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Paziente zero, in Francia forse a dicembre i primi contagi

Iniziano ad uscire i primi casi di contagio risalenti a ben prima di quanto saputo fino ad ora. Un altro esempio arriva dalla Francia

Paziente zero, in Francia forse a dicembre i primi contagi. Sono giorni di ricerca e studi quelli di ora. Tutte le nazioni sono in cooperazione, alla strenua ricerca di un vaccino. E non solo, perché sono anche giorni in cui si cerca di capire l’origine del virus. Oltre che capire il vero punto di partenza in Cina, si prova anche a comprendere come sia arrivato nei vari stati e soprattutto quando. Ormai non sono nuove le accuse di vari stati nei confronti del paese asiatico, reo di non rendere nota, secondo alcuni, la vera natura del virus, oltre che aver insabbiato anche la vicenda inizialmente. Oltre a ciò i vari stati sono alla ricerca del paziente zero tra i propri confini. Sarebbe un passo avanti che aiuterebbe nello studio del virus.

Tra questi anche la Francia inizia a ricostruire la storia del contagio interno. Come riportato da Agi, i primi sospetti di coronavirus risalgono addirittura a dicembre, così come si pensa sia avvenuto anche in Italia. Il paziente zero francese ha reso noto la sua identità nell’ultima settimana. Il tutto dopo che, fanno sapere le autorità, sono stati rianalizzati alcuni casi di influenza risalenti a gennaio e dicembre.

Il paziente zero, i classici sintomi e la storia del contagio

Si tratta di Amirouche Hammar, un uomo di 43 anni che ha scoperto di essere stato positivo al coronavirus. Il suo test risale addirittura al 27 dicembre. Era un tampone influenzale che non era stato testato per il Covid-19. Questo cambierebbe tutto, anche perché il primo caso ufficiale registrato in Francia risale adesso al 24 gennaio, praticamente un mese dopo. Intervistato da BfmTv, Hammar ha raccontato come i sintomi che presentava al momento erano quelli classici da coronavirus; ovvero febbre, tosse secca, difficoltà respiratorie e affaticamento. Dopo qualche giorno di febbre alta, senza che ci fossero miglioramenti, l’uomo si è presentato in ospedale con forti dolori al petto, senza pero trovare risposta nei medici locali, che al momento non hanno capito la situazione.

Quello che ci si domanda è come abbia fatto l’uomo ad essere stato contagiato. L’ipotesi principale è che la moglie fosse un tipico caso asintomatico. Infatti la donna lavorava in un mercato del pesce vicino all’aeroporto Charles De Gaulle, insieme ad alcuni colleghi di origine cinese. L’unica spiegazione sarebbe quindi quella del passaggio del virus dalla donna all’uomo, anche perché lo stesso Hammar ha fatto sapere di non aver mai avuto contatti con la Cina.

L’Oms: “non sorprendente”

Dalla Cina la notizia dei primi contagi si seppe il 31 dicembre, secondo quanto affermato dall’Oms, anche se non si pensava ad un contagio in Europa già all’ora. La stessa organizzazione definisce però la notizia “non sorprendente”, il che sembrerebbe alquanto strano. Questa notizia, secondo il portavoce dell’Oms Christian Lindmeier, “offre una visione completamente nuova di tutto”. È bene infatti che le nazioni si adoperino per ricerche simili. “I risultati aiutano a comprendere meglio la potenziale circolazione del virus di Covid-19”, ha affermato sempre il portavoce.

Certo è che, ancora una volta, si registrerebbe un grave ritardo nella comunicazione da parte della Cina. Se i primi casi risalgono addirittura a dicembre in Europa, e dall’Asia hanno fatto sapere dei primi casi soltanto il 31 dicembre, vien da chiedersi quando in realtà sia scoppiato tutto.

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