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Scarcerato boss dei Casalesi: Zagaria ai domiciliari per motivi di salute

Scarcerato boss dei Casalesi Pasquale Zagaria. Rimane ai domiciliari la mente economica del clan dei Casalesi a causa di un malessere. Il giudice: "Nessuna struttura poteva curarlo"

Scarcerato boss dei Casalesi: Zagaria ai domiciliari per motivi di salute. Il tribunale di Sassari ha concesso gli arresti domiciliari a Pasquale Zagaria, fratello di Michele, ovvero uno dei boss del clan di Casal di Principe. Il boss Zagaria è stato scarcerato a causa dell’emergenza sanitaria e ha deciso di scontare la sua pena a Pontevico (BS), dove risiede la moglie. Il comune bresciano è uno dei centri più colpiti dalla pandemia e Zagaria passerà lì i prossimi 5 mesi, fino al 22 settembre.

Il giudice Riccardo De Vito ha concesso i domiciliari a tempo finché non si conoscerà la reale entità della malattia di Zagaria. Il provvedimento del giudice verso il boss è stato piuttosto lungo e complicato. Zagaria non è un detenuto come gli altri ma un importante boss detenuto in regime di 41-bis. La scarcerazione ha scatenato un’importante polemica con il Ministero della Giustizia che sta approfondendo la questione, con l’aiuto dell’amministrazione penitenziaria.

Scarcerare un boss o far morire un uomo in carcere?

Pasquale Zagaria, classe 1960, è in carcere dal 2007 con l’accusa di essere uno dei capi dei Casalesi, occupandosi dell’aspetto finanziario del clan. Zagaria spostò il cuore finanziario dei Casalesi a Parma, permettendogli di aggiudicarsi numerosi appalti pubblici. Il boss è stato condannato diverse volte e doveva rimanere in carcere fino al 2027 ma ha ottenuto uno sconto di 210 giorni per aver subito trattamenti degradanti in altre carceri. Ad oggi Zagaria dovrà rimanere in carcere fino al 2025 ma in questo conteggio vanno tolti ulteriori mesi per il vincolo di continuazione.

Questo provvedimento dà la possibilità di discutere del sottile equilibrio tra diritto alla salute e sicurezza sociale. Zagaria va tenuto in carcere col rischio di vederlo morire da un giorno all’altro? Oppure far uscire uno degli individui più pericolosi d’Italia?. Nel provvedimento il giudice sottolinea l’importanza di Zagaria come detenuto e ha anche voluto ricordare che lo stesso boss si è costituito, gesto che ha rappresentato un sintomo di ravvedimento.

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