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Ecco la kolonya: da simbolo dell’ospitalità turca a rimedio per il Coronavirus

La tradizionale acqua di colonia turca è passata da fragranza simbolo del paese ad alleato affidabile per la lotta al Coronavirus

Ecco la kolonya: da simbolo dell’ospitalità turca a rimedio per il Coronavirus. Come le pubblicità di igienizzanti per le mani spopolano in tutto il mondo, in Turchia il rimedio per combattere il virus sembra che lo abbiano sempre avuto nelle loro case: la kolonya. La kolonya è un simbolo sacro dell’ospitalità turca sin dai tempi dell’impero Ottomano ed è da sempre descritta come il profumo della Turchia.

La tradizione vuole che questa fragranza particolarmente dolce, fatta con fiori quali jasmine, rosa o cedro, venga versato sulle mani degli ospiti appena entrano in casa, in albergo o negli ospedali, oppure quando finiscono di mangiare al ristorante. La kolonya risulta molto utile in questo periodo d’emergenza perché, a differenza delle normali colonie, ha un’alta concentrazione di etanolo, riuscendo ad uccidere più dell’80% di germi e rivelandosi un disinfettante più che efficace.

La kolonya spopola in Turchia: fatturati quintuplicati

Il Ministro della Sanità turco ha già condiviso in conferenza stampa gli effetti della kolonya avendo come conseguenza un interesse mediatico crescente verso il prodotto e code di centinaia di metri nei rivenditori in tutto il Paese. Infatti, da quando è stata confermata la presenza del virus in Turchia, i produttori di kolonya hanno quintuplicato il loro fatturato. Per contrastare l’enorme domanda, il governo turco ha recentemente fermato la produzione di etanolo, al fine di rallentare la produzione sia di kolonya che degli altri disinfettanti.

Kerim Muderrisoglu, CEO della Rebul Holding, che è proprietaria del più famoso marchio di kolonya turco, la Atelier Rebul, ha voluto spiegare il semplice processo di produzione della kolonya: l’etanolo è estratto dal frano fermentato, uva o patate ed è mischiato con acqua distillata. Poi una fragranza di magnolia, limone o rosmarino viene aggiunta prima di un periodo di maturazione di 3 settimane, che porta il prodotto all’imbottigliamento.

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