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Stati Uniti, proteste per la libertà

Proteste in molti stati negli USA. Il lockdown nel mirino, in alcuni stati non ha senso secondo i manifestanti

Stati Uniti, proteste per la libertà. Il concetto di libertà è, da sempre, un punto fermo per i cittadini statunitensi. D’altronde basta dare un occhio alla Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti d’America, resa effettiva il 4 luglio 1776. All’interno sono elencati alcuni diritti inalienabili dell’uomo. Tre di questi sono la Vita, la Libertà, e il perseguimento della Felicità. È sempre stato un pensiero comune quello dell’America come simbolo di libertà. Soprattutto se pensiamo al periodo della guerra fredda e all’opposizione con l’Unione Sovietica, fino alla caduta del Muro di Berlino, nel 1989. Quello che sta accadendo in queste ore è un po’ la riprova di questo diritto inalienabile, sentimento proprio dei cittadini americani.

Istinto, sentimento, diritto

Per protestare contro il lockdown, in alcuni stati, la gente è scesa in piazza, anche sotto forti piogge. L’istinto di libertà è più forte di qualsiasi restrizione o violazione di distanziamento sociale. Si stima che fossero circa 400 persone nel New Hampshire, a Concord. Tra di essi anche alcune persone armate, con il volto coperto. La convinzione è che non ci sia bisogno di alcun lockdown in certi stati dove il coronavirus non è diffuso. L’estensione della quarantena a questi stati ha avuto poco senso secondo i manifestanti.

Oltre 250 persone, in Texas, si sono radunate fuori dal Campidoglio di Austin. Tra questi era presente anche l’attivista di Young Americans for Liberty che ha dichiarato: “È tempo di riaprire il Texas, e’ tempo di far lavorare le persone, è tempo per loro di lasciare che l’interazione volontaria e il buon senso dominino la giornata, non la forza del governo”. 

Alcune proteste si sono registrate anche ad Annapolis nel Maryland, a San Diego in California, a Columbus in Ohio e in tanti altri stati. La convinzione, come scritto su alcuni cartelli che la gente esponeva, è che “anche la povertà uccide” non solo il virus. Alcuni cittadini hanno avuto anche l’appoggio del presidente Trump, soprattutto in stati con guida democratica.

La salute sì, la libertà anche

Ciò che esce da questa protesta quasi nazionalizzata è la forza dell’individuo in favore della libertà. Perché in alcuni stati americani la situazione è davvero sotto controllo dal punto della diffusione del virus. Come anche in altri stati nel mondo però, si preferisce lavarsene le mani, senza pensare alle conseguenze e disastri economici che potrebbero scaturire, calpestando diritti acquisiti dopo tanto tempo come quello della Libertà. La soluzione a tutto sembra essere soltanto quella di bloccare i paesi per evitare i contagi. Quello che però non si pensa è la difficoltà delle persone bloccate, che non possono lavorare. Come in molti hanno detto, anche la povertà uccide.

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