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Donne penalizzate, la riapertura del 4 maggio fa rientrare il 70% di uomini

Uno studio mostra come la riapertura delle attività, prevista per il 4 maggio, favorirà il ritorno al lavoro per il 72% degli uomini mentre la donna dovrà aspettare. Una nuova evidenza nella differenza di genere che ormai tutti conosciamo e, allo stesso tempo, un punto su cui lavorare ancor di più

Donne penalizzate, la riapertura del 4 maggio fa rientrare il 70% di uomini. Sappiamo benissimo che questo virus, diffusosi in tutto il mondo, ha causato solo problemi. Tutti hanno subito una penalizzazione. Se volessimo ricercare un’aggravante nella differenza di genere senza dubbio verrebbero in mente le violenze domestiche. Non da parte delle donne sugli uomini. Sarebbe una novità troppo eclatante. Ma da parte degli uomini sulle donne. La pandemia ci ha costretto a chiuderci in casa. Ma sappiamo benissimo, inutile nasconderlo o girarci intorno, che per alcune donne la casa non è poi così confortante. Somiglia più ad una prigione con qualche benefit – letto più comodo e pasti migliori. La violenza sulle donne registra dati poco felici in Italia.

E, adesso, con la fase 2, sembrerebbe ci sia un’evidenza ulteriore nella differenza di genere – non ti infastidisce solo leggendolo? Due ragazzi bocconiani, Alessandra Casarico e Salvatore Lattanzio, hanno pubblicato una ricerca su Lavoce.info. Lo studio mostra come il 4 maggio il 72% di coloro che potranno tornare a lavoro saranno uomini. Per cui le donne, ed anche i giovani in base alla ricerca, saranno penalizzati. Qualche novità?

Donne penalizzate, che fare?

Dunque avremo una situazione quasi medievale. Il marito che va a lavoro e la moglie a casa. Con i bambini. Con le scuole chiuse qualcuno deve pur occuparsene. D’altronde le attività che riapriranno sono quelle manifatturiere e le costruzioni. Settori in cui predomina la presenza maschile. Gli altri, invece, quelli del turismo e del commercio, dove è più “facile” trovare le donne, dovranno aspettare ancora. Diciamo che, nonostante tali dati siano esplicativi ed evidenzino una differenza di genere già nota, non ci si può focalizzare solo su questa. Devono, piuttosto, essere un punto di partenza per un approfondimento maggiore sulla distribuzione di genere nei vari settori.

Lavoce.info ha sviluppato un grafico sulla base di dati del campione integrato delle comunicazioni obbligatorie

Perché in questi settori si “preferiscono” gli uomini? La cultura in un certo senso ci può aiutare. Partendo da questa, se torniamo in pò indietro negli anni, si può notare come una distribuzione simile all’epoca era ancora più marcata. Tempo fa la donna non era fatta per “lavorare”. Doveva stare a casa, pensare alle pulizie e ai bambini. Si tratta di una visione molto sessista ma è la verità, nuda e cruda.

Negli ultimi anni, molte donne hanno combattuto maggiormente per i propri diritti, hanno alzato il tono di voce e qualcosa si è mosso. Ad oggi, raccogliamo i frutti di tanto sudore. Ma sappiamo che non è sufficiente. Bisogna continuare a lottare e diminuire ancor di più il gap che non dovrebbe esistere. Abbiamo bisogno di tempo. Ma sicuramente non abbiamo bisogno di lamentele. Evidenziamo i problemi, assorbiamo i dati e proseguiamo con più tenacia di prima.

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