn Malik: la modella ed ex cantante confermano i rumors della gravidanza in occasione del trentesimo compleanno di Gigi. I Ferragnez (Chiara Ferragni e Fedez) hanno subito dichiarato che, in caso fosse femmina, sono disposti ad un matrimonio combinato con il loro Leone.

Fiocchi rosa e blu, ecco i nati durante la pandemia

Oltre agli annunci, c’è anche chi ha dato alla luce maschietti e femminucce in piena pandemia. Lodovica Comello, ex star di Disney Channel e ora presentatrice, ha dato alla luce il 16 marzo scorso il suo primogenito Teo; Beatrice Valli ha messo alla luce il suo quarto figlio maschio e Costanza Caracciolo, compagna del bomber Bobo Vieri, ha partorito la sua seconda figlia.

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Oltreoceano ma sempre italiana, la famosissima make up artist Clio Zammateo, per tutte ClioMakeUp, ha dato alla luce a New York la secondogenita Joy. L’influencer ad inizio pandemia era in procinto di partorire e aveva deciso di scappare dalla grande mela: “In questo momento non mi sento più sicura in questa città: gli americani stanno facendo rifornimenti di armi e non è una bella situazione per mettere al mondo un figlio”. A tutte loro vanno i nostri auguri e un grande in bocca al lupo.

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Attualità

WHO: i risultati ufficiali dello studio sulla salute di bambini e adolescenti

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WHO: i risultati ufficiali dello studio sulla salute di i bambini e adolescenti

WHO: i risultati ufficiali dello studio sulla salute di bambini e adolescenti. Copenaghen, Danimarca, 19 maggio 2020. Il report riporta dati sullo stato fisico, le relazioni sociali e mentali di 227.441 bambini in età scolastica, ossia 11,13 e 15 anni, provenienti da 45 Nazioni. Questo studio perciò potrebbe essere una base per studi futuri che possano misurare l’impatto del Covid-19 sulla vita dei giovani ragazzi. Uno studio pubblicato oggi dall’Ufficio Regionale per l’Europa (Who) è stato condotto dall’Istituto Internazionale in bambini in età scolastica. La ricerca è stata condotta su bambini di 11 anni, 13 e 15 anni, provenienti da 45 Nazioni. Questa avrebbe dimostrato che gli adolescenti presenterebbero disturbi mentali in alcuni Paesi tra il 2014 ed il 2018.

Il Dottor Hans Henri P. Kluge, Direttore Regionale per l’Europa di Who, avrebbe dichiarato che ci sarebbe un incremento di ragazzi e ragazze nella Regione Europea che riporterebbero poca salute mentale. Molti si sentono nervosi o irritabili, motivo di preoccupazione per loro. “Come noi risponderemo alla crescita di questo problema sarà un eco per le future generazioni. Investire nei giovani può, ad esempio, assicurare che abbiano accesso facile a servizi di salute mentale, appropriate ai loro bisogni, comprendere tre punti: acquistare salute, sociale ed economica, può fornire agli adolescenti di oggi, adulti del domani e future generazioni“.

WHO - World Health Organization

WHO – World Health Organization

Bambini, ecco i risultati dello Studio di Who

I riflettori sul benessere della salute degli adolescenti mostra che il benessere mentale declina come i bambini crescono, con le donne particolarmente a rischio di avere povertà mentale rispetto agli uomini. Un adolescente su quattro si sente nervoso, irritabile, ha difficoltà nel dormire, almeno una volta a settimana. L’indagine riporta una sostanziale variazione nel benessere mentale tra i Paesi.

Questo indicherebbe che fattori culturali, politici ed economici potrebbero giocare un ruolo nel favorire il benessere mentale. In circa un terzo delle Nazioni, l’indagine avrebbe riportato un rischio in adolescenti sotto pressione scolastica, con i ragazzi cui piace la scuola in diminuzione rispetto al 2014. In molte Nazioni l’esperienza peggiora con l’età, con la soddisfazione scolastica e la percezione degli adulti di un supporto calante da parte degli insegnanti non appena la pressione scolastica aumenti.

Lo studio ha esaminato la crescita dell’uso di tecnologie digitali lungo il cambiamento del benessere mentale tra ragazzi nelle diverse Regioni. Chiaramente le tecnologie avrebbero benefici, ma potrebbero anche amplificare vulnerabilità. Questi, infatti, potrebbero introdurre problemi come cyberbullismo, che in maniera non proporzionale colpisce maggiormente le ragazze. Un adolescente su 10 avrebbe riportato di essere stato vittima di cyberbullismo negli ultimi due mesi.

cyberbullismo tra i bambini

cyberbullismo tra i bambini

Cyberbullismo: maggiormente colpite le ragazze

Il Dottor Jo Inchley, Coordinatore della HBSC, Università della Scozia, si è così espresso. “E’ preoccupante vedere come gli adolescenti ci dicano del loro malessere mentale. Noi dobbiamo prendere questo messaggio con serietà, avere una buona salute mentale è parte essenziale della crescita adolescenziale“. I rischi influirebbero sul comportamento, la nutrizione e l’inattività fisica, che sono ancora le sfide principali. Il report riporterebbe problemi nell’Unione Europea ed in Canada, dove la HSBC fa indagini ogni 4 anni. Altre chiavi incluse in questi studi includerebbero rischi sessuali che resterebbero una preoccupazione. 1 adolescente su 4, infatti, avrebbe relazioni sessuali senza protezioni. A 5 anni, 1 ragazzo su 4 ed una ragazza su 7, avrebbero avuto rapporti sessuali.

cyberbullismo più frequente tra le ragazze

cyberbullismo più frequente tra le ragazze

Alcol e fumo sono continuati a diminuire, ma il numero di attuali alcolizzati e fumatori resta alto tra i quindicenni, con l’alcol tra le sostanze più usate. Un quinto dei ragazzi di 15 anni hanno bevuto almeno 2 volte o più nella loro vita, almeno 1 su 7, invece, aveva bevuto negli ultimi 30 giorni. Meno di 1 su 5 sono andati incontro alla raccomandazioni di WHO sull’attività fisica. I livelli sono in ribasso rispetto ad un terzo delle Nazioni rispetto al 2014, soprattutto tra i ragazzi. La partecipazione resterebbe molto bassa tra le ragazze e adolescenti vicini all’età adulta.

Who, alta percentuale di alcolisti e fumatori tra i bambini. In molti non fanno attività fisica nè rispettano le indicazioni alimentari

In molti non rispetterebbero i consigli nutrizionali, indebolendo la loro capacità di crescita fisica. Circa 2 adolescenti su 3 non mangiano abbastanza cibi nutrienti, 1 su 4 mangia dolci ed 1 su 6 consuma bevande zuccherate ogni giorno. I livelli di sovrappeso ed obesità sono risaliti dal 2014, e adesso affliggono un bambino su 5. I livelli più alti sarebbero registrati tra i ragazzi ed i bambini più piccoli. 1 adolescente su 4 si percepisce troppo grasso, soprattutto le ragazze. Come gli ultimi studi della HBSC, con risultati risalenti al 2017/2018, il mondo adesso sta combattendo con la pandemia del Covid-19. Il prossimo studio, i cui risultati dovrebbero arrivare nel 2021/2022, rifletteranno inevitabilmente l’impatto della pandemia sui giovani.

L’ampio raggio di problemi scoperti dagli studi della HBSC daranno dati importanti sulla vita di oggi degli adolescenti. Si dovrebbe inoltre provvedere ad una costruzione di misure sull’impatto del Covid-19 sugli adolescenti, quando emergeranno i prossimi risultati nel 2022. Questo il consiglio di Martin Weber, Program Manager per la Salute di Adolescenti e Bambini dell’Ufficio Regionale per l’Europa di Who. “I dati comparati ci daranno la misura e l’estensione di come la chiusura delle scuole ed i lockdown abbiano toccato le interazioni sociali tra gli adolescenti, la loro salute fisica e mentale“.

Che cos’è l’HBSC e dove si trova

Gli studi di HBSC hanno tracciato l’esperienza degli adolescenti per 35 anni. E’ un’importante strumento per identificare i processi lungo un ampio numero di indicatori fisici e sociali ed evidenziare le aree che richiedono maggiori interventi politici e sociali. I dati di HBSC sono utilizzati a livello regionale, nazionale ed internazionale per dare nuovi dati sul benessere fisico degli adolescenti, capire le determinazioni sociali ed informare la politica cercando di migliorare le condizioni di vita in Unione Europea e Canada. Il Coordinamento Internazionale HBSC è nell’Università di Glasgow, in Scozia, nel Regno Unito. Maggiori dettagli sugli studi e sulle Nazioni partecipanti si possono trovare sul sito hbsc.org.

hbsc - locandina

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Greta Thunberg: “Il virus colpisce anche i bambini”

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Greta Thunberg: "Il virus colpisce anche i bambini"

Greta Thunberg: “Il virus colpisce anche i bambini”. Torna a parlare Greta Thunberg, la giovane ecologista svedese, vittima del virus anche lei con il padre: secondo la giovane attivista, infatti, il Covid-19 colpirebbe anche i bambini. In un’intervista alla CNN, infatti, la Thunberg avrebbe invitato a non dare false informazioni, dicendo che i bambini non si ammalerebbero di Coronavirus. Anzi, Greta avrebbe invitato i bambini ed i loro genitori a far rispettare anche a loro il distanziamento sociale. Il virus, secondo l’attivista svedese, colpirebbe certamente in maggior modo le persone anziane, ma anche i bambini ne sarebbero vittime.

Inoltre, per loro, il periodo è ancora più duro con il lockdown, che la Thunberg definisce come lesiva dei diritti dei più piccoli. In realtà, sulla sua positività, non ci sarebbe mai stato un tampone a testimonianza. Greta Thunberg, però, da inizio anno si è auto isolata dalla famiglia, convinta di aver contratto il virus. Covid-19 che potrebbe aver contratto anche il padre della diciassettenne svedese. Sui social, intanto, lei racconta come molte persone potrebbero essere asintomatiche, avere i sintomi del virus senza neanche accorgersene. Per questo motivo ognuno deve essere attento alle proprie azioni, in quanto queste possono fare la differenza tra la vita e la morte di ognuno di noi ma anche di chi ci sta intorno.

Svezia, Greta Thunberg avverte sul virus nei bambini. Intanto, nel Paese, il ristorante più sicuro al mondo in tempi di pandemia

Intanto in Svezia, secondo quanto riferito da Living.Corriere.it, ci sarebbe il ristorante più sicuro al mondo in questo tempo di pandemia da Coronavirus. Si chiama Bod For En, che significa tavolo per uno. In pratica si tratterebbe un tavolo messo in aperta campagna, dove può sedere a mangiare una sola persona. Al posto dei camerieri, inoltre, il cibo sarebbe contenuto in un cesto da picnic. L’atipico ristorante si troverebbe nella cittadina rurale di Ransater.

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Race for the Cure 2020: il Covid-19 non ferma la lotta

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Race for the Cure 2020: il Covid-19 non ferma la lotta

Race for the Cure 2020: il Covid-19 non ferma la lotta. La ventunesima edizione di Race For The Cure quest’anno causa Covid-19 si svolgerà sui social network con una maratona virtuale. Ogni anno la Komen Italia organizza una raccolta fondi per la lotta al tumore al seno. Una grande maratona che si snoda nel centro città e molte attività legate alla ricerca. Riccardo Masetti, direttore del centro di Senologia della Fondazione Policlinico Gemelli di Roma, ha dichiarato che quest’anno 2 milioni di donne riceveranno una diagnosi di tumore al seno e 600 mila perderanno la vita.

Partecipare è molto semplice: sul sito komenitalia.it e sui canali social sarà possibile partecipare alla raccolta fondi, seguire le dirette con medici e specialisti e ascoltare le donne in rosa, che combattono o hanno combattuto il tumore. Saranno presenti ospiti importanti come le madrine Maria Grazia Cucinotta e Rosanna Banfi, ma anche Roberto Ciufoli, Lino Banfi, Carlo Verdone e tanti altri.

Distanti ma uniti nella ricerca contro il tumore al seno

La Race for the Cure è nata a Dallas negli Stati Uniti, nel 1982. Ogni anno circa 130 race diverse radunano un milione di partecipanti. Nel 2000 è arrivata anche a Roma, nella cornice del Circo Massimo e, dal 2007, è sbarcata a Bologna, Bari e Napoli. I numeri sono impressionanti: oltre 81.000 persone hanno partecipato alla XX edizione in tutto il mondo, di cui 140.000 solo in Italia.

Grazie alla Race vengono effettuati screening gratuiti e corsi di aggiornamento a tutti medici e specialisti ma, soprattutto, viene aiutata la ricerca. La tradizione della Race a Roma terminava nello splendido Circo Massimo con il lancio di migliaia di palloncini rosa, per ricordare tutte le donne che hanno lottato e lottano contro il tumore al seno. La Race for the cure online sarà il primo di tanti eventi che culmineranno a settembre con una Race Virtuale in cui parteciperanno più di 20 paesi europei.

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