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Nessuno compra più i fiori: la strage in Olanda

Il periodo di crisi in Italia colpisce tutti i settori senza distinzione: le vendite dei fiori sono totalmente azzerate. I voli bloccati in America eliminano l'esportazione mentre in Olanda migliaia di tulipani in rovina

Nessuno compra più i fiori: la strage in Olanda. Il Coronavirus continua a mietere vittime. Non solo negli ospedali di tutto il mondo ma colpisce anche quei settori di cui l’Italia si è sempre vantata. Il florovivaismo è ormai alle strette. I campi italiani (ed europei) sono stracolmi ma le vendite sono nulle. Che fine faranno dunque i bellissimi fiori italiani che eguagliano un giro d’affari pari a più di 2 miliardi di euro l’anno?

Sono circa 27.000 le aziende produttrici in Italia e più di 100.000 le persone occupate in questo settore. La superficie coltivata supera i 29.000 ettari di terreno. Numeri da far paura. Numeri che sono, ad oggi, totalmente inutili. Infatti, il mercato dei fiori è alle stremo: le vendite sono azzerate e le aziende produttrici non sanno come agire. Nell’ultimo mese sono più di un miliardo i fiori appassiti, o nei casi peggiori distrutti, a causa del divieto di celebrazione di eventi. Niente più battesimi, matrimoni, feste di lauree, funerali. Tutti eventi che creano assembramenti, ormai vietati appunto. Ciò ha chiaramente causato un danno enorme all’economia italiana, che si aggiunge ai risultati negativi della Borsa in questo periodo e alle perdite economiche che si registrano in ogni regione d’Italia.

Il giovedì nero della Riviera dei Fiori

L’esportazione dei fiori italiani in America si ferma per la decisione di Trump di bloccare i voli aerei dall’Europa per evitare possibili contagi da Covid-19. Il trasporto aereo è rapido ed efficace per consegnare uno dei prodotti d’eccellenza del Made in Italy oltreoceano.
In Liguria, così come in altre regioni d’Italia, il commercio del prodotto di punta della Riviera si è dovuto arrendere alle decisioni mondiali causa stato d’emergenza.

A conferma di ciò, ci sono le parole del presidente regionale e provinciale di Coldiretti, Gianluca Boeri, che spiega i danni subiti. “Il nostro settore è completamente in ginocchio e la mazzata finale è arrivata giovedì scorso – riferendosi al blocco dei voli europei verso l’America – Se prima il mercato aveva rallentato pur continuando a girare, per quanto riguarda il reciso siamo al blocco pressoché totale degli ordinativi che partono da Sanremo. Tutto il prodotto portato in questi giorni al mercato dei fiori di Valle Armea è rimasto invenduto al 100%.

Gianluca Boeri spiega poi l’importanza dell’export per l’Italia: “Il consumo del fiore si è azzerato a seguito della chiusura di ristoranti e alberghi, all’annullamento di ricevimenti, battesimi e manifestazioni pubbliche. Il nostro prodotto veniva spedito al 90% nel resto d’Europa, Stati Uniti e Sud Est Asiatico. Quest’ultimo mercato è stato, per ovvie ragioni, il primo a crollare. Poi l’Europa e infine anche gli Stati Uniti. Quello scorso può definirsi un giovedì nero del fiore.

In Olanda come al Tulipark due anni fa

Nel resto d’Europa la situazione non è delle migliori. In Olanda nelle ultime ore sono state diffuse sul web immagini drammatiche di migliaia di fiori andati in rovina. Ogni anno in Olanda si tengono infinite aste dei fiori, famose in tutto il mondo. Però, sfortunatamente, tutte le commercializzazione non hanno portato i frutti sperati e sono stati bruciati decine di milioni di euro.

Disastro Olanda😢😢😢

Pubblicato da Robert Stokman su Lunedì 16 marzo 2020

Le immagini rievocano il vandalismo di due anni fa avvenuto a Roma presso il Tulipark, giardino in stile olandese adibito nella capitale italiana. Il 1 aprile 2018 dei vandali hanno deciso di rovinare i 9 mesi di lavoro per il magnifico parco in cui si potevano scegliere i tulipani che più piacevano tra più di 300 mila. Come si evince dalla pagina ufficiale di Tulipark che due anni fa spiegò l’accaduto, alcuni visitatori per assicurarsi il tulipano con il bulbo avevano buttato i fiori che non ne avevano. Alcuni li avevano anche trapiantati ma il fiore senza radici muore dopo qualche ora se non viene messo in acqua.

Questo è quello che succede quando la gente è maleducata, dopo tanti sacrifici e lavoro (9 mesi) per realizzare…

Pubblicato da TuliPark – Roma su Domenica 1 aprile 2018

La speranza di Coldiretti: progetto #balconifioriti

Settore allo sbando. Vendite inesistenti. Milioni di euro perduti. Questa è la situazione attuale in Italia per il mercato del florovivaismo. Le richieste di misure adeguate ed urgenti da tutte le aziende in crisi, per salvare i fiori prodotti, sono moltissime. E per cercare un barlume di luce in questi giorni davvero oscuri, Coldiretti lancia il progetto #BalconiFioriti invitando gli italiani ad addobbare con piante e fiori i propri balconi e le proprie terrazze.

Alle porte di una primavera che si prospetta senza dubbio diversa dalle altre, viene a mancare quello che è uno dei simboli pregiati del nostro Paese: il fiore. I fiori sono l’espressione colorata e profumata di sentimenti profondi come l’essere donna, se si pensa all’ 8 marzo, come il dolore di una perdita, se si pensa al crisantemo, come l’amore in tutte le sue sfaccettature, se si pensa alla rosa.

Dopo il divieto di abbracci e gesti d’affetto come una banale ma efficace carezza sul viso, abbiamo perso anche la possibilità di esprimerci con i fiori piuttosto che con le parole o il contatto ravvicinato. L’ennesima dimostrazione che non si tratta di un gioco ma di una battaglia contro un nemico invisibile che possiamo però battere. Torneranno presto i tempi in cui il rientro a casa sarà accompagnato da una stella di Natale il 25 dicembre o da un mazzo di tulipani per festeggiare un anniversario.

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