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Pasqua da grigliata: gli italiani incivili sono ancora troppi VIDEO

Nessun rispetto per gli altri cittadini che seguono le regole. Lo specchio del contagio riflette un'Italia ancora troppo incivile. Pasqua e festività tra canti, balli, grigliate sui tetti e gite fuori porta

Pasqua da grigliata: gli italiani incivili sono ancora troppi.  Le festività in quarantena. Pasqua e Pasquetta rinchiusi a casa. Questo il protocollo governativo da seguire. Ad eccezione delle forze dell’ordine e della squadra sanitaria che non si fermano da febbraio, si evitano gli assembramenti, i festeggiamenti al mare o in montagna. Più o meno facile per gli italiani che riescono a rispettare le regole. Più o meno facile per chi vorrebbe rivedere le proprie famiglie ma ha deciso di non muoversi più di un mese fa. Più o meno facile per chi è costretto a lasciare soli i nonni, nel caso fortunato siano vivi entrambi. Ma non tutti gli italiani sono così. Non tutti riescono a rispettare le regole.

Dalla casa sul mare ai balli di gruppo

Lo scorso weekend aleggiava nell’aria la volontà di raggiungere la seconda casa per godersi il mare a Pasqua. Perché non approfittare del bel tempo per fare una grigliata sui tetti? Questa è l’idea che hanno avuto ieri alcune famiglie palermitane. Barbecue e vino per festeggiare la Pasqua. Assembramenti con parenti e amici. Musica a tutto volume e balli di gruppo. I vicini hanno denunciato la festicciola sui tetti e le forze dell’ordine sono intervenute.

Dapprima con un elicottero che però è stato “attaccato” con dei fuochi d’artificio. Non è uno scherzo. Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Municipale hanno poi fermato tutto con alcune volanti. E al suono delle sirene alcuni sono scappati mentre altri sono stati bloccati e multati. Gli “incivili“, come li definisce il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, “saranno riconosciuti anche grazie ai video che alcuni di loro hanno postato sui social“.

Il rispetto? Termine sconosciuto

L’episodio avvenuto a Palermo, nel quartiere Sperone, è l’ennesima espressione, quasi esasperata, della mancanza di rispetto degli italiani. Un rispetto che dovrebbe essere spontaneo e non obbligato. Per tutti coloro che stanno lavorando al servizio del Paese. Per tutti coloro che stanno lottano sul campo medico. Per tutte le vittime che il Coronavirus ha causato e continuerà a causare. Un termine che molti ignorano per convenienza. Non è bello e facile per nessuno resistere in questa situazione. E allora, di cosa stiamo parlando? Siamo in guerra? Basterebbe solo un po’ di buonsenso…

C'è chi rispetta le regole e resta in casa e c'è chi, come nel quartiere Sperone a Palermo, organizza una bella braciolata su i tetti …

Pubblicato da Smartopic.it su Lunedì 13 aprile 2020

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