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Per il coronavirus arrivano i cani da fiuto dalla Gran Bretagna

Sono stati individuati e scelti sei cani che verranno addestrati per fiutare il coronavirus. Saranno utili per una prima diagnosi non invasiva nelle aree più grandi

Coronavirus, formata la squadra di cani da fiuto. Si tratta di un progetto di addestramento svolto in collaborazione con la London School of Hygiene and Tropical Medicine (LSHTM) e la Durham University. I cani fanno parte del team Medical Detection Dogs di Milton Keynes. Sono sei cani e sono i primi ad essere stati individuati per l’addestramento. Si tratta di un progetto che renderà questi cani capaci di fiutare il coronavirus nelle persone. In attesa ovviamente che si sviluppi un vaccino. Il loro addestramento durerà dalle 6 alle 8 settimane. Una volta finito, saranno in grado di compiere una diagnosi non invasiva delle persone. Quindi potranno essere utilizzati in grandi aree come aeroporti o stazioni, in modo da identificare i possibili infetti.

I cani non rischiano di contrarre il coronavirus

A riportare la notizia è Il sole 24 Ore. Ovviamente i 6 amici a quattro zampe hanno anche dei nomi: Norman, Digby, Storm, Star, Jasper e Asher. Tutti del Regno Unito, di diversa razza ed età. Sono tanti i cani che ci aiutano in molte occasioni. Ci sono i cani da fiuto da droga, per i soldi, armi ed esplosivi. Ora avremo anche quelli per il coronavirus. I campioni di virus, su cui si addestreranno i cani, non sono attivi, per cui loro non corrono alcun rischio. I sei cani saranno sottoporranno a screening qualsiasi individuo, anche chi asintomatico.

Inoltre, secondo quanto dichiarato dalla CEO di Medical Detection Dogs, Claire Guest, “quando incontreranno le persone, i cani non dovranno entrarvi in contatto ma annuseranno solo l’aria intorno, per prevenire il rischio di diffusione del virus”. Una volta individuati i possibili sospetti, questi saranno poi sottoposti a tamponi ed altri controlli del caso. Una bellissima ed importante iniziativa di cui faranno parte questi sei cani, uno dei quali pare sia “raccomandato”. Asher è infatti il miglior amico della stessa Claire Guest, CEO della ONLUS.

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