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Perché esiste il Pesce d’Aprile?

Il primo d'Aprile si affianca alla famosa espressione di Pesce d'Aprile che associa la possibilità di fare scherzi in questa data con una scusa più ufficiale. Ma quali sono le sue origini?

Perché esiste il Pesce d’Aprile? Il 1° aprile è assegnato alla tradizionale realizzazione di scherzi di qualsiasi tipologia in molti paesi del mondo. Dai più banali ai più sofisticati uno scherzo genera sempre divertimento, ma attenzione a non offendere nessuno. Alcuni affiancano i pesci d’Aprile ironicamente ad alcune notizie, come potrebbe essere il down del sito dell’INPS o le dichiarazioni di Bolsonaro. Così come i pesci abboccano all’amo, le povere vittime abboccano allo scherzo propinatogli. Ma conosci la vera storia?

La storia

Non è stata confermata la storia ufficiale delle origini del Pesce d’Aprile ma vi sono differenti teorie. Al 1300 risale la storia di Bertrando di San Genesio, patriarca di Aquileia, che salvò un papa che stava soffocando con una spina di un pesce. Come segno di ringraziamento, il papa vietò di mangiare pesce il 1° aprile. Un’altra teoria fa riferimento al XVI secolo nel territorio francese. Prima dell’adozione del calendario gregoriano nel 1582, l’Europa usava festeggiare il Capodanno tra il 25 marzo ed il 1° aprile scambiandosi pacchi dono. La festività venne spostata al 1° Gennaio con la riforma di papa Gregorio XIII.

Da tradizione, quindi, il primo giorno di aprile si scambiano pacchi vuoti per festeggiare scherzosamente il vecchio Capodanno. Tale usanza in Francia prende il nome di poisson d’Avril, ovvero pesce d’Aprile. Alla seconda metà dell’Ottocento risale, invece, la tradizione del Pesce d’Aprile in Italia. L’usanza francese arrivò a Genoa verso il 1860, in cui il porto italiano iniziò a divertirsi ogni 1° aprile dell’anno con simpatici scherzi. In seguito, si diffuse tra i ceti medio-alti e poi in tutto il Paese.

Il simbolo del pesce

Dalle teorie più famose deriva la motivazione per cui l’animale destinato all’associazione degli scherzi è un pesce. Esiste anche una storia risalente ai tempi di Cleopatra che conferma tale simbologia. La regina egizia organizzò uno scherzo a Marco Antonio, il suo amante. Durante una gara di pesca, il militare romano chiese ad uno schiavo di attaccare i pesci all’amo per evitare una possibile umiliazione. Cleopatra, dopo averlo scoperto, gli fece attaccare un pesce finto con pelle di coccodrillo ad un amo gigante. Insomma, è chiaro che il simbolo del pesce non può non essere accostato ad uno scherzo.
E voi avete abboccato a qualche scherzo oggi?

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